“In Parlamento c’è chi ha fatto peggio di Vallanzasca”. Incontro con Michele Placido


Il film di Michele Placido, in uscita domani nelle sale italiane, dalla sua presentazione al Festival di Venezia non è passato inosservato. Addirittura è stato attaccato preventivamente da alcuni politici e parenti delle vittime di uno dei più discussi fuorilegge degli anni ’70, Renato Vallanzasca, padrone indiscusso della criminalità milanese. Fuori Concorso, Vallanzasca – Gli angeli del male, è una rilettura del personaggio e di quel periodo storico del nostro Paese. ASCOLTA L'AUDIO DELLA CONFERENZA STAMPA

michele placidoIl film di Michele Placido, in uscita domani nelle sale italiane,  dalla sua presentazione al Lido  non è passato inosservato. Addirittura è stato attaccato preventivamente da alcuni politici e parenti delle vittime di uno dei più discussi fuorilegge degli anni ’70, Renato Vallanzasca, padrone indiscusso della criminalità milanese. Fuori Concorso, Vallanzasca – Gli angeli del male, è una rilettura del personaggio e di quel periodo storico del nostro Paese. Ad interpretare il protagonista un grande Kim Rossi Stuart, tra l’altro co-sceneggiatore insieme al regista.

 
 
 
 
Il suo film potrebbe essere accusato di apologia…
Devo dire che il protagonista è anche meno affabulante del personaggio reale, divenuto famoso, oltre che per le sue attività illegali, anche per il fascino che sprigionava e per le qualità seduttive. Era bello e possedeva un’etica criminale pazzesca. Ho voluto ricostruire con una certa onestà la sua storia. E poi, in Parlamento, non dimentichiamo che tra stragi mafiose e terroristiche, c’è chi ha fatto anche peggio di lui.
 
Come si difende dopo la lettera dei parenti delle vittime inviata al Corriere della Sera, in cui si esprime la totale disapprovazione per il film?
Sono stato anch’io poliziotto e ovviamente non posso essere dalla parte di Vallanzasca. Questa è un’opera contro Vallanzasca. Ho fatto tanti personaggi nella mia carriera, soprattutto positivi, come Padre Pio, Falcone, ma devo purtroppo sottolineare come in Italia, con il suo falso moralismo, sia sempre difficile realizzare film del genere, a differenza che in altri Paesi come la Francia, la Germania, gli Stati Uniti, dove i loro criminali li hanno sempre raccontati. Non credo che Vallanzasca rappresenti da solo il male del nostro Paese dal dopoguerra ad oggi. Rispetto il dolore dei parenti delle vittime ma penso comunque che questo film fosse giusto farlo.
 
Si è confrontato con Vallanzasca per poter ricostruire la sua storia fedelmente?
L’ho incontrato poche volte ma i suoi delitti sono stati ricostruiti fedelmente. Tutto il resto è romanzato. Non ho paura che il film possa essere un modello negativo per i giovani, perché molti di loro sono ormai rammolliti e poco interessati a ciò che li circonda. Non assolvo Vallanzasca ma devo pur sottolineare che non fece nessuna alleanza con mafia o camorra, è stato un uomo che ha aggredito il mondo con tutta la cattiveria che aveva in corpo e spero possa vedere alla fine anche il mio film.
 
Il trattamento brutale che le forze dell’ordine riservarono a Vallanzasca non pensa possa essere un ulteriore motivo di polemica?
La polizia all’epoca scatenò una vera e propria caccia all’uomo e Vallanzasca è stato più volte picchiato. Oggi porta ancora sul suo corpo le ferite inferte dai pestaggi subiti in carcere. È tutto vero, niente di inventato.
 
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