9/1/2008 - Kathryn Bigelow in zona di guerra: "The Hurt Locker"

La regista parla del suo nuovo film, con lo sceneggiatore di Nella Valle di Elah. GALLERIA FOTOGRAFICA

The Hurt LockerKathryn Bigelow ha diretto nel 2007 uno spot per la Pirelli con Uma Thurman, ma era assente dal grande schermo da K-19: The Widowmaker (2002) con Harrison Ford. Ora torna con The Hurt Locker, la storia, girata tra Giordania e Kuwait, di un team EOD (Explosive Ordinance Disposal) composto da militari alle prese con un lavoro molto pericoloso: la bonifica degli ordigni esplosivi dai territori di guerra, in questo caso l’Iraq. Un intervistatore di 'Ain’t it cool' assistendo ai primi 20 minuti di film ha chiesto alla Bigelow di spiegare il motivo di tanto realismo e la regista ha dichiarato: “Ho voluto realizzare questo film raccontando l’esperienza dei soldati dal loro punto di vista, in modo che lo spettatore possa sentire quello che sentono, dal sudore al sole impietoso che subiscono. Questi uomini sono in uno stato costante di tensione e paranoia, in un terreno in cui la sicurezza è impossibile”. Il cast è composto da Ralph Fiennes (Strange Days diretto dalla Bigelow; Spider, The Constant Gardener, La contessa bianca), Guy Pearce (lo vedremo a breve anche in Winged Creatures e in Traitor ed è in negoziazione per The Road, con Viggo Mortensen), Jeremy Renner (28 settimane dopo, The Assassination of Jesse James), Anthony Mackie, David Morse (ottimo caratterista visto di recente in Disturbia e in Passengers), Brian Geraghty (Jarhead, Bobby), Christian Camargo (K-19 sempre con la Bigelow e ultimamente National Treasure: Book of Secrets). 
“Non sono comuni soldati. Per molti di loro, il pericolo è come una droga. James (Renner) è tragico e dolente, come l’eroe greco The Hurt Locker - teaser posterclassico -  del resto The Hurt Locker, al di là della retorica e della politica, affronta temi universali e comuni ad ogni epoca: verità, fratellanza, lealtà, onore - ma anche nella mitologia non c’è garanzia di invincibilità… Sanborn (Mackie) è il veterano più rigido e severo. Stakanovista, competente e imperturbabile. Eldridge (Geraghty) rappresenta un punto di equilibrio morale nel film, ci mostra l’equilibrio necessario a sopravvivere ogni singolo giorno in questa difficile situazione”. La regista ha aggiunto che anche grazie all’aiuto del direttore della fotografia Barry Ackroyd (collaboratore di Ken Loach: Bread and roses, Sweet Sixteen, Il vento che accarezza l’erba; e di Paul Greengrass, United 93) ha alternato momenti di caos e di suspence a scene di quiete e intimità, e che lo sceneggiatore Mark Boal è stato un valido punto di partenza per il realismo tecnico del film  grazie al suo background di reporter di guerra: “Si tratta del primo film che parla della guerra in Iraq che si propone di mostrare la reale esperienza dei soldati”, ha commentato lo sceneggiatore, che ha già scritto Nella Valle di Elah per Paul Haggis. “Abbiamo voluto mostrare ciò che non potete vedere sulla CNN, ma non per cospirare contro una supposta censura; solo per fotografare puntualmente che cosa accade in questo difficile mestiere”. La Bigelow, che conosciamo anche per Near Dark (1987), Blue Steel (1990), Point Break (1991) e Il mistero dell’acqua (2000) è coinvolta anche come coproduttrice per The Hurt Locker, la cui data di uscita in sala non è ancora definitiva. (m.p.)

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