MANIFESTO e DOGMA
MANIFESTO
Che cosa significa essere critico cinematografico oggi? Forse scrivere sul più importante quotidiano le solite recensioni sui soliti film sottostando alle norme politically correct imposte dal direttore di testata per accontentare il partito o il potente di turno cui lecca il culo? Oppure scrivere sulla rivista specializzata fiumi di parole che nessuno leggerà se non il più accanito cinefilo nella speranza ipocrita di salvaguardare un certo cinema di qualità ergendosi a paladino sempre più compiaciuto della settima arte? Stronzate!!! Il critico oggi non è altro che un povero sfigato che si illude di poter vivere scrivendo dei film che vede, una sorta di Cassandra del 2000 che scrive, scrive, scrive ma che nessuno legge, un poveraccio che si riempie la bocca di paroloni e discorsi ermetici compiacendosi di un ruolo che non gli compete, un ruolo fine a se stesso, un ruolo patetico che non serve a nessuno tanto meno al cinema. Basta con l'asservimento al sistema! Basta con una visione riduttiva ed elitaria del cinema! Basta con le stelline, i pallini e i voti! Basta con le recensioni!
E' giunto il momento di scendere in campo, di combattere, di agire. Quello che ci interessa è salvare il cinema. E più precisamente tutto quel cinema che viene creato ma che non viene visto. Film che non riescono ad uscire nelle sale, film che passano ai festival e poi vengono dimenticati, film che per un motivo o per l'altro vengono privati della loro primaria funzione: farsi vedere. Non c'è distinzione tra una ciofeca e un capolavoro. Ogni film merita di poter essere visto indipendentemente dal suo presunto valore qualitativo. Contro le maschere di vanità e ipocrisia che invadono il mondo del cinema, contro un sistema di vecchi (dentro e fuori) decrepiti pseudo-idealisti, contro la vacuità delle belle parole e degli scritti fini a se stessi, noi opponiamo il nostro DOGMA!
DOGMA
1) Il critico e' morto. La figura del critico non esiste più. La categoria dei critici è soppressa. Noi non siamo critici.
2) Scrittura e forma sono irrilevanti rispetto alla nostra vera funzione: rendere visibile l'invisibile. Ogni film merita di poter essere visto.
3) No assoluto alla politicizzazione del nostro lavoro. Siamo apolitici.
4) No assoluto al fanatismo o alle mitizzazioni, vale a dire libertà di giudizio nei confronti delle opere di questo o quell’autore senza alcuna reverenzialità.
5) Terrorismo non violento nei confronti di film che se lo meritano. Boicottaggio degli stessi con volantini, messaggi, manifesti, petizioni, proteste.
(Vale a dire nei confronti di film presenti in 170 sale contemporaneamente a discapito di altri che non escono affatto o solo in una sala per meno di una settimana (che poi è la stessa cosa!). Non ci interessa la qualità dei film ma il livello di visibilità.)
6) Lotta continua allo strapotere di un certo cinema politicizzato e raccomandato. (Cioè nei confronti di quel sistema e di quegli autori protetti da organizzazioni politiche e/o istituzionali e quindi facilitati nella realizzazione dei loro film e nella loro distribuzione).
7) Indagini costanti sulla mafia che governa il finanziamento statale dei film per far luce su questa setta di intoccabili che in virtù di non si sa quali principi decide chi finanziare e chi no.
8) Lotta mirata contro i macellai che si occupano di tradurre i film stranieri (a cominciare dai titoli) e contro l’egemonica lobby del doppiaggio.
9) Propaganda a favore del cortometraggio per elevarlo allo stesso livello del lungometraggio. La lunghezza dei film è irrilevante. Un film ha un suo valore a prescindere dai minuti che dura.
10) No alla censura! Abolizione dell’apposita commissione e no deciso anche alla censura preventiva imposta agli autori dai produttori.
Raffaella Borgese, Marco Catola, Anna Lai, Andrea Leggeri, Grazia Monteleone, Dario Morgante, Francesca Onorati, Simona Ottavo
Che cosa significa essere critico cinematografico oggi? Forse scrivere sul più importante quotidiano le solite recensioni sui soliti film sottostando alle norme politically correct imposte dal direttore di testata per accontentare il partito o il potente di turno cui lecca il culo? Oppure scrivere sulla rivista specializzata fiumi di parole che nessuno leggerà se non il più accanito cinefilo nella speranza ipocrita di salvaguardare un certo cinema di qualità ergendosi a paladino sempre più compiaciuto della settima arte? Stronzate!!! Il critico oggi non è altro che un povero sfigato che si illude di poter vivere scrivendo dei film che vede, una sorta di Cassandra del 2000 che scrive, scrive, scrive ma che nessuno legge, un poveraccio che si riempie la bocca di paroloni e discorsi ermetici compiacendosi di un ruolo che non gli compete, un ruolo fine a se stesso, un ruolo patetico che non serve a nessuno tanto meno al cinema. Basta con l'asservimento al sistema! Basta con una visione riduttiva ed elitaria del cinema! Basta con le stelline, i pallini e i voti! Basta con le recensioni!
