"Religiolus - Vedere per credere", di Larry Charles
Cinico e pericoloso, nel documentarismo costruito di Larry Charles il cinema non esiste. L'immagine stessa non è contemplata come documento di (ir)realtà, né come sguardo politico. A emergere è semmai lo sberleffo ben orchestrato di un saggio filmato, sempre troppo preoccupato di produrre umorismo
Dispiace constatare il declino registico di Larry Charles, il cui debutto Masked & Anonymous (2003), interpretato da Bob Dylan e Jeff Bridges, e ovviamente inedito in Italia, sembrava averci regalato un cineasta invasato di un anticonformismo imprevedibile e tossico. Speranze che il sopravvalutatissimo Borat ci aveva bruscamente incrinato e che questa terza pellicola conferma con evidenza quasi inaccetabile. In questo Religiolus seguiamo il comico Bill Maher attraversare comunità religiose e paesi internazionali al fine di confutare le credenze teologiche degli intervistati (cattolici, sionisti, musulmani, mormoni), condannandone il fanatismo intransigente e culturalmente pericoloso. Così tra confutazioni sulla veridicità delle Sacre Scritture, riflessioni politiche sulla strumentalizzazione religiosa di conflitti bellici, critiche all'opulenza e all'intolleranza delle comunità cattoliche, avventi di nuovi Gesù, miracoli improbabili, sortite in Vaticano e Terra Santa, ne viene fuori un affresco oratorio che, se anche condivisibile su molti punti, finisce con lo sfruttare le stesse dinamiche coercitive e fondamentaliste dei bersagli contro cui si scaglia. Nonostante la sua apparente "buona fede" laica, quella di Larry Charles è una proposta cinematografica cinica e pericolosa, perchè sotto le mentite spoglie di uno spirito dissacrante nasconde un assoluto disprezzo per lo spettatore, l'arroganza del trattatello che deve tutto al montaggio paratelevisivo e contraffattorio. Nel documentarismo costruito di Charles/Maher il cinema non esiste. L'immagine stessa non è contemplata come documento di (ir)realtà, né come sguardo politico. A emergere è semmai lo sberleffo ben orchestrato di un saggio filmato, sempre troppo preoccupato di produrre umorismo. Certo, scorre un brivido nella disperante e disperata arringa conclusiva di Maher, con lo scenario apocalittico mondiale inteso come prefigurazione di morte collettiva autoindotta da culture religiose antiprogressiste contro cui ai non-credenti viene chiesto esplicitamente, con sguardo in macchina, di scagliarsi. Una chiamata alle armi che capovolge la rumorosa inconsistenza dell'operazione per dare vita a una accelerazione di potenza ingenua, quanto inaspettata. Ma anche questo frutto di un'impennata manipolatoria.
Titolo originale: Religiolus
Regia: Larry Charles
Interpreti: Bill Maher, Steve Burg, George Coyne, Jerry Cummings
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 101'
Origine: Usa, 2008
-
Non sono affatto d'accordo... il film mette in scena le iposcrisie di tutti i fondamentalismi religiosi e lo fa con rabbia e ironia. Dov'è che vi è sembrato falso?
Inviato da Jasmine il 13/02/2009
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