L’uomo ragno – breve guida al fumetto e al personaggio
Dalla nascita del fumetto, al supereroe di tipo nuovo proposto dalla Marvel, passando per l’uso della città “reale” di New York e alle sue battaglie contro i malefici nemici. Una breve storia del personaggio di Stan Lee, attraverso le vicissitudini di Peter Parker, i vari episodi, e i grandi illustratori che si sono alternati nel corso del tempo
LA STORIAPeter Parker è un liceale newyorkese, molto intelligente e sensibile ma timido e “secchione”. Fin da piccolo, in seguito alla tragica scomparsa dei propri genitori, viene cresciuto dagli zii Ben e May, nella loro villetta unifamiliare di Forest Hills. Appassionato di scienze, fotografo dilettante, costantemente a disagio nei rapporti con l’altro sesso, Peter vede la sua vita cambiare in seguito a un banale incidente.
Durante una gita scolastica presso un laboratorio scientifico, infatti, è morso da un ragnetto sfuggito all’esperimento radioattivo del quale era cavia; nei giorni seguenti, il ragazzo scopre che l’aracnide modificato dalle radiazioni gli ha trasmesso le sue caratteristiche peculiari, proporzionate alle dimensioni del corpo dell’uomo: forza e agilità sovrumane, dunque, capacità d’aderire a qualsiasi superficie e uno speciale “senso di ragno” in grado d’avvertirlo in anticipo dei pericoli. Peter, dopo essersi cucito uno sgargiante costume rosso-blu ed essersi dotato di speciali lanciaragnatele fissati ai polsi (caricati con cartucce di ragnatela chimica, realizzata grazie alle sue conoscenze scientifiche), decide di utilizzare le sue nuove abilità per guadagnare – come lottatore mascherato a pagamento prima e spettacolare fenomeno televisivo poi – i soldi necessari ad aiutare gli amati zii, che tanto hanno fatto per lui e che attraversano un momento di difficoltà economiche. In seguito alla tragica morte dello zio Ben, ucciso da un rapinatore che poco prima – per superbia e sciatteria – Peter non aveva catturato all’interno dello studio televisivo nel quale si stava esibendo, il ragazzo arriva a dolorosa e immediata maturazione interiore e capisce di dover utilizzare i suoi superpoteri per combattere il crimine e aiutare chi ha bisogno, perché – secondo quello che diventa lo slogan delle storie di Spider-Man – “Da grandi poteri derivano sempre grandi responsabilità”.
LA NASCITA DEL FUMETTO
Quello delineato per sommi capi è lo spunto narrativo di partenza della quarantennale storia dell’Uomo Ragno, il popolarissimo personaggio a fumetti creato da Stan Lee e Steve Ditko all’inizio degli anni Sessanta per la casa editrice statunitense Marvel Comics. La trama si sviluppa nell’ormai mitico albo “Amazing Fantasy” n°. 15, pubblicato nell’agosto 1962: si tratta del numero conclusivo di una testata destinata alla chiusura a causa delle scarse vendite; ed è l’unica sede che l’editore Martin Goodman concede al vulcanico Lee per ospitare l’avventura d’esordio di un personaggio troppo diverso – e, quindi, a rischio – rispetto a tutti gli altri pubblicati allora. L’enorme successo della storia, però, spiazza completamente i vertici della Marvel e rafforza la posizione di Stan Lee all’interno dell’azienda. In tal modo, il giovane sceneggiatore riesce a farsi approvare una nuova testata dedicata al suo nuovo personaggio: nel marzo 1963 esce “The Amazing Spider-Man” n.° 1 e, come si dice in questi casi, il resto è leggenda.
UN SUPEREROE DI TIPO NUOVOMa quali sono gli elementi di novità – rispetto ai classici Superman e Batman, all’epoca in forte crisi – presenti nel carattere e nelle storie di Spider-Man, destinati a mutare per sempre il volto del fumetto supereroistico e a rivitalizzare l’intero settore? Anzitutto, il personaggio è stranamente più umano e realistico dei tradizionali supereroi tutti d’un pezzo che popolano gli albi dell’epoca: il suo alter ego Peter Parker, infatti, è costantemente alle prese con problemi personali ed economici tanto simili a quelli dei lettori. Poi, Peter è un teenager, proprio come il suo pubblico di riferimento, non un adulto: e, fino ad allora, gli adolescenti hanno fatto al massimo da spalle agli eroi protagonisti (esempio: Batman e Robin). Inoltre, il personaggio vive i propri super-poteri più come una maledizione – in quanto elemento decisivo nel negargli un’adolescenza normale – che come un dono. E, anche nel rapporto con l’opinione pubblica, l’Uomo Ragno viene considerato più spesso una minaccia che un eroe, anche grazie alla campagna stampa che gli scatena contro il potentissimo e bisbetico direttore del quotidiano newyorkese “Daily Bugle”, J. Jonah Jameson. I toni spesso tragici e dolenti della narrazione, però, sono mitigati dagli scoppiettanti dialoghi – infarciti di espressioni gergali giovanili – scritti da Stan Lee e dalla profonda ironia con la quale, a volte, il personaggio affronta i pericoli e le situazioni più disperate. Peter/Spider-Man non si dà mai per vinto, anche quando la speranza sembra svanire: il suo corpo può essere spezzato, il suo spirito mai. Come accennato in precedenza, al centro delle storie dell’Uomo Ragno c’è il complesso rapporto tra “potere” e “responsabilità”: se vuoi essere una brava persona – sembra suggerire Stan Lee ai suoi lettori – devi prenderti la responsabilità delle tue azioni, senza dare agli altri la colpa per i tuoi fallimenti ed errori; se hai il potere per rendere il mondo un posto migliore, insomma, devi farti avanti e agire.