E' giunto il momento di scendere in campo, di combattere, di agire. Quello che ci interessa è salvare il cinema. E più precisamente tutto quel cinema che viene creato ma che non viene visto. Film che non riescono ad uscire nelle sale, film che passano ai festival e poi vengono dimenticati, film che per un motivo o per l'altro vengono privati della loro primaria funzione: farsi vedere. Non c'è distinzione tra una ciofeca e un capolavoro. Ogni film merita di poter essere visto indipendentemente dal suo presunto valore qualitativo. Contro le maschere di vanità e ipocrisia che invadono il mondo del cinema, contro un sistema di vecchi (dentro e fuori) decrepiti pseudo-idealisti, contro la vacuità delle belle parole e degli scritti fini a se stessi, noi opponiamo il nostro DOGMA!
DOGMA
1) Il critico e' morto. La figura del critico non esiste più. La categoria dei critici è soppressa. Noi non siamo critici.
2) Scrittura e forma sono irrilevanti rispetto alla nostra vera funzione: rendere visibile l'invisibile. Ogni film merita di poter essere visto.
3) No assoluto alla politicizzazione del nostro lavoro. Siamo apolitici.
4) No assoluto al fanatismo o alle mitizzazioni, vale a dire libertà di giudizio nei confronti delle opere di questo o quell’autore senza alcuna reverenzialità.
5) Terrorismo non violento nei confronti di film che se lo meritano. Boicottaggio degli stessi con volantini, messaggi, manifesti, petizioni, proteste.
(Vale a dire nei confronti di film presenti in 170 sale contemporaneamente a discapito di altri che non escono affatto o solo in una sala per meno di una settimana (che poi è la stessa cosa!). Non ci interessa la qualità dei film ma il livello di visibilità.)
6) Lotta continua allo strapotere di un certo cinema politicizzato e raccomandato. (Cioè nei confronti di quel sistema e di quegli autori protetti da organizzazioni politiche e/o istituzionali e quindi facilitati nella realizzazione dei loro film e nella loro distribuzione).
7) Indagini costanti sulla mafia che governa il finanziamento statale dei film per far luce su questa setta di intoccabili che in virtù di non si sa quali principi decide chi finanziare e chi no.
8) Lotta mirata contro i macellai che si occupano di tradurre i film stranieri (a cominciare dai titoli) e contro l’egemonica lobby del doppiaggio.
9) Propaganda a favore del cortometraggio per elevarlo allo stesso livello del lungometraggio. La lunghezza dei film è irrilevante. Un film ha un suo valore a prescindere dai minuti che dura.
10) No alla censura! Abolizione dell’apposita commissione e no deciso anche alla censura preventiva imposta agli autori dai produttori.
Raffaella Borgese, Marco Catola, Anna Lai, Andrea Leggeri, Grazia Monteleone, Dario Morgante, Francesca Onorati, Simona Ottavo
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- Kate Winslet
- woody allen
- david cronenberg
- cinema giapponese
- george clooney
- serie tv
- cannes 64
- cinema italiano
- Isabelle Huppert
- david fincher
- venezia 68
- cinema indipendente
- torino 29
- Jafar Panahi
- michael fassbender
- cinema spagnolo
- horror
- film tratti da libri
- ben affleck
- cannes 2011
- Martin Scorsese
- matt damon
- Corso Salani
- robert de niro
- documentario
- marion cotillard
- DVD
- 3D
- Johnny Depp
- cinema UK
- trailer
- clint eastwood
- joaquin phoenix
- james franco
- torino film festival 28
- cinema orientale
- leonardo di caprio
- cinema americano
- hbo
- Cannes 65
- Festival di Roma
- animazione
- cinema francese
- nanni moretti
- brad pitt
- jessica chastain
- oscar
- venezia 67
- steven spielberg
- Sean Penn
News
- Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
- Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence






.jpg)