"21 grammi", di Alejandro Gonzalez Iñárritu
"21 grammi" dimostra che se il punto di partenza è unicamente rappresentato dall'interesse per la forma, tutto il discorso si inaridisce. Una struttura narrativa così fredda, di fatto, disinnesca il mélo e allontana le emozioni.

A furia di cercarne il peso, Iñárritu ne ha perso di vista l'essenza. Parliamo dell'anima, quella che appunto dovrebbe pesare ventuno grammi, secondo una leggenda "scientifica" che così misura la perdita di peso nel momento della morte. Il film - unico battente bandiera Usa in concorso a Venezia, ma gli autori e la troupe sono tutti messicani - si compone come un polifonico affresco attorno a temi estremi per definizione: la malattia e l'afflizione. In sottofondo l'impronta (forse inconsapevolmente) cattolica per la quale il massimo del dolore provato è già l'inizio di un percorso di redenzione. Solo così si può interpretare il "cammino" di Benicio Del Toro, sul quale il regista esercita una sorta di accumulo larsvontrieriano di sfighe facendolo passare dalla galera alla violenza domestica all'oratorio dove trovar pace e infine all'omicidio, seppur colposo. Ad essere uccisi due bambine e il padre. Il cuore di quest'ultimo viene trapiantato nel petto di Sean Penn, salvato così a una manciata di giorni dalla morte certa. Lui vuole sapere chi sia il donatore così ne rintraccia la moglie disperata, Naomi Watts, e insieme a lei progetta di uccidere Del Toro, nel frattempo scarcerato perché nessuno lo ha mai denunciato. Toni da melodramma, interpretazioni molto intense (hanno premiato Sean Penn ma la Watts e Benicio meritavano di più) e una domanda di fondo: perché diavolo raccontare una vicenda così lineare mescolandone i piani temporali e narrativi? Iñárritu privilegia la struttura a incastro, lo sapevamo da Amores Perros, ma 21 grammi dimostra che se il punto di partenza è unicamente rappresentato dall'interesse per la forma, tutto il discorso si inaridisce. Una struttura narrativa così fredda, di fatto, disinnesca il mélo e allontana le emozioni. Si subisce per 125 minuti una storia inutilmente cerebrale, molto autocompiaciuta, specchio per le allodole per chi tirerà in ballo una presunta modernità del cinema.
Titolo originale: 21 Grams
Regia: Alejandro Gonzalez Iñárritu
Sceneggiatura: Alejandro Gonzalez Iñárritu
Fotografia: Rodrigo Prieto
Montaggio: Stephen Mirrione
Musica: Gustavo Santaoalla
Scenografia: Brigitte Broch
Costumi: Marlene Stewart
Interpreti: Sean Penn (Paul Rivers), Naomi Watts (Cristina Peck), Benicio Del Toro (Jack Jordan), Charlotte Gainsbourg (Mary Rivers), Melissa Leo (Marianne Jordan), Clea DuVall (Claudia), Danny Huston (Michael), Carly Nahon (Cathy), Claire Pakis (Laura)
Produzione: Alejandro Gonzalez Iñárritu, Robert Salerno per This Is That Productions/Y Productions
Distribuzione: Bim
Durata: 125'
Origine: Usa, 2003
Cerca nel sito

- george clooney
- cinema spagnolo
- marion cotillard
- Cannes 65
- Johnny Depp
- torino 29
- cinema orientale
- nanni moretti
- cinema UK
- cinema italiano
- documentario
- joaquin phoenix
- woody allen
- film tratti da libri
- matt damon
- trailer
- horror
- Kate Winslet
- steven spielberg
- hbo
- robert de niro
- david fincher
- animazione
- Jafar Panahi
- venezia 68
- michael fassbender
- Corso Salani
- cannes 2011
- Sean Penn
- brad pitt
- david cronenberg
- cinema indipendente
- 3D
- cinema americano
- torino film festival 28
- Isabelle Huppert
- DVD
- jessica chastain
- james franco
- venezia 67
- leonardo di caprio
- ben affleck
- oscar
- Martin Scorsese
- serie tv
- cannes 64
- cinema francese
- cinema giapponese
- clint eastwood
- Festival di Roma
News
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa






.jpg)