Nuovi Territori - IL DESTINO MANIFESTO
I luoghi del fato come strade (perdute?) da percorrere nella vita e nel cinema... - Uno Speciale del Corso "Scrivere sul cinema"
IntroduzionePittura, scultura, musica e letteratura sono state pervase dalle fondamentali questioni escatologiche fin da quando l’uomo ha imparato ad esprimere le sue sensazioni, rendendo disponibile il proprio pensiero al confronto con il prossimo. Il cinema, ultima nata delle arti, non poteva essere da meno: grazie al suo enorme potenziale immaginifico, le tematiche del libero arbitrio, della predestinazione e della casualità hanno trovato terreno fertile in un’espressione artistica che coniuga immagine e suono, movimento e riflessione, concreto e sublime.
Inevitabile, quindi, la smisuratezza della messe di suggestioni che il tema di questa monografia può richiamare, alla mente di chi "vede" il cinema. Sono infatti circa 100 i titoli che si incontrano scorrendo i dieci articoli che compongono questo “speciale”, e quasi altrettanti i registi ad essere chiamati in causa; le connessioni interne ed esterne tra i contributi sono a volte cercate, a volte casuali; i nomi spesso ritornano, echeggiano, volteggiano tra gli articoli, a dimostrare come il flusso delle sensazioni procedesse da un sentire comune verso un unico punto di gravitazione: l’ “idea” di destino…
Anche il punto di vista dal quale sono state svolte le singole analisi è stato multiforme. In alcuni casi lo strumento cinematografico è stato il tramite per cui sono affiorate alla superficie riflessioni personali, latenti od esplicite nella loro urgenza di concretizzazione, di realizzazione; in altri, il cinema è stato il vero soggetto dell’analisi, indagato e scomposto dal prisma di diffrazione del tema esaminato. La sostanziale indipendenza nell’espressione del tema si è tradotta, in definitiva, in ampio margine di libertà nell’esplicitazione del pensiero; eppure non sono pochi i concetti “chiave” che vengono rivisitati da tutti gli autori in misura e maniera varia. Tra gli altri citeremo l’immagine della strada da percorrere: che fosse sentiero perduto, o labirinto imperscrutabile, o cammino di speranza, l’idea di destino si è sostanziata più e più volte nell’immagine della strada.
Se, come un noto dizionario della lingua italiana afferma, la critica è una “disamina dell’intimo valore delle opere d’arte, quanto all’ispirazione, all’originalità di sentimenti e pensieri, ai propositi, ai rapporti con l’epoca, a tutto il mondo spirituale dell’autore”, allora questa monografia dedicata al destino è, senza dubbio, una produzione critica: in cui, perdonate l’espressione, le “opere d’arte” sono le vite dei dieci estensori, che hanno messo in questo lavoro loro stessi, con l’originalità di pensieri e sentimenti che li identifica, il loro rapporto con l’epoca in cui vivono, il loro mondo spirituale, filtrando tutto con il setaccio dei film amati, odiati o solo visti.
(U.M.)
Sommario
INTRODUZIONE
Perché parlare di destino?
DEL DESTINO… E DELL’UOMO, di Rita Rossella
Nulla fa più piacere del vedere sul grande schermo qualcosa che parli di noi:
QUEL CERCARE CHE E’ DI PER SE’ UN TROVARE…, di Lara D’Appollonio
La strada che ci affrettiamo a percorrere è senza ritorno:
LIBERO ARBITRIO ?!, di Alessia Loreti
“The Gang movie” e la riflessione sul fascino della violenza e dell’illegalità:
VICOLI CIECHI, di Valeria Ariemma
Un labirinto imperscrutabile di strade che portano a nulla e a tutto:
STRADE SPERDUTE OVVERO L’OCCHIO MANCANTE, di Paolo Tenca
Note su un film latinoamericano visto a Roma:
IL RITORNO DEL CANE BASTARDO, di Constanza Acuna
Ecco il nostro dramma, ecco la nostra nobiltà:
BENVENUTI NELL’ERA DELLA RAZZA UMANA, di Emiliano Baglio
I personaggi fanno quello che è scritto:
ESSERE IN BALIA DEI FLUTTI, di Roberto Rosa
Per loro spesso non ci sono scelte da fare:
UN MONDO MIGLIORE E’ POSSIBILE?, di Silvia Quadraccia
Il cinema non è la cosa più importante del mondo:
CONDANNA CON IL CONDIZIONALE, di Umberto Martino.
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