"E' come una specie di puzzle: i giovani lo amano per il grande mistero che contiene." Incontro con Richard Kelly.

Dopo ben 4 anni arriva in sala "Donnie Darko", il film preferito dagli internauti. Grazie a loro e al passaparola in rete il film è diventato negli anni un vero e proprio fenomeno di culto tra i giovani. Il regista ci raccconta come è andata...

Che differenza c'è tra la versione per il pubblico e la Director's Cut?

 

Richard Kelly: La versione Director's Cut è stata proiettata in qualche cinema americano e in qualche festival internazionale e sarà quella prevista per il DVD in uscita nel febbraio 2005 negli Usa. E' la pellicola più vicina all'originale uscita sempre negli Usa nel 2001, ma il film allora non ebbe successo, e quindi siamo dovuti intervenire eliminando delle parti ed aumentando le voci fuori campo soprattutto alla fine per risolvere delle scene poco chiare. Il tutto a discapito della parte musicale.

 

E' vero che nel 2001 il film non ha avuto successo ma il tam-tam tra i giovani ha fatto sì che la situazione si tramutasse.

 

Richard Kelly: Credo che sia stato proprio l'incredibile destino del film: ha seguito un insolito percorso che lo ha portato prima a fallire per poi trovare il successo. Per me tutto questo è sicuramente gratificante perché il film ha trovato il successo per conto suo e non per una buona campagna di marketing. Sicuramente la causa principale del fallimento è da ricercare nell'uscita nelle sale in un momento sbagliato, troppo vicino all'11 settembre. Ed inoltre lo scarsissimo budget non aveva potuto permettere una campagna pubblicitaria adeguata. Credo comunque che il film  piaccia ai giovani perché la storia è stata studiata appositamente in maniera dettagliata e complessa, è stata rivisitata più volte. E' come una specie di puzzle: i giovani lo amano per il grande mistero che contiene.

 

Quanto è difficile fare cinema indipendente?

 

Richard Kelly: Quando si verificano tragedie come quella del liceo Columbine la gente preferisce accusare certe musiche, certi film, certi vestiti, e poi è la stessa gente che acquista armi per i propri figli. Disgraziatamente è la realtà degli americani: sono in molti però oggi che vogliono cambiare le cose, ma non sono voci sufficienti per farsi valere con il governo attuale. Io con i film posso dar voce.

Perché la scelta di ambientarlo nell'88 nel momento di lotta presidenziale tra Dukakis e Bush senior?

 

Richard Kelly: Perché è il periodo simbolo della fine degli anni '80. Credo che la guerra nel Golfo di George Bush sia qualcosa di emblematico. Il film è stato completato nei momenti successivi ai caotici risultati delle elezioni del 2000. In un certo senso la pellicola doveva dare uno sguardo comico a dei fatti recenti perché la gente deve chiedersi perché certe cose si ripetono. La gente non ha voglia od ha troppa paura di cambiare ciò a cui crede.

 

La pellicola racconta l'orrore della vita piuttosto che essere identificato con un horror...

 

Richard Kelly: Credo che il film contenga degli elementi horror: il senso dell'horror dell'adolescenza, della malattia mentale, anche se io lo ritengo un film di fantascienza. Amo il cinema e lo ama anche il mio protagonista. Ed il messaggio del film è sicuramente positivo: il protagonista alla fine si sacrifica: Questo può essere interpretato come una sorta di pentimento.

 

Come è avvenuta la scelta del cast?

 

Richard Kelly: Drew Barrymore è stata la prima attrice ad impegnarsi. Si è appassionata subito al progetto e non ha esitato a prenderne parte. L'elemento principale che spinge un attore ad accettare una parte è sicuramente il copione, ma il suo entusiasmo nell'aderire è stata una forte spinta per gli altri attori ad unirsi al cast.

 

Anche il prossimo film sarà di fantascienza?

 

Richard Kelly: La produzione del nuovo film sarà sempre nostra e inizierà all'inizio del prossimo anno. La pellicola si intitolerà "Southland Tales" ed abbiamo lavorato per più di un anno per la pre-produzione. Se ne occuperà la Darko Enterteinment, una nuova società americana. Il film sarà un ibrido tra commedia, musical, thriller ed elementi di fantascienza. Sarà ambientato a Los Angeles nel periodo elettorale, in particolare nel week-end del 4 luglio.

 

 

L'intervista da Moviemaker tradotta da Lette e...riviste

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