Sangue, ultraviolenza e primavera per lo spettatore francese

Esce, per la prima volta in Francia, AUDITION, perturbante pellicola del regista giapponese Takaschi Miike, insieme all’ultimo film di Dario Argento. Una parte del futuro del cinema francese andrà verso i videogiochi, dicono gli esperti; e intanto il cinema festeggia, a suo modo, l’arrivo della primavera.

Dopo aver traumatizzato gli spettatori dei festival più bizzarri e i cinefili dai sentimenti più deviati, AUDITION, prima pellicola distribuita in Francia di Takaschi Miike, arriva infine nelle sale. La visione risulta essere particolarmente irritante per i nervi grazie al suo impatto visivo, una dirompente estetica della rottura e del caos, all’interno di un universo generalmente ultraviolento e sadomaso. Il regista giapponese, celebre proprio per i suoi straripamenti visuali in molti dei venti film girati in poco più di sette anni, ha preferito, per questa sua ultima pellicola, avanzare lentamente nell’orrore piuttosto che arrivare fin da subito al culmine della provocazione, esasperando i limiti della rappresentazione cinematografica insieme a quelli dello spettatore stesso. “Con AUDITION Miike filma il suo film più curato e in un certo senso più ambizioso. Per la prima volta i suoi giochi formali sono ancorati ad una struttura forte, metaforica: questa favola prende per bersaglio il maschilismo della società giapponese”. (Libèration). Il cinema francese non brilla certamente per la rapidità ad integrare al suo interno le forme contemporanee della cultura popolare. In particolare una certa resistenza contraddistingue gli editori che raramente si avventurano nella produzione di giochi elettronici tratti da una pellicola che ha avuto successo al botteghino, e viceversa. La storia dei film si incrocia con quella dei videogiochi a partire dagli anni ’80, quando i ragazzi, e non solo, impazzivano per STAR WARS. Oggi è soprattutto nell’universo giapponese che questi due mondi, pellicole e giochi, si incrociano maggiormente. L’osmosi tra i due settori è stata realizzata in Francia quasi esclusivamente da una sola persona: Luc Besson. Nel 1986 esce in Francia KAMIKAZE, film modesto e semisconosciuto di Didier Grousset, coprodotto dallo stesso Besson. Il merito della pellicola consisteva nel legare, per la prima volta nel continente, allo sguardo dello spettatore una forma dominante del videogioco (la shoot them all). In seguito Besson ha continuato, anche se in maniera meno letterale, ad imitare l’universo dei videogiochi, lanciando, sul modello americano, dei giochi come prodotti derivati, e derivanti, da una sua pellicola di successo (TAXI, LE CINQUIEMME ELEMENT). Tuttavia numerosi specialisti e esperti, tra cui il regista Cristophe Gans, sono pronti a scommettere sul futuro sempre più vicino e interscambiabile di questi due universi.

“Dans la vie, je ne suis pas sadique”, confessa lo stesso Dario Argento al giornalista di Libèration in occasione dell’uscita del suo film in Francia. Attesissimo LE SANG DES INNOCENTS (naturalmente il suggestivo titolo originale “Non ho sonno” è stato completamente snaturato) conquista largo spazio tra le pagine delle riviste, e non solo di cinema, essendo il regista in Francia amato da molti anni. “Sarebbe sbagliato vedere nel film solo un ritorno un po’ disperato alle origini del giallo, il thriller barocco italiano di cui Dario Argento fu il maestro incontrastato fino ai primi anni ’80. Mai dopo TENEBRES, testamento ufficiale del giallo nel 1982, un film di Argento era stato basato così tanto su differenti livelli di lettura, oscillando tra la farsa ironica e la crudeltà compulsiva”. (Cahiers)
Tra le nuove uscite figurano inoltre lo scoppiettante LA FAMILLE TENENBAUM di Wes Anderson con il suo ricco cast, L’ORPHELIN D’ANYANG di Wang Chao, e JOHN Q di Nick Cassavetes.
Una misura drastica è stata presa dal quotidiano LE MONDE per tentare di arginare il proprio debito in continua crescita. Essendo il giornale maggiore azionista dei “Cahiers du Cinéma”, è stata presa la decisione di sospendere la messa in rete del sito web della rivista, nonostante il sito sia stato riconosciuto da specialisti come una tra i più innovativi e di buone prestazioni nel suo genere. Numerose personalità del mondo del cinema, da André Téchiné a Joe Dante passando per Jean-Marie Straub, hanno manifestato il loro sostegno a Thierry Lounas e Emmanuel Burdeau, redattori in capo del sito.
Il cinema festeggia l’arrivo della primavera (sul calendario e non certo nell’aria…) con qualche giorno d’anticipo, offrendo agli amanti della settima arte una ghiotta occasione. In occasione de “Le Printemps du Cinéma” (La primavera del cinema) per il terzo anno consecutivo sarà possibile, infatti, assistere ad una proiezione cinematografica per soli 3 €, quando, in media, un biglietto a tariffa piena costa intorno agli 8 €. Per tre giorni, dal 17 al 19 marzo, la Fédération Nationale des Cinéma Français promuove la tariffa unica per tutti gli spettacoli in tutte le sale, 5000 in tutta la Francia, che aderiscono all’operazione. Gia dalla prima edizione l’iniziativa aveva sedotto un gran numero di spettatori; e lo scorso anno sono stati ben più di 2,5 milioni i biglietti venduti in soli tre giorni.
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