Le novità in uscita in Francia
Il terzo film di Todd Solondz, il nuovo documentario di Jacques Perrin e il ritorno di Michel Piccoli alla regia dopo “Apres voilà” del ’97, tra le uscite in sala a Parigi
Dagli Stati Uniti arrivano in questi giorni sugli schermi francesi due pellicole ugualmente graffianti, corrosive e critiche anche se fornite di una messa in scena decisamente differente. La prima è il terzo lungometraggio dell’enfant terrible Todd Solondz, il quale con STORYTELLING continua a deliziarci, attraverso la rappresentazione di due storie distinte ma sottilmente legate da un lugubre umorismo (titolate embleticamente “Fiction” e “Non fiction”), con il suo sguardo penetrante nella classe media americana (rappresentata da un John Goodman in forma strepitosa). Impossibile vedere all’opera i giovani balordi di Bully per i loro coetanei francesi, essendo il film vietato ai minori di sedici anni, nonostante sia stato proprio il canale francese Canal+ a finanziare la pellicola per circa 2,25 milioni di dollari; gli stessi che finanzieranno l’anno prossimo l’uscita del film girato da Larry Clark sette anni fa. Sempre di produzione americana, ma decisamente non indipendente, la commedia LA REVANCHE D’UNE BLONDE, che riesce ad evitare di riciclare le situazioni tipiche in cui si trovano le bionde nelle pellicole adolescenziali, nel tentativo, in verità un po’ vano, di denunciare i pregiudizi che troppo spesso la società finisce per legittimare.
Grande attesa per l’uscita del film-documentario LE PEUPLE MIGRATEUR di Jacques Perrin, ultima fatica del regista dopo aver curato la produzione di “Microcosmos” nel ‘92. Ultimato dopo tre anni di bizzarre riprese eseguite fino a 9 000 metri di altitudine, lo scopo della pellicola è quello di filmare le migrazioni di molte specie di uccelli sullo sfondo di paesaggi naturali e metropolitani belli e inusuali da lasciare senza fiato.
Secondo film come regista per Michel Piccoli: dopo “Apres, voilà” del ’97, LA PLAGE NOIRE racconta dei ricordi inquietanti di un uomo solo che vive in una cittadina immaginaria da poco liberata da una dittatura, il tutto reso attraverso una regia che riserva dei buoni momenti contemplativi, i quali riescono in parte a compensare la mancanza di ritmo del film.
La giovane attrice francese molto ammirata e conosciuta in patria, Élodie Bouchez, è la protagonista di BEING LIGHT, versione modesta e cool di “Huitième jour” di Jaco Van Dormael del ’97, dove un cinico uomo d’affari scopre i valori genuini dopo l’incontro con un’affascinante ragazza; mentre è una piacevole sorpresa il film sensibile e intelligente Inch’ Allah dimanche, opera prima della regista Yamina Benguigni, premiata in molti festival, la quale racconta attraverso lo sguardo di una donna pudica gli ostacoli da superare per raggiungere una degna integrazione in un paese straniero.
Ben conosciute anche in Italia le altre uscite previste per questa settimana a cominciare dal vincitore dell’ultima edizione del festival di Venezia Le mariage des moussons, seguito dall’Allen de Le sortilège du scorpion de jade, da Time and Tide del regista-culto Tsui Hark, oltre che, naturalmente, dalll’evento Harry Potter à l’école des sorciers. Delicati e non solo per i più piccoli due cartoni animati che si apprestano a fronteggiare l’ennesimo colosso natalizio della Disney Atlantide, l’empire perdu, già nelle sale. Il primo, Bécassine: le trésor viking di Philippe Vidal, rende omaggio, e insieme una seconda giovinezza, alla famosa signora bretone di verde vestita; mentre nel secondo, il giapponese GOSHU, LE VIOLONCELLISTE, l’allusivo regista Takahata riesce ad evitare le facili conclusioni proprie di molti facili cartoni.Curioso e istruttivo potrebbe essere apprendere come la critica francese accompagna l’uscita di due film italiani: Concurrence Déloyale (Concorrenza sleale) e Les cent pas (I cento passi), considerati rispettivamente, il primo “Bene interpretato ma freddo, edificante, e nell’insieme privo di emozioni” (Studio); e il secondo “Convenzionale nel trattare il tragico destino del protagonista, dove la cronologia sistematica contribuisce a rendere poco mobile l’insieme, anche se la vitalità di alcuni dialoghi danno vita a dei buoni momenti” (Prèmiere).
Infine ridistribuito dall’”Action Gitanes” in versione director’s cut l’ultimo capolavoro western del ’73 di Peckinpah Pat Garret et Billy le kid, per la gioia dei nostalgici del passato, per gli amanti del vecchio west e per i giovani cinefili.
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