CANNES 60 - "Une vieille maîtresse", di Catherine Breillat (Concorso)
Dal romanzo omonimo di Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly, un film scandalistico . più che scandaloso e disinibito, un feuilleton in costume alla Christian-Jacque senza però ritmo e animazione, interpretato da una incontrollabile Asia Argento che rappresenta un pericoloso vortice in cui è entrato il cinema della regista

Nelle sue declinazioni intellettualistiche, spegne ogni residuo di rabbiosa fisicità il cinema di Catherine Breillat. La cineasta francese, autrice di film estremi e coraggiosi come Une vrai jeune fille e Vergine taglia 36 che recentemente è entrata in una sorta di vicolo cieco. Le prime avvisaglie si erano avute con il vacuo esempio di 'cinema nel cinema' di Sex Is Comedy e con Pornocrazia, adattamento di un proprio romanzo. Con Une vieille maîtresse invece la regista si confronta con il film in costume e l'esperimento sembra avere delle 'stonature' ancora più evidenti di quelle di Assayas quando presentò proprio qui a Cannes nel 2000 Les destinées sentimentales.
La vicenda è ambientata a Parigi nel 1853. Il giovane libertino Rybo de Marigny (Fu' ad Ait Aattou) si sta per sposare con Hermangarde (Roxane Mesquida), figlia della Marchesa de Flers (Claude Sarraute). L'uomo, all'insaputa di tutti, porta avanti da anni una relazione con la cortigiana Vellini (Asia Argento) che cercherà con ogni mezzo di ostacolare la relazione.
Al centro di Une vieille maîtresse ci sono quindi intrighi sentimentali, tradimenti e segreti in un film che appare come un vecchio feuilleton senza neanche il ritmo. La Breillat riduce per lo schermo il romanzo omonimo di Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly girando quasi 50 anni dopo un film alla Christian-Jacque ma inanimato, una serie di 'cartoline' su corpi e paesaggi con aspirazioni pittoriche nell'esaltazione dei dettagli cromatici (come, per esempio, il rosso del sangue) della fotografia di Yorgo Arvanitis. Punta in alto la Breillat con un'opera che (gli) diventa sempre più estranea ma in cui vuole dare ancora la sua impronta attraverso una sessualità che si manifesta con 'nudi d'autore' e una licenziosità nel comportamento che caratterizza soprattutto la figura interpretata da Asia Argento: l'attrice italiana può ormai attraversare l'opera dei cineasti più diversi marcandoli con la sua presenza e la sua voce. Più che scandaloso e disinibito Une vieille maîtresse sembra piuttosto solo un film scandalistico che rappresenta un pericoloso vortice, al momento senza via di uscita, in cui è entrato il cinema della regista.
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