SOL LEVANTE - Code Geass: Lelouch of the Rebellion

Riprendono i nostri viaggi nel mondo dell’animazione giapponese con una serie ancora inedita in Italia, complessa e affascinante, che sfrutta l’abusato tema dell’epopea robotica per tracciare interessanti riflessioni sull’identità e il desiderio di vendetta che spinge a scelte difficili

Code GeassLa fantascienza notoriamente serve per riflettere in ipotetici futuri le ansie del presente, allo scopo di rivelare le contraddizioni insite nel nostro mondo, e questo spesso avviene attraverso la posa in essere di società al collasso ed eroi dalla psicologia contraddittoria e problematica. Partendo da un tale presupposto, la serie animata Code Geass: Lelouch of the Rebellion (in originale “Code Geass - Hangyaku no Lelouch”) prodotta dalla Sunrise, si ritaglia un suo spazio significativo, risultando un prodotto complesso e affascinante.

La storia inizia in un ipotetico 2010 nel quale il Giappone è stato invaso e conquistato dall’immaginario impero di Britannia (i cui confini non sono ben definiti, ma che sembrerebbe riecheggiare per vastità e potenza l’antico impero vittoriano inglese), invincibile grazie ai suoi Knightmare Frame (armature potenziate simili a grandi robot). Privato del proprio nome, lo stato asiatico viene per questo ribattezzato “Area 11” e subisce una netta divisione in caste dove i nativi sono considerati di livello inferiore (sono chiamati gli “eleven”) mentre i Britanni rappresentano di conseguenza la “specie dominante”. Il protagonista, Lelouch Lamperouge, appartenente alla famiglia reale di Britannia, è però animato da un sordo rancore nei confronti dell’Imperatore, reo di aver causato la morte di sua madre e l’invalidità della sorella, ma inizialmente non sembra voler veicolare le sue pulsioni distruttive in nessuna lotta contro il tiranno. Lo vediamo infatti, freddo e calcolatore, vivere una vita da studente normale, abile stratega nel gioco degli scacchi. Le cose cambiano quando una misteriosa ragazza gli conferisce il Geass, ovvero il potere di soggiogare ogni persona con un semplice sguardo, riducendola alla sua mercé. Forte del nuovo potere, Lelouch decide di intraprendere la sua personale battaglia contro l’Impero assumendo l’identità di Zero, leader di una fazione terroristica, i Cavalieri Neri: ma lungo la sua strada si pone il suo amico d’infanzia Suzaku, un giapponese che è entrato nell’esercito imperiale per cambiare la Britannia dall’interno, convinto com’è dell’inutilità della violenza e della regola per cui il fine giustifica sempre i mezzi.

Code Geass_robotVolendo attuare una drastica esemplificazione delle linee guida che animano la storia, potremmo affermare che Code Geass è una specie di Gundam riletto alla luce di Evangelion, per come riesce a porsi in equilibrio tra l’analisi di un modello sociale e le torsioni psicologiche che sfociano in una messinscena dove ampio spazio viene concesso al dialogo, ai misteri che si svelano progressivamente e a un protagonista dalla personalità divisa. Lelouch infatti è uno dei character più anomali mai visti in una serie fantascientifica, un abilissimo stratega convinto di poter prevedere le mosse del nemico, che grazie al potere del Geass vede rafforzare la propria certezza di poter sfruttare amici e nemici come pedine sulla scacchiera dello scenario in divenire. L’abilità nell’utilizzo del nuovo potere si accompagna a una progressiva immersione in una realtà fatta di intrighi, dove la necessità di propagandare la sua battaglia (i media ovviamente sono controllati da Britannia) spinge Zero a mostrarsi al popolo come paladino della giustizia non violenta, salvo poi smentirsi con azioni segrete spesso spietate, che evidenziano la contraddizione di uno scontro frontale con il potere.

