"Il 3D non mi interessa". Incontro con Wes Anderson


E' stato presentato alla stampa Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson, il primo film in animazione del regista americano, già passato alla scorsa edizione del Torino Film Festival e candidato agli ultimi Oscar. Il regista ha raccontato con disponibilità diversi aspetti tecnici inerenti il film, il suo rapporto con il testo di Roald Dahl, da cui il film è tratto, del 3D, e tanto altro ancora

Wes Anderson, Fantastic Mr. FoxAlla Casa del Cinema è stato presentato alla stampa Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson, il primo film in animazione del regista americano, già passato alla scorsa edizione del Torino Film Festival e candidato agli ultimi Oscar. Il regista ha raccontato con disponibilità diversi aspetti tecnici inerenti il film, il suo rapporto con il testo di Roald Dahl, da cui il film è tratto, del 3D, e tanto altro ancora.

Una domanda scherzosa, che vorrebbe anche ricollegarsi al suo film precedente. Questa idea della meditazione, dell'India viene comunque ripresa anche qui mi sembra...

Devo dire che ogni volta che realizzo un film questo film finisce con il ricollegarsi alle opere precedenti. L'India ha avuto un effetto particolare su di me dai tempi de Il treno per il Darjeeling e, forse inconsapevolmente, qualcosa di quell'esperienza c'è anche in Fantastic Mr. Fox.

Questo è il suo primo approccio all'animazione. Ciò ha comportato anche che lei non fosse sempre sul set. Può raccontarci che tipo di differenze ci sono tra il lavorare su un set con degli attori e progettare un film in animazione così diverso? Per certi versi questa per lei è un'altra opera prima.

Alla fine non ci sono troppe differenze, nel senso che in un modo o nell'altro si deve trovare una forma ai movimenti, alle immagini, alla storia. Qui sul set tutto accadeva molto più lentamente che negli altri film che ho fatto. La lavorazione è stata più lunga e complessa, ma paradossalmente è come se avessi avuto maggior controllo alla fine. Il mio lavoro è stato principalmente di monitoraggio, e, nonostante i ritmi molto lenti, posso dire che è stata un'esperienza importante, anche perchè ogni volta scoprivo cose nuove.

Lei esce con questo film così "artigianale", in stop motion, in un'annata in cui il 3D ha praticamente spopolato. Qual è la sua posizione nei confronti del 3D?

Io di film in 3D non è che ne abbia visti molti. Certo è innegabile che Avatar sia stupefacente e io ho avuto le stesse reazioni della gran parte del pubblico che lo ha visto. Tuttavia quando mi appresto a lavorare a un progetto, considero sempre la questione di cosa mi interessi prevalentemente. La lavorazione di un film è per forza di cose estremamente lunga e quindi devo lavorare su ciò che mi interessa, anche se sono tecniche come la stop motion, cioè "all'antica". Io mi assicurai i diritti del libro di Dahl quasi 10 anni fa, quindi tanto tempo prima che il 3D prendesse piede. Non so, a livello di tecnica, quanto si svilupperà il 3D, se nella storia del cinema avrà la stessa importanza del colore, ma personalmente non credo sia una tecnica così interessante, almeno per me. Il 3D mi piace ma non mi interessa.

Quanta fedeltà c'è al libro di Roald Dahl e, visto che è stato da sempre uno dei suoi temi preferiti, quanto c'è di personale in questa visione della famiglia?

Abbiamo utilizzato tutta la storia originale della storia di Dahl, aggiungendo un capitolo iniziale e uno conclusivo, dentro un contesto narrativo che, però, rispecchiava fedelmente il lavoro dello scrittore, che era del resto estremamente breve. Quanto al protagonista e a possibili somiglianze con il sottoscritto, direi che se somiglianze ci sono queste sono soprattutto tra il personaggio e Dahl. La personalità e la vita dell'autore sono stati i riferimenti principali per Mr. Fox. Si è pensato di mettere molto della personalità di Dahl nella sceneggiatura e nel personaggio. Per quanto riguarda la famiglia, sia io che Noal Baumbach abbiamo attinto dal nostro passato e da elementi che sentivamo nostri, che riguardavano la nostra infanzia, i nostri ricordi e le situazioni famigliari in cui siamo cresciuti. Ma la fonte principale, lo ripeto ancora, è stato Roald Dahl.

Quali sono i migliori adattamenti tratti da Dahl? Che giudizio ha del film di Nicolas Roeg The Witches (Chi ha paura delle streghe), interpretato peraltro  da Angelica Huston?


Credo che il primo Willy Wonka, quello interpretato da Gene Wilder, sia stato un film molto importante per me. Lì Wilder era veramente straordinario ed è forse il film che preferisco. Quanto a The Witches è sicuramente un film molto bello. Credo che il finale di quel film sia stato molto condizionato dai produttori, ma a parte il finale è un grande film. Anche la famiglia Dahl è molto soddisfatta di quel film.

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