LA CITTA’ VERA: NEW YORK
L’ultimo – ma forse il più importante – elemento rivoluzionario delle storie di Spider-Man è costituito dall’ambiente nel quale agisce: il nostro mondo e, in particolare, la vera città di New York; non certo gli asettici universi di fantasia a base di Gotham City o Metropolis. E’ alla Midtown High School di Manhattan che il giovane Peter va a scuola (in seguito, si laurea all’Empire State University); e sempre nell’isola-quartiere si trova il “Daily Bugle”, col quale il ragazzo – ironia della sorte! – collabora come fotografo “free-lance”; e lo scenario preferito per le acrobazie notturne dell’Uomo Ragno è rappresentato proprio dallo “skyline” della “Big Apple”, con frequenti passaggi sul Ponte di Brooklyn, la Statua della Libertà, l’Empire State Building e – prima dell’agghiacciante attentato – le Twin Towers. Rispetto ad altri personaggi Marvel del primo periodo, come i Fantastici Quattro (che sempre a New York hanno la loro base: il Baxter Building) o Hulk (che vaga spaesato per l’intera nazione), l’Uomo Ragno s’impone come autentico supereroe metropolitano, occhio vigile e coscienza critica della città al pari, forse, del solo Devil (il celebre vigilante-avvocato cieco che, a sua volta, arriverà sul grande schermo il prossimo anno): non è un caso, dunque, che la Marvel abbia scelto proprio Spider-Man come protagonista della recente, toccante storia speciale dedicata alla tragedia dell’undici settembre e alle sue conseguenze sulla città e i suoi abitanti.
LE VICISSITUDINI DI PETER PARKERDopo una partenza fortemente caratterizzata dal tratto spigoloso del creatore grafico Steve Ditko, ben presto le storie dell’Uomo Ragno si “umanizzano” ancora di più e si trasformano in una magnifica “soap opera fumettistica”, nella quale assumono quasi più importanza le vicissitudini quotidiane di Peter Parker – il tormentato rapporto con l’apprensiva zia May, che adora il nipote ma detesta l’Uomo Ragno (ed è all’oscuro del fatto che siano la stessa persona…); le delusioni sentimentali e i continui innamoramenti adolescenziali (da Betty Brant a Liz Allen, dalla compianta Gwen Stacy alla “sex bomb” e futura moglie Mary Jane Watson); i tentativi di guadagnare qualche spicciolo con le fotografie, per pagarsi gli studi universitari senza gravare sul non troppo florido bilancio familiare – piuttosto che le mirabolanti avventure del suo alter ego mascherato. Responsabile della svolta è il grande illustratore italo-americano John Romita senior, che inizia a disegnare la serie dal numero 39 dell’agosto 1966, mutandone i toni grazie al tratto più rotondo, plastico e “caldo”, ma anche alla collaborazione offerta a Stan Lee come soggettista. Anni dopo, Romita trasmetterà la “passione” per l’aracnide umano al figlio John junior, a sua volta straordinario matitista e colonna artistica della Marvel negli anni Ottanta e Novanta.
L’elemento “soap operistico” della serie, però, è comune a tutti i fumetti Marvel che, rispetto a quelli più tradizionali della DC Comics (la casa editrice di Superman, Batman, Flash, Green Lantern e Wonder Woman), propongono un concetto di serialità addirittura esasperato, con trame intricate che vanno avanti anche per diversi episodi e che, magari, fanno sentire le proprie conseguenze a distanza di anni; con personaggi che crescono, mutano, si evolvono, invecchiano, imparano dalle esperienze precedenti e non sono mai uguali a se stessi (come accade, per esempio, nel fumetto all’italiana bonelliano); e con situazioni che s’intrecciano tra loro in modi sempre inattesi, tra ritorni dalla morte, improvvise scomparse, lutti ed eventi gioiosi. Di fondamentale importanza, in tale ottica, è il concetto di “Continuity”, che prevede una perfetta corrispondenza e una continua relazione tra tutti gli avvenimenti, piccoli e grandi, che si verificano sulle varie testate pubblicate dalla Marvel: a testimonianza di come l’universo narrativo proposto dalla casa editrice sia unico e assolutamente coerente