CORRISPONDENZE - Bush e Kerry. La corsa alla presidenza continua

Elezioni U.S.A. -24gg. Repubblicani, democratici e la natura contradditoria degli States - Le corrispondenze dagli U.S.A. di Sebastiano Lucci

Elezioni - 24. L'attesa si fa sempre più spasmodica. I giorni continuano a passare e regna l'assoluta incertezza tra i due candidati che difendono con una (quasi insopportabile) tenacia le loro posizioni. Bush continua a ripetere che la sua amministrazione non ha compiuto nessuno sbaglio e che la guerra in Iraq era comunque una guerra giusta di prevenzione e che andava fatta, Kerry gli ribatte parola dopo parola che in questi ultimi quattro anni la sua amministrazione ha commesso enormi sbagli di valutazione senza avere avuto delle verifiche. Dopo aver visto i dibattiti, nessuno dei due è particolarmente brillante in politica estera (un po' per la natura stessa del dibattito, un po' per la scelta degli argomenti, un po' per gli attacchi personali che i candidati si sono lanciati) e rimane uno scetticismo di fondo quando vengono affrontati problemi come il terrorismo senza che venga fornito un quadro generale esauriente.   

Nel college dove insegno i democratci si sono attivati con grande prontezza. Sostengono le loro tesi con grande lucidita' di un temuto Patriot Act II (il primo era quello che, dopo l'11 settembre, permette al governo una serie di eccezionali misure anti-terroristiche contro i cittadini a scapito dei diritti costituzionali) che secondo loro potrebbe essere approvato nel caso Bush venisse rieletto. Il panorama che ne risulta è sconvolgente (controllo del governo su telefono e Internet senza la richiesta autorizzazione, arresti segreti, raccolta di DNA senza un ordine delle autorità giudiziarie,....). Tutto questo è desolante, ma è ancora più sconvolgente in un paese abituato (almeno all'interno dei suoi confini) ad avere un grande rispetto per le leggi e per la sua democrazia e dove nonostante tutto esiste ancora una sostanziale fiducia per il prossimo. Non nelle grandi città naturalmente, (ma si sa, le grandi città sono delle entità a parte, delle gigantesche conglomerazioni che vivono di vita propria.......) ma nell'America vera, quella che si respira prendendo una macchina e percorrendo "le autostrade blu - le Blue Highways" (dal titolo di un libro di William Least Heat Moon), dei grandi spazi, e della natura rigogliosa, la gente lascia ancora le case e le macchine aperte, anche se poi non ti si avvicina più di tanto perche' ha paura del contatto o di sorriderti.

Per capire l'America bisogna osservare le sue contraddizioni, comprendere la sua natura polivalente che non è fatta solo dalle multinazionionali spremi-uomo, del dio denaro e dell'ambizione, delle major (che conosciamo molto bene in Europa), ma anche quella dei diners, della spiritualità e del pantesimo, delle partite a football dei licei che si giocano ogni venerdì sera (e questa settimana immortalate da uno straordinario film Friday Night Lights).

 

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