"Volevo esorcizzare la mia fobia per il matrimonio". Incontro con Nina Di Majo e il cast di Matrimoni e altri disastri
Conferenza stampa breve ma ricca di spunti quella che si è tenuta a Milano per il film Matrimoni e altri disastri. Oltre alla regista erano presenti gli attori Margherita Buy, Fabio Volo, Francesca Inaudi e Luciana Littizzetto
Conferenza stampa breve ma non priva di tensioni quella che si è tenuta a Milano per il film Matrimoni e altri disastri. Alla presenza del cast e della regista, gli animi si sono surriscaldati quando Margherita Buy ha espresso la sua insofferenza nei confronti di chi qualifica il suo personaggio come nevrotico. Possiamo definire Matrimoni e altri disastri un film femminista?
Nina Di Majo: “In realtà non proprio. Sicuramente tutti i personaggi femminili sono molto liberi, ma il film non può essere ridotto soltanto a questo.”
Fabio Volo, come ti sei trovato nell’interpretare il tuo personaggio?
Fabio Volo: “Il mio personaggio mi è piaciuto sin dal principio perché aveva un linguaggio politicamente scorretto. Rappresenta un mondo che viene sbrigativamente giudicato senza che lo si conosca a fondo. Nel finale poi questo suo mondo finisce con l’avere diversi punti di contatto con quello della protagonista interpretata da Margherita Buy.”
Che cosa l’ha spinta a girare questo film?
Nina Di Majo: “È nato dalla paura del matrimonio. La mia generazione ha visto di tutto, sono aumentate le separazioni e i tradimenti. Il film tenta insomma di esorcizzare la mia fobia per il matrimonio. Al tempo stesso poi volevo criticare, un po’ come nei miei primi due lungometraggi, una certa borghesia alla quale appartengo e per la quale provo una sorta di amore-odio. La protagonista si situa all’interno di questo status sociale, non a caso prende il nome della Nanà di Zola, anche se inizialmente ne è l’esatta antitesi. Trovavo interessante inoltre mettere a confronto questo mondo con quello del personaggio di Volo, un uomo che si è fatto da solo e che predilige il denaro alla cultura. Francesca Inaudi e Luciana Litizzetto escono invece dagli schemi. La prima è una manager che sposa un individuo che vive al di fuori del suo contesto, mentre la seconda è una sorta di Chaplin in gonnella. Tutti i personaggi però sono accomunati da una cosa, fanno molti errori e questo credo sia un aspetto tipico dell’umanità.”
Crede che questi due mondi possano convivere in Italia?
Nina Di Majo: “Certo. I due protagonisti si baciano!”
Margherita Buy, lei si trova sempre a suo agio a interpretare questa tipologia di personaggi molto nevrotici. Come mai?
Margherita Buy: “Onestamente trovo che questo personaggio non sia affatto nevrotico. Non capisco perché i ruoli che interpreto vengano ogni volta così definiti.”
Per quale motivo il film è ambientato in Toscana?
Nina Di Majo: “Inizialmente lo volevo ambientare a Napoli, la mia città. C’era però il problema dei rifiuti. Ho deciso quindi di girare in Toscana per il patrimonio artistico e culturale, per la natura e per la dimensione internazionale. La borghesia toscana poi mi sembrava chiusa al punto giusto.”
Che ci dice in merito alla scelta del cast?
Nina Di Majo: “Avevo in mente molti degli attori durante la stesura della sceneggiatura, soprattutto Margherita Buy. È stata una scelta collettiva in accordo con la produzione. In particolare per quel che riguarda Francesca Inaudi l’ho selezionata perché la trovo una bravissima attrice e mi aveva molto convinta nel film di Davide Ferrario, Dopo Mezzanotte. Ha questo volto alla Modigliani molto particolare e interessante che era adatto al suo personaggio.”
Francesca Inaudi: “La selezione in effetti è stata molto dura, ho fatto tre provini.”
Ultima domanda per Luciana Litizzetto. È difficile far convivere il personaggio televisivo e quello cinematografico?
Luciana Litizzetto: “In realtà no. Quest’anno ho fatto molte cose e questo personaggio è molto diverso da me, è più strampalato e rincoglionito se vogliamo, La televisione e il cinema sono due media differenti. La prima ha un impatto molto forte e lì sono io, al cinema invece sei completamente nelle mani del regista, una sorta di burattino. Onestamente adoro tutte e due le cose e sono felice di far parte di questi due mondi.”
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