Da questo punto di vista il cartoon si articola in una serie di dicotomie che vedono Zero contrapposto tanto alla filosofia imperialista di Britannia (secondo la quale gli uomini non sono tutti uguali e una società dovrebbe riflettere verticisticamente la superiorità del più forte sul più debole) e la tensione non violenta e “riformatrice” di Suzaku, che intende erodere dall’interno la tirannia dell’Impero combattendo tra le sue fila. Schiacciato fra queste due forze contrapposte, e guidato dalla forza della razionalità e del calcolo, Zero si ritrova a dover fare i conti con i suoi errori, con i lutti causati dalle proprie errate strategie, e con la necessità di rielaborare continuamente i piani per adeguarsi alle evoluzioni della situazione. Questo fatto, a sua volta, non fa che metterlo di fronte alla propria mancanza di umanità, aprendo la porta a uno sprofondare progressivo nella follia.

Code Geass_protagonistiL’aspetto più interessante della vicenda, però, non sta tanto nella evidente impronta (fanta)politica, quanto nella sostanza concettuale del progetto, che riflette sul tema dell’identità: il viaggio di Lelouch verso la realizzazione dei propri obiettivi è infatti una progressiva indagine nella sua mente, nella sua storia personale e, infine, nella sua identità. Indossando la maschera di Zero, Lelouch tenta di attuare una vana “sospensione d’identità” che porti a un momentaneo annullamento della stessa per cancellare gli errori dell’Impero di cui lui è parte, per ricominciare daccapo. Lo scontro con i fatti della vita reale, con gli affetti e i legami d’amicizia e d’amore che hanno costruito la sua storia, però, pongono Lelouch di fronte alla velleità del suo agire ponendolo in posizione di scacco. Non è possibile, insomma, sfuggire alla sostanza più intima della propria battaglia, animata da un sentimento di semplice vendetta.

In questo senso la missione di Zero è dunque affine alle manovre spietate dello stesso Impero. L’unica chiave di volta sembrerebbe dunque essere l’agire altruista e non violento di Suzaku, ma pure questo rivela nel corso dell’opera la sua fragilità, collegata anch'essa al passato del ragazzo, ai suoi errori, alla sua storia e quindi ai sentimenti che si agitano nel suo profondo.

L’intento del regista Goro Taniguchi (anche coautore del fumetto originale) sembra dunque orientato a frantumare l’idea di dicotomia e di contrapposizione per far apparire le lacerazioni dell’animo umano, le contraddizioni insite nell’agire ideologico e in questo senso la critica si riverbera poi al Giappone attuale, animato dall’insorgere di movimenti nazionalisti, portato a modificare e minimizzare gli sbagli rivelati dalla Storia, ossequioso di concetti come il sacrificio dei singoli, che rivela pertanto la sua scarsa propensione alla comprensione dell’altro e all’ammissione dei propri errori.

Code Geass_Zero parla alla nazioneCerto non va nascosto che in sé l’anime rischia a volte di accartocciarsi su se stesso, in un autocompiacimento privo di reale vitalità e che si riflette in dialoghi criptici: da questo punto di vista la struttura narrativa tenta di arginare il problema inserendo note ironiche nel testo, per mostrare la vacuità dell’intento di Lelouch in modo anche leggero (in una puntata la sua maschera viene per sbaglio rubata da un gatto): curiosa scelta in un’anime dal tono generale per il resto abbastanza forte e crudo. Inoltre si punta sulla spettacolarità trascinante dei combattimenti fra i robot, su un citazionismo intelligente (Zero sembra una versione negativa di Capitan Harlock) e sull'apporto fornito dal celebre gruppo delle CLAMP, cui è stato affidato il design dei protagonisti: il risultato è un anime dallo stile ricercato ed elegante (notevole e molto fluida in questo senso anche l’animazione, nonostante l’impasto di 2d e computer graphic non sia sempre perfetto), con protagonisti filiformi e dal design antinaturalistico, che ne rimarca la natura archetipica, ma allo stesso tempo li rende molto affascinanti e permette alla serie di essere molto piacevole allo sguardo.

Articolata in una stagione di 25 episodi (con una seconda di prossima trasmissione in Giappone), Code Geass ha un finale al momento ancora aperto, ma nel frattempo ha già raccolto alcuni importanti riconoscimenti, come il premio per la migliore serie animata del 2007 al sesto Tokyo International Anime Fair e all’Animation KOBE Event, nonché quello per il miglior personaggio maschile al 29th Animage Anime Grand Prix Awards e per le migliori voci ai Seyu Awards (premio giapponese per i doppiaggi anime). Al momento non si hanno notizie circa un’eventuale edizione italiana.

 

 

Trailer giapponese 

 

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