Tutte le donne di Gianni Di Gregorio
Gianni e le donne di e con Gianni Di Gregorio sarà presentato nella sezione “Special” della 61esima Berlinale il 12 febbraio. "Parteciperemo così alla manifestazione delle donne del 13", dicono l'autore e il produttore Angelo Barbagallo, che hanno incontrato i giornalisti alla Casa del Cinema di Roma. "Il film è un grande omaggio alle donne, a tutte le donne. Il desiderio di rappresentare l’universo femminile non c’entra con Berlusconi, ma ci fa piacere il collegamento inaspettato con la realtà di questi giorni..."
Mancano poche ore all’inizio del 61’ Festival del Cinema di Berlino. La mancanza di film italiani in competizione, che ha suscitato non poche polemiche e svariati mea culpa uniti al coro di lamentele analoghe in vista degli Oscar, sarà in realtà alleviata dalla presenza di due film fuori concorso fatidicamente attinenti all’attualità. Qualunquemente di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese è in programma nella sezione “Panorama”. Gianni e le donne di e con Gianni Di Gregorio sarà invece presentato nella sezione “Special” il 12 febbraio. Abbiamo incontrato Di Gregorio qualche giorno fa alla Casa del Cinema di Roma, dove si è presentato assieme a Paolo Del Brocco di Rai Cinema e Angelo Barbagallo, produttori del film. Ma soprattutto assieme al cast completo, e alle “sue” donne, tra le quali spiccava come sempre Donna Valeria de Franciscis Bendoni, ancora una volta mamma strepitosa del Gianni cinematografico.
Prima di tutto parliamo di Gianni. E’ un tipo di poche, pochissime parole. Quanto è studiata la sua comicità e questa sua mancanza di dialoghi?
La passività del personaggio, di Gianni è la mia. La sua timidezza è la mia. Per esempio non potrei mai affrontare una conferenza stampa senza prima aver bevuto almeno un bicchiere di prosecco. Il comico è il mio modo di raccontare e di essere, forse dovuto alla mia infanzia; due genitori avanti negli anni, una casa piena di drappi e candelabri come quella di Dracula o di Leopardi, la mia tendenza a rifugiarmi nei libri e nella lettura. Ridere su tutto è la reazione.
Due sono gli elementi che sembrerebbero fondamentali. Malinconia e rapporto con le donne. Nonostante sia una commedia, la malinconia di fondo c’è e si avverte. E poi una domanda sui tuoi progetti: dopo Pranzo di Ferragosto e Gianni e le donne ci sarà un terzo Gianni? Ci sarà una trilogia di Gianni?
La malinconia in Gianni è le donne è fondamentale. E’ la malinconia del tempo che passa; le donne non ti guardano più, specialmente sugli autobus. Ecco, ho fatto questo film perché prendo sempre gli autobus. Ci tengo molto alla malinconia, è il motore del film. La trilogia non so se ci sarà, da una parte mi piace uscire da me stesso. Poi la mamma che c’è sempre,
ormai non me ne libero più….
Il tuo rapporto con le donne?
Devozione e sudditanza. E’ un rapporto d’amore. E l’urgenza di fare questo film nasce proprio dall’amore e dalla devozione che nutro nei loro confronti. Ecco perché per me era importante fare Gianni e le donne.
La cosa che più colpisce di questo film è che si vedono uomini di sessanta e più anni a cui piacciono le donne, e donne più giovani di trent’anni che li trattano così come devono o dovrebbero essere trattati. E’ interessante e impressiona perché così legato all’attualità, a quello che stiamo vivendo in Italia.
Io veramente pensavo all’uomo comune, solo dopo ho capito che quello che stava succedendo si sarebbe sovrapposto. E’ normale, credo, quello che si vede nel film. E cioè che una donna che ha tanti anni meno di te può piacerti, ma che più di andarle a fare la spesa che puoi fare? Niente, finisce lì e va bene così.
Quant’è provocatorio parlare così in questo Paese, governato da un Premier che frequenta delle minorenni?
Barbagallo: E’ un grande omaggio alle donne, a tutte le donne. Il desiderio di rappresentare l’universo femminile non c’entra con Berlusconi, ma mi fa piacere. E il 13 saremo a Berlino e parteciperemo così idealmente alla manifestazione delle donne.
L’idea è dei tempi di Pranzo di Ferragosto; quanto ti ha influenzato? E un altro particolare; in entrambi i tuoi film c’è un rapporto realistico con i soldi, che hanno un valore e un ruolo reale mentre nel cinema italiano si vedono e soprattutto se ne parla poco
Il successo di Pranzo di Ferragosto mi ha sicuramente influenzato. Barbagallo mi ha dato coraggio, mi ha protetto. Il secondo film fa sempre paura e il successo del primo film ti cambia la vita. Ma Gianni e le donne è un film sentito, di getto, che aveva un urgenza. I soldi invece sono un leit-motiv della mia vita, come la mamma…
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