MOVIEGAMES - Pac-Man ritorna su PS2

Lo storico cerchietto giallo mangiapunti acquista nuova vita nella sua ultima incarnazione tridimensionale!

Di solito non sta bene in un articolo parlare in prima persona: lo possono fare i Biagi, i Bocca, e simili numi tutelari del giornalismo. Solitamente se ad usare tale persona è un qualsiasi mestierante della penna (sia essa fisica o elettronica) quale il sottoscritto in genere si storce - giustamente - il naso e si accusa lo scrittorucolo di megalomania. E tuttavia almeno un ricordo personale mi sia consentito! Anche perché chi scrive oggi di videogiochi, sia su riviste cartacee che on-line, spesso non oltrepassa la trentina e, nel caso delle webzine inoltre, la diffusa incapacità di scrivere farebbe pensare anche a persone di almeno dieci - se non venti - anni di meno. Chi scrive è invece ormai prossimo ai 40 e, grazie a questo mero dato anagrafico (oltre a sperare di avere imparato a scrivere in modo quantomeno accettabile), può dire di avere vissuto il primo boom dei videogiochi. Quello, per intenderci, di Space Invaders e di Pac-Man. All'epoca chi scrive gettava - come molti suoi coetanei - vagonate di monetine in quelle scatole con giochi che oggi paiono preistorici ma che allora erano il non-plus-ultra del divertimento elettronico. Le mie preferenze all'epoca andavano in direzione degli sparatutto, tipo appunto Space Invaders, o dei giochi sportivi, mentre tendevo ad evitare i platform perché erano giochi che sostanzialmente consistevano nel mandare a memoria un percorso che evitasse tutti i pericoli e le minacce. Negli sparatutto, ad esempio sempre in Space Invaders, non c'è una combinazione di mosse predefinita per arrivare a distruggere tutte le navicelle aliene, ma conta piuttosto la coordinazione occhio-mano per riuscire ad abbatterle prima che atterrino evitando contemporaneamente i loro colpi. Al contrario in un platform come Donkey Kong è essenziale, nei panni dell'idraulico Mario, memorizzare la sequenza di oggetti che ci lancia contro il primate  e su quali piattaforme in base ad essa è meglio saltare. E per Pac-Man è praticamente la stessa cosa, anche se si potrebbe obiettare che piuttosto che di platform si tratta di un puzzle-game (tipo Tetris), o piuttosto di un abile mix dei due generi, quando in realtà di generi definiti ancora non si poteva parlare. Sta il fatto che per mangiare tutti i punti nel labirinto - senza farci a nostra volta divorare dai fantasmi - utilizzare un percorso a casaccio era la strategia peggiore, almeno avanzando nel livello di difficoltà. Al contrario chi scriveva le proprie iniziali nella "Hall of fame" era chi riusciva prima e meglio a memorizzare i percorsi giusti ed a compierli lottando contro l'imprecisione dei joystick. Ecco ora uscire questo Pac-Man World 2. Sinceramente non mi ero neppure accorto del primo. Sarà che avevo già giocato con l'originale, sarà che molte delle operazioni di rinverdimento dei vecchi classici non sortiscono titoli comparabili con gli originali. Perciò quando da Sony mi è arrivato non richiesto questo titolo da recensire non ho fatto salti di gioia. Perciò la sorpresa per questo titolo è stata ancora maggiore.Sorpresa intanto per la grafica, adattata al 3D, ma senza abbandonare la plasticosa fumettosità dell'originale. Pac-Man da cerchio giallo si è trasformato in sfera gialla con tanto di occhi, braccia e gambe. L'ambiente in cui si muove non è più composto da labirinti minimalisti, ma è evoluto in un vero e proprio mondo, completo di personaggi di contorno, che si gioca come il più classico dei platform. In questo senso è decisamente diminuita l'importanza dei fantasmi - se non ai fini della storia, di cui si dirà più avanti -: s'incontrano abbastanza raramente e comunque nel nuovo mondo tridimensionale non costituiscono più la minaccia maggiore. Se in un labirinto bidimensionale infatti è assai arduo evitarli, nell'aperto mondo tridimensionale possiamo ora aggirarli o suggire loro con un salto. Ben più perniciose le varie piattaforme affacciate sul vuoto su cui un salto azzardato può significare la perdita d'una preziosa vita. Nel completare i livelli dovremo ancora raccogliere i punti disseminati sul percorso insieme alla frutta varia che, come nell'originale, aggiunge un punteggio bonus. In aggiunta possiamo anche raccogliere gettoni  da spendere nella sala giochi del Pac-Villaggio con i titoli storici: Pac-Man (1980), Ms. Pac-Man (1981), Pac-Mania (1988) e Pac-Attack (1993). Questi ultimi sono la fedele riproduzione dei giochi dell'epoca ed ai nostalgici non potranno che fare immenso piacere, tanto che c'è da dubitare che qualcuno possa completare Pac-Man World 2 solo per giocarvi.Pac-Man World 2 ha pure una storia a fare da sfondo alla teoria dei salti: i fantasmi sono penetrati nottetempo nel Pac-Villaggio ed hanno rubato i quattro frutti dorati che tenevano prigioniero il terribile demone Spooky che giura vendetta e distruzione al Pac-World. Compito di Pac-Man riportare al villaggio i quattro frutti e tornare ad imprigionare il cattivone. I livelli sono vari ed ottimi con un livello di difficoltà progressivo e comunque mai esagerato, tanto più che generalmente non si deve andare di corsa e si ha tutto il tempo per calibrare bene ogni singolo salto. Il tutto è realizzato pensando ovviamente ai bambini, ma la qualità dell'insieme è tale che anche ragazzi ed adulti potranno divertirsi assai con questo titolo colorato, allegro ed assolutamente mai noioso. Certo: si tratta di un giudizio soggettivo, comunque devo ammettere di essermi divertito più ora con questo Pac-Man World 2 che a suo tempo col Pac-Man originale... e non è detto che a questo punto non vada a cercarmi anche il primo episodio!

 

Pac-Man World 2 è sviluppato da Namco per PS2 ed è distribuito da Sony in inglese con menù e sottotitoli in italiano.

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