CANNES 55 – Palma d’Oro a “The Pianist” di Roman Polanski

Kaurismäki, deluso per il massimo riconoscimento, ha subito abbandonato il palco. Solo il premio della giuria ad Elia Suleiman per “Intervention divine”. Migliori attori: Olivier Gourmet per “Les fils” e Kati Outinen per “L’homme sans passè”

Abbastanza a sorpresa, rispetto le previsioni, “The Pianist” di Roman Polanski ha vinto la Palma d’Oro. Il regista, visibilmente emozionato quando è salito sul palco a ritirare il prestigioso riconoscimento ha affermato di “essere onorato di aver ricevuto questo premio in un film che ha rappresentato la Polonia”.
Serata costruita dagli organizzatori con la consueta aspirazione a quella “grandeur” hollywoodiana. A presentare la serata, l’attrice Natalie Portman. Kaurismäki, abbastanza deluso per il mancato massimo riconoscimento, si è dovuto accontentare del Gran Premio della Giuria. Il suo atteggiamento non è stato poi così dissimile da quello offeso di Theo Angelopulos quando nel 1995 non si vide assegnare la Palma d’Oro per “Lo sguardo di Ulisse”. Il regista finlandese, ha girato nervosamente sul palco prima di dire che per questo riconoscimento “deve ringraziare solo se stesso”. Poi è tornato, con l’espressione contrariata, subito al suo posto sottraendosi anche allo sguardo dei fotografi.
Il premio per la regia è andato ex-aequo al coreano Im Kwon-Taek per “Chihwaseon” e allo statunitense Paul Thomas Anderson per “Punch-Drunk Love”. Si è dovuto accontentare soltanto del Premio della Giuria il palestinese Elia Suleiman per il bellissimo “Intervention Divine”. Forse avrebbe meritato sorte migliore. Il premio per il miglio rattore maschile è andato a Olivier Gourmet per “Les fils” dei fratelli Dardenne, mentre la migliore attrice è stata Kati Outinen per “L’homme sans passé” di Kaurismäki. Il premio per la miglior sceneggiatura è stato ottenuto da Paul Laverty per “Sweet Sixteen” di Ken Loach. Un nuovo riconoscimento, creato quest’anno, il Premio 55° anniversario è stato vinto da “Bowling for Columbine” del documentarista Michael Moore che ha ironizzato su Bush e sul finto dispiacere che non abbia potuto essere presente lì sulla Croisette. Camera d’Or a “Bord de mer” di Julia Lopez-Curval e riconoscimento per il messicano “Japon” di Carlos Reygadas. La Palma d’Oro per i cortometraggi è stata vinta dall’ungherese “Eso Utan” di Peter Meszaros
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