Parigi: I pass che aprono le porte del cinema.
Già da due anni in Francia è possibile andare al cinema, quante volte si vuole, a prezzo fisso, per vedere, tra le altre uscite, l’atteso film di Jugnot MENSIEUR BATIGNOLE. Una pellicola di Godard, KING LEAR, arriva, dopo un rocambolesco cammino, in sala; e a Parigi si discute sull’economia che regola la distribuzione dei film
Il marzo del 2000 è stato segnato, cinematograficamente, dall’arrivo della carta UCG Illimité, una carta prepagata (per un minimo di sei mesi, a circa 15 € al mese) che permette un numero illimitato, appunto, di entrate nel circuito della grande distribuzione UCG. In settembre dello stesso anno si è aggiunto il Pass MK2-Gaumont, avente le stesse modalità, e con il fine di coprire l’altro grande circuito cinematografico francese. L’importante rivoluzione di fruizione cinematografica era stata vista da molti, soprattutto dai distributori indipendenti, come un catastrofico e lento declino verso l’egemonia definitiva del cinema commerciale. “E’ una Pearl Harbor economica”, annunciava categorico Roger Diamantis, direttore del cinema parigino Le Saint-André-des-Arts, sala storica del quartiere Latino, al momento dell’ingresso dei pass sul mercato. Oggi, nonostante il dibattito su “l’exception culturelle” in Francia sia più vivo che mai, la discussione sembra non interessare più l’attualità. E’ in un anonimato quasi totale, infatti, che è apparso alla fine dello scorso anno un bilancio commissionato dal CNC (consultabile interamente sul sito www.cnc.fr) specifico su questo soggetto. I risultati sono piacevolmente sorprendenti, rassicurando le cifre sul fatto che la catastrofe prevista non ha avuto luogo. Su un totale di 5,7 milioni di entrate nello scorso anno, soltanto il 6% sono dovute alle carte prepagate (la percentuale sale considerabilmente fino al 21% nella sola Parigi), con un aumento di frequentazioni del 32% per le multiplex, e del 9% per le piccole sale e per i d’essai. Gli spettatori non hanno disertato quindi i circuiti indipendenti, indicando che quello che è cambiato concerne le pratiche abituali degli spettatori. Le conclusioni dello stesso sondaggio dicono infatti che le entrate dei pass occupano un posto privilegiato per quanto riguarda i film a potenziale commerciale modesto, e più del 90% dei possessori delle carte stimano di avere allargato il proprio ventaglio di film visti dopo l’acquisizione del pass.
Dopo LAISSEZ PASSER e AMEN, un terzo film francese si occupa del delicato periodo 1939-45. Si tratta di MONSIUR BATIGNOLE dell’apprezzato attore Gérard Jugnot. Ma se le prime due pellicole trattano un soggetto preciso, con il tentativo di analizzarlo, secondo Libération: “E’ difficile trovarne uno in questo ottavo film di Jugnot come regista; pellicola debole e levigata sull’Occupazione”. Dello stesso avviso sono i Cahiers: “Jugnot evita il soggetto con applicazione, servendoci una commedia di fattura classica, tanto confortevole da divenire fastidiosa. Rimane la straordinaria prova del Jugnot attore; la sua arte si esprime nell’auto ironia e nell’umiltà”.Sorprendentemente il film di Florent-Emilio Siri, NID DE GUEPES, un TAXI falsamente underground e ambientato in banlieue, ha dato modo di far riflettere, attraverso un’autocritica, sul sistema di distribuzione nazionale la stessa critica. Come, infatti, suggeriscono i Cahiers: “Se il film fosse stato americano o di Hong Kong, sarebbe uscito direttamente in video. Ma il film è francese, ragione sufficiente per far uscire nelle sale questa pellicola di “serie B” da 50 milioni di Franchi”.
E ancora si ride, ma non troppo, con i fratelli Farrelly ed il loro AMOUR EXTRA-LARGE; si riflette sul destino di una giovane tunisina in FATMA di Khaled Ghorbal; e si vede trionfare l’ideale americano in LA CHOUTE DU FAUCON NOIR di Ridley Scott.
Film dal destino rocambolesco, KING LEAR di Jean-Luc Godard finalmente sarà distribuito in Francia grazie agli sforzi della giovane società Bodega Film. La pellicola, basata sull’omonima pièce shakespiriana, è stata girata nel 1986 e prodotta dalla Cannon, in seguito ad un accordo firmato al Festival di Cannes dello stesso anno. All’epoca i firmatari dell’accordo producevano, oltre il film di Godard, anche BARFLY di Barbet Schroeder, e TOUGH GUYS DON’T DANCE di Norman Mailer. Quest’ultimo veniva accreditato come coscenarista di KING LEAR, dove recita il proprio ruolo assieme a sua figlia. Una volta terminato, il film non incontra il favore dei produttori, i quali arrivano a sporgere denuncia contro Godard stesso. In seguito al fallimento della Cannon, il film è praticamente scomparso, per riapparire esclusivamente in rare proiezioni. KING LEAR sarà finalmente in sala a partire dal 3 aprile. Si è conclusa il 7 marzo scorso una manifestazione organizzata dall’Associazione Anteprima insieme all’Istituto Italiano di Cultura ed in collaborazione ad Italia Cinema (istituzione che si occupa della promozione del cinema italiano al di fuori dei suoi confini), che ha dato vita ad un interessante e prezioso dibattito sulla sorte del nostro cinema rispetto a come viene accolto e seguito in Europa. In particolare l’incontro si è concentrato sui meccanismi economici che regolano la distribuzione delle pellicole italiane all’estero. Interventi e tavole rotonde si sono svolti in diversi luoghi della capitale francese, ed hanno visto la partecipazione, tra gli altri, di Jean Gili (Delegato artistico di Annecy Cinema Italien), Massimo Mamberti (Presidente dell’ICE, Délegation Commerciale d’Italie), e di Xavier Merlin (Direttore degli Affari Europei e Internazionali del CNC).
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