MOVIEGAMES - La guerra contro le macchine, parte seconda
Ritorna Schwarzenegger nei panni del Terminator, e stavolta riesce a divertirci assai. Idealmente accanto a lui ecco però spuntare anche Halle Berry e Tobey Maguire.
Che cosa faccia Arnold Schwarzenegger nei panni di governatore della California c'importa poco (problema dei californiani?): c'importa assai invece cosa stia capitando al suo alter ego cibernetico il Terminator T-800 modello 101. In realtà già in Terminator 3 il buon Schwarzy era già abbastanza patetico come macchina (quasi) indistruttibile, con tutto quel cerone a coprirgli le rughe, e non crediamo che in un prossimo episodio possa essere più credibile. Ma si sa che la realtà virtuale riesce a nascondere molto meglio i difetti (almeno: quel genere di difetti) e, lontano dal pressing dell'uscita concomitante di una pellicola, ecco che ci troviamo tra le mani Terminator 3: The Redemption (C2 Pictures/Paradigm Entertainment/Intermedia/Atari, per Ps2) che riesce ad appassionarci maggiormente di quanto non siano riusciti a fare Terminator 3: Le macchine ribelli e Terminator 3: War of the Machines, pubblicati a ridosso della pellicola. In particolare War of the Machines più che brutto pareva allo stadio di demo: troppi pochi livelli, troppe poche modalità, troppi pochi personaggi/armi. Ora invece, con The Redemption, i programmatori hanno potuto completare il gioco come pareva a loro e infatti il risultato è apprezzabile.
Il background è ancora quello del terzo episodio cinematografico, ma senza che la storia sia ri-raccontata pari pari: piuttosto la storia di The Redemption interseca quella di T3:WotM cercando però di completarla ed arricchirla mostrandone elementi nuovi. Il protagonista è ancora il T-800 modellato sulle fattezze di Schwarzy che, dopo essere stato catturato e riprogrammato dalle forze umane, viene mandato in missione: deve infiltrarsi in Skynet, arrivare al dislocatore temporale e impedire che il T-X inviato prima di lui nel passato termini John Connor. Il gioco è un mix di sparatutto e picchiaduro a scorrimento in terza persona con la possibilità di utilizzare veicoli e postazioni di fuoco fisse. Tutto sommato il gioco è estremamente arcade e frenetico e questo, unito all'ottima grafica e fluidità si trasforma in piacere per il giocatore. Gli elementi di Terminator ci sono un po' tutti (il mondo futuro con la guerra delle macchine, la possibilità di prendere il controllo di vari modelli non antropomorfi di Terminator, la visuale ad infrarossi completa di istruzioni-macchina, il mondo odierno in cui si danno battaglia i modelli più avanzati di Terminator, ecc.) e ci vengono proposti senza particolari esigenze di apprendimento o adattamento. Insomma The Redemption, pur senza essere nulla di eccezionale, dimostra come lavorando al di fuori delle scadenze imposte dall'uscita di un film, i programmatori riescano a proporre un gioco divertente e ben fatto anche avendo a disposizione materiale sfruttato e privo d'originalità.
Alle scadenze dei film hanno invece dovuto sottostare altri due giochi, ovviamente ispirati agli omonimi film: Catwoman (Electronic Arts, sviluppato per tutte le piattaforme) e Spider-Man 2 (Treyarch/Activision, anch'esso sviluppato per tutte le piattaforme). Il primo, pur vantando un'ottima grafica ed anche un'ottima utilizzazione dei poteri da gatta un po' ruffiani a disposizione della donna-gatto, è sicuramente il più debole. Ciò sostanzialmente a causa della mancanza di originalità del gameplay (ricavato sostanzialmente da Tomb Rider: tanti salti ed evoluzioni fin dall'inizio cervellotici e complicati da realizzare) e dalla non sempre ottimale gestione delle telecamere. Nella sostanza Catwoman è un action 3D in terza persona dove dobbiamo combattere contro poliziotti e criminali e compiere evoluzioni sui tetti per sfuggire agli inseguitori o per avvicinarci indisturbati al nostro bottino, e perciò dovrebbe essere bello (ok), veloce (ok) ed intuitivo (non ok) da giocare. Invece le combo che dobbiamo effettuare anche solo per atterrare un avversario o per scalare una parete rendono il tutto troppo macchinoso. Peccato, perché impersonare Halle Berry e i suoi completini decisamente sexy non è assolutamente spiacevole!
Meglio si comporta invece Spider-Man 2, probabilmente forte del superamento delle imperfezioni presenti nel primo episodio. Se infatti la delizia di volteggiare tra i grattacieli di New York appesi a una ragnatela era minata in quello da un gameplay che poi ci vedeva per lo più appiedati a dar cazzotti ad anonimi criminali, ora possiamo sì seguire la trama principale organizzata in macro-missioni che seguono sostanzialmente lo sviluppo della vicenda filmica, ma possiamo anche, tra una missione e l'altra, gironzolare liberamente per New York decidendo se rispondere alle numerose richieste d'aiuto che ci giungono dai passanti e impegnarci così in micro-missioni che, se non aggiungono nulla allo sviluppo principale della vicenda, ci permettono tuttavia di acquisire punti con cui potremo "acquistare" miglioramenti alle nostre tecniche di combattimento. Non solo: questo continuo essere chiamati mentre ci stiamo dirigendo al luogo dove dobbiamo iniziare la missione che ci permetterà di avanzare nella storia, ci fa sperimentare un'ansia presente anche nelle più belle storie dell'arrampicamuri che gli fa sembrare di essere a servizio di tutti tranne che di sé stesso e di chi ama. Le mini-missioni riguardano per lo più l'atterramento di borseggiatori o di ladri d'auto, ma ci sono anche missioni di salvataggio di persone rimaste ferite in condizioni precarie che dovremo raggiungere e poi portare entro un tempo limite in ospedale. Le macro-missioni invece riguardano la sconfitta e l'eventuale inseguimento tra i suddetti grattacieli dei boss tra i quali ovviamente primeggia Doc. Ock (o Dr. Octopus come lo conoscono i vecchi lettori). Anche qui la ripetitività non è che sia sconfitta, ma per lo meno il controllo del personaggio è intuitivo ed efficace fin dalle prime missioni (stavolta il tutorial è davvero ridottissimo) tanto che volteggiare liberamente tra i grattacieli potrebbe diventare davvero l'occupazione principale dei giocatori.
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