DVD - Eloge de l'Amour: "One plus One + Sympathy for the Devil" di Jean-Luc Godard

Una riflessione sul "Cuore dell'Occidente" mentre lo sguardo di Godard penetra con la dolcezza di una danza tra le pareti "informi" della musica degli Stones, seguendone i ritmi e le variazioni con un cinema che non permette di riconoscere la differenza tra due amori nel loro geminare quasi per un disordine del desiderio. Un DVD edito dalla Raro Video

Titolo originale: id.
Anno: 1968
Durata: 94' + 95'
Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
Genere: Documentario musicale
Cast: Rolling Stones, Anne Wiazemsky, Iain Quarrier
Regia: Jean-Luc Godard
Formato DVD/Video: 4/3
Audio: stereo PCM inglese
Sottotitoli: italiano
Extra: DISCO 1 Sympathy for the Devil; DISCO 2 One plus One Versione director's cut, il trailer del film, Documentario Voices, Una videocosa di enrico ghezzi

IL FILM

 

In One plus one/Sympathy for the Devil le riprese in studio dei Rolling Stones che provano la loro canzone (Sympathy for the Devil) accompagnano quattro episodi del film, che si intervallano ad esse (Anne Wiazemsky che gira per Londra disegnando sui muri scritte rivoluzionarie, un gruppo di neri del Black Power che fucilano alcune ragazze bianche in un cimitero di automobili, una lunga intervista, sempre alla Wiazemsky, che impersona in abiti ottocenteschi la Democrazia Liberale e risponde alle domande di una troupe televisiva con un si o un no, un libraio fascista che fa schiaffeggiare dai suoi clienti due ebrei); quattro episodi che intessono una riflessione sul "Cuore dell'Occidente" mentre lo sguardo di Godard e la linea dei suoi piani sequenza, che devia, tace, s'impunta, scavalca, sfila, penetra con la dolcezza di una danza tra le pareti "informi" della musica dei Rolling Stones, seguendone (quasi riproducendone...) i ritmi, le variazioni, le risonanze, costringendo il nostro sguardo ad un continuo attraversamento dello spazio, ad un movimento continuo dell'occhio alla ricerca delle sue parole, delle sue forme, delle sue figure... One plus one (e con esso Sympathy for the Devil) è un film che trabocca dal perimetro dello schermo, che smargina i contorni dell'inquadratura con le sue ampie, rallentate, dolci panoramiche, affidando il controcampo all'intimità di chi guarda, transitando in quella distanza spaesante per "lo sguardo che ha ancora una infinità di prove d'amore e di resistenze da sostenere" nella sua ansia di viaggio attraverso un territorio intermedio, uno sguardo che partecipa di un sentire esiliato in quel luogo senza confini in cui la forma si disegna al di qua e al di là del cinema stesso, quella distanza che si pone dunque come sola condizione per ogni sua possibile "comprensione".  E' un elogio dell'amore il cinema di Jean-Luc Godard (lo è sempre stato...), un amore per il cinema nel suo farsi, rifarsi, disfarsi (Eloge de l'Amour con una mano che sfoglia le pagine di un quaderno ancora bianche o nell'illusoria inconsapevolezza che possano essere tali), nel suo essere un luogo intermedio tra la vita e la forma: aritmico e dissonante come la vita, strutturato e compiuto come la forma. Cinema che non permette di riconoscere la differenza tra due amori nel loro geminare quasi per un disordine del desiderio, ma in cui si ama fissare lo sguardo per essere riguardati (uno più uno appunto...), quello sguardo che ritorna ossessivamente sui corpi amati, sia pure nella possibilità impercettibile di scoprirne e svestirne le dissonanze, quella piccolissima, sotterranea radice a dissotterrare la quale possiamo al più scoprirci erranti... Ancora un elogio dell'amore per uno sguardo che aspetta solo di essere invaso, preso, accostato da e a quella libertà poetico-politica come nella sequenza finale del film con Anne Wiazemsky sulla spiaggia (ancora una "ultima" spiaggia come quella di Pierrot le fou o quella più recente di Notre musique), sollevata verso il cielo sul braccio di una gru per il cinema adorna di una bandiera rossa e di una nera, un'anima salva in quella distanza che aspira a creare un collegamento tra la vicinanza col cinema e la vicinanza alla vita.

IL DVD

Il doppio DVD edito dalla Raro Video (come il precedente Prénom Carmen dello stesso Godard) e distribuito dalla 01 Distribution è di buona qualità: nitida la traccia audio in PCM  stereo (Il PCM, spesso inserito nei dvd musicali, è un audio lineare e non è multicanale, per questo offre una migliore qualità di ascolto in stereo ma non ha effetti spaziali); il formato è quello standard per uno schermo con aspect ratio di 4:3 (schermo TV), mentre la pulizia delle immagini restituisce a pieno la ricchezza dei colori della "swinging London" degli anni sessanta. Interessanti gli extra che, oltre al trailer, contengono una videocosa del critico Enrico Ghezzi (una riflessione sul film di circa 20') e un documentario con Jean-Luc Godard al lavoro sul set. Va inoltre detto che il doppio DVD di questa edizione speciale, pubblicata in esclusiva per l'Italia in lingua originale e con la disponibilità dei sottotitoli in italiano, presenta le due versioni del film, quella che Jean-Luc Godard portò a termine, intitolato One plus One, e quella alla quale il produttore Iain Quarrier diede il titolo di Sympathy for the Devil, dopo aver rielaborato il materiale del film precedente per inserire la versione completa della canzone degli Stones, che durante il film sono ripresi, mentre provano in studio l'omonima canzone del titolo.

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