DOSSIER "THE HURT LOCKER" - Ordigno I. La Macchina Incendiata


Funziona come una miniserie concentrata in due ore, The Hurt Locker. 7-8 episodi autoconclusivi. In ogni avventura, un nuovo ordigno da disinnescare: a volte il nostro artificiere ha successo, altre volte si finisce col botto. La Bigelow non accetta YouTube come linguaggio, alla stregua di De Palma, ma lo intende e lo ingloba come struttura. Mentre i soldati si vanno nascondendo dalle traiettorie delle handycam come fossero proiettili di mitra, l'artificiere spogliandosi delle protezioni si espone totalmente all'obiettivo della Macchina (da presa) – Morte



E' già pronto per YouTube, The Hurt Locker. In una delle sequenze più lucide di Henry – Pioggia di Sangue di John McNaughton, il serial killer interpretato da Michael Rooker non fa che rimandare indietro a velocità da moviola l'istante del suo video amatoriale in cui l'amico strappa i vestiti di dosso ad una donna che sta per violentare. Ancora, e ancora, e ancora, seduto inerme sul divano, col dito pigiato sul pulsante del telecomando del videoregistratore. Da qui, alle quasi 900 bombe disinnescate dal personaggio di Jeremy Renner, il passaggio è breve. Funziona come una miniserie concentrata in due ore, The Hurt Locker. 7-8 episodi autoconclusivi. In ogni avventura, un nuovo ordigno da disinnescare: a volte il nostro artificiere ha successo, altre volte si finisce col botto. In mezzo, il timido, accennato sub-plot della presunta morte del piccolo Beckham. Queste microstrutture, queste particelle indipendenti di cui è formato il film, costituiscono l'elemento che più lo accomuna all'altro trattato sul videoterrorismo contemporaneo post-11/9 come unica forma di racconto ancora possibile, che è Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan (basato sulla struttura reiterata in cui l'artificiere Batman puntualmente disinnesca il meccanismo a trabocchetto orchestrato dal bombarolo Joker...). D'altra parte la Bigelow aveva già fatto i conti con la 'forma breve' ma digitalmente espansa del magnifico Project Zero: il passo in avanti fondamentale compiuto da The Hurt Locker, anche in confronto ad un film solo in apparenza simile com'era il Redacted di De Palma, non è allora quello di accettare YouTube come linguaggio (al contrario, formalmente la Bigelow, fatti salvi gli oramai immancabili zoom repentini, sbalzi e traballii, fa una regia ancorata ad un'idea verité di reportage neanche troppo sorprendente), quanto quello di inglobarlo e intenderlo come struttura.
Da questo punto di vista, la sequenza qui in alto è forse la più eloquente dell'intera pellicola. Mentre William/Renner ispeziona con ostinata concentrazione il cadavere di un'automobile esplosa di fronte alla sede dell'ONU, i suoi compari di truppa sono presi di mira dal fuoco di fila delle videocamere di cui la popolazione araba si rivela armata, e dalle cui traiettorie ci si deve 'coprire' come fossero proiettili di mitra. La carcassa del mezzo nasconde un'insidia ancora peggiore: “non ho mai visto così tanto esplosivo tutto insieme in vita mia”. E allora via le protezioni, via il casco, subito dopo via anche la cuffia per le comunicazioni con i compagni: “se proprio devo morire, morirò comodo.” Mentre i soldati si vanno nascondendo dai display delle handycam per paura di finire pubblicati sventrati in rete, l'artificiere spogliandosi si espone totalmente all'obiettivo della Macchina (da presa) – Morte. William estrae il detonatore dalle viscere della lamiera, lo butta via, riemerge alla luce. Son passati dieci minuti. Fine dell'episodio. Condividi / Guarda di nuovo...

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten  
Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence