DVD - "Il disprezzo" di Jean-Luc Godard
Uno dei capolavori di Godard vede per la seconda volta la luce sul mercato italiano, ora grazie a Surf Video, che in due dischi propone entrambe le versioni del film, quella originale sottotitolata e quella discutibile rimaneggiata da Carlo Ponti. Edizione non all'altezza della fama del film, ma in questo caso il titolo conta di più del supporto

Titolo originale: Le mépris
Anno: 1963
Durata: 105' (versione francese); 82' (versione italiana)
Distribuzione: Surf Video
Genere: drammatico
Cast: Brigitte Bardot, Michel Piccoli, Jack Palance, Giorgia Moll, Fritz Lang, Jean-Luc Godard
Regia: Jean-Luc Godard
Formato DVD/video: 16/9
Audio: Dolby Digital 2.0. francese, italiano
Sottotitoli: italiano per non udenti
Extra: biofilmografie di Jean-Luc Godard, Brigitte Bardot, Michel Piccoli; Dalla A alla Z

IL FILM
Tra marito e moglie scoppia improvvisamente la crisi, inattesa, che li porta a riflettere su quell'amore che si erano giurati solo pochi istanti prima tra le lenzuola, e che insinua il disprezzo del titolo a serpeggiare pericolosamente nel loro rapporto. Lui è uno sceneggiatore francese alle prese con un regista tedesco saggio e con un produttore americano smargiasso, tutti spaesati tra l'assolata Cinecittà romana e la paciosa cornice marinaresca di Capri. Non c'è tranquillità né conciliazione però in quello che a ragione viene considerato uno dei film più importanti della nouvelle vague e della filmografia di Godard, così come avveniva nel romanzo di Alberto Moravia da cui trae ispirazione. La quiete iniziale è pura apparenza, ed è pronta ad essere sostituita da tensione, livore, incomprensione, per finire con un tradimento che proprio perché appena accennato fa male. Il disprezzo è un film di parole e emotività, di lucida psicologia, dove il maschio e la femmina si scontrano, non del tutto consapevoli della potenziale gravità delle conseguenze. Ai lati del campo di battaglia l'umanità sta a guardare, e commenta placida, partendo dalla scusa di un rifacimento cinematografico dell'Odissea diretto da Fritz Lang, che interpreta se stesso, come nei sogni di ogni cinefilo, categoria cui Jean-Luc Godard appartiene di diritto sin dai tempi in cui era critico per i Cahiers du Cinema. Il quesito se Ulisse vaghi per non tornare a casa da Penelope, di cui potrebbe non essere più innamorato, oppure se siano semplicemente gli dei del caso a voler dividere la coppia è lezioso. Lo stesso, per contrapposizione, si potrebbe dire dell'autoritario Prokosch, padre-padrone-produttore che quando è in scena, grazie al viso arcigno e al talento di Jack Palance, si mangia gli avversari e impone le medesime regole del gioco, impedendo di sondare la causa scatenante della crisi in atto. Da una piccola scintilla - un silenzio di troppo, uno sguardo diverso dal solito, una bugia detta per orgoglio - nascono smisurate conclusioni, che sfociano nella tragedia. Forse un po' datato nella forma a tratti teatraleggiante del monologo reiterato, se visto con gli occhi del pubblico oggi, abituato a ritmi e tempi più secchi, ma comunque attuale nella sostanza, Il disprezzo rivela la capacità di Godard di abbracciare un'idea di cinema universale, straniera in patria e a proprio agio all'estero; e per questo motivo fruibile liberamente, senza eccezioni. Nella versione originale, l'unica consigliata, il melting pot di culture, lingue e personalità va a creare un unicum indivisibile, uno spaccato sociale tanto cinico quanto amaro. Ovviamente talmente pieno di sé - si apre con una citazione da André Bazin - da apparire superbo e talmente estremo da non prevedere alcuna possibilità di redenzione. La morale è crudele, agra come la rabbia: il compromesso e il passo indietro sono il fallimento, ma andare avanti comporta una consapevolezza ugualmente dolorosa.

IL DVD
Il disprezzo era già uscito in dvd per General Video. La nuova edizione ricalca le orme della precedente, a partire dal doppio disco con le due edizioni, quella francese proposta solo in lingua originale sottotitolata e quella uscita su grande schermo in Italia, che fece clamore per i tagli e le modifiche imposte da Carlo Ponti. Il discorso qualitativo, premesso il personale consiglio di lasciar perdere la versione doppiata, accorciata di oltre 20 minuti e con i dialoghi arbitrariamente rimaneggiati, e di optare a priori per il «director's cut», si equivale per entrambi i supporti. Dal punto di vista della trasposizione video si sarebbe potuto ottenere un risultato migliore: il quadro è infatti leggermente sfocato, i colori non particolarmente brillanti e qualche segno del tempo (spuntinature e graffi sulla pellicola) compare di tanto in tanto. Il dvd anamorfico e il formato corretto rendono più accettabile la visione, anche se con una televisione di grande dimensioni oppure un videoproiettore i difetti saltano all'occhio. Sufficienza raggiunta senza difficoltà anche dal punto audio, dove le due tracce, italiana e francese, sono presentate in un discreto Dolby Digital 2.0 che se anche non colpisce troppo per profondità almeno è chiaro e preciso quanto basta. Gli extra, pochi, si limitano ad una serie di schede bio-filmografiche del regista Jean-Luc Godard e dei due protagonisti Michel Piccoli e Brigitte Bardot. Chiude una curiosa ma poco utile carrellata sulle copertine delle uscite presenti, passate e future della Surf Video.
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