FILM IN TV - "The Abyss" di James Cameron
Tutto il film di James Cameron è costruito su un continuo mutamento di prospettiva e di sguardo, su soggettive che spingono lo spettatore a guardare da angolazioni visivamente ed emotivamente diverse, mentre i personaggi si confrontano con l’ignoto, con un altro da sé che si rivela secondo la capacità percettiva, la disponibilità o la paura di chi lo guarda. Venerdì 7 agosto, ore 23.15 Retequattro
Appaiono riflesse sul casco di Bud/Ed Harris le straordinarie creature che abitano le profondità marine di The Abyss, come gli universi di 2001: Odissea nello spazio si specchiavano in quello dell’astronauta Bowman. Un’identità di sguardo unisce due condizioni-limite, due solitudini assolute che sperimentano il contatto inatteso con l’inimmaginabile. Come nel viaggio kubrickiano, l’occhio della macchina da presa di The Abyss esplora dimensioni sconosciute, attraversa barriere fisiche, supera i limiti umani: tutto il film di James Cameron è costruito su un continuo mutamento di prospettiva e di sguardo, su soggettive che spingono lo spettatore a guardare da angolazioni visivamente ed emotivamente diverse, mentre i personaggi si muovono dentro e fuori dall’acqua, tra il buio ovattato degli abissi e la confusione della superficie, respirano, soffocano, lottano, si confrontano con qualcosa che li osserva e forse li minaccia, e la pluralità delle loro reazioni si riflette nel moltiplicarsi dei punti di vista.L’incontro con l’ignoto avviene in un sottomarino nucleare americano inabissatosi misteriosamente, dove un manipolo di uomini è inviato tramite una piattaforma subacquea a tentare il recupero di eventuali superstiti. Alcuni sono militari, altri semplici membri dell’equipaggio; c’è chi è lì per dovere, chi per un aumento di paga, chi come l’ingegnere Lindsey per proteggere la struttura che ha progettato. È gente comune chiamata ad agire in condizioni estreme, a fronteggiare un altro da sé che si rivela secondo la capacità percettiva, la disponibilità o la paura di chi lo guarda. “Ognuno vede ciò che vuol vedere”: la prima persona che si imbatte negli alieni si rifiuta di credere ai propri occhi, è presa dal panico e finisce in coma; il tenente Coffey vi vede le sue ossessioni paranoiche, gli eterni nemici russi; Lindsey e Bud vi scorgono se stessi. La creatura d’acqua che sorride e assume i lineamenti umani è il riflesso di un Io profondo e originario, di un’umanità intatta riconosciuta da esseri lontanissimi eppure affini, con cui l’incontro, proprio per l’impossibilità di comunicare verbalmente, diviene qualcosa di assolutamente naturale che si rivela nella meraviglia quasi infantile del contatto. Lindsey assaggia senza timore la creatura aliena e scopre toccandola l’origine non umana della nave extraterrestre (“È una macchina ma è viva: è come una danza di luce”). Perduto sul fondo degli abissi, Bud sa affidarsi al contatto di una mano sconosciuta che lo riporterà a galla, con la spontaneità con cui il suo corpo riesce a respirare il liquido perché ricorda di averlo fatto prima della nascita.
In contrasto con l’ambiente umano denso di materia dura e rumori metallici, Cameron dà alle benigne presenze aliene un’immagine di assoluta fluidità e morbidezza che, come nella straordinaria soggettiva del tentacolo d’acqua, sembra quasi di avvertire fisicamente. L’incredibile apparato tecnologico creato da Cameron, lungi dall’essere fine a se stesso, è ancora una volta al servizio della complessità narrativa e delle sue implicazioni emozionali, sa andare oltre la mera seduzione dell’occhio per agire sul potenziale emotivo delle situazioni, e portare la vertigine visiva a livello di suggestione profonda.
Titolo originale: id.
Regia: James Cameron
Soggetto e sceneggiatura: James Cameron
Interpreti: Ed Harris, Mary Elizabeth Mastrantonio, Michael Biehn, Leo Burmester
Durata: 135’
Origine: Usa, 1989
Venerdì 7 agosto, ore 23.15 Retequattro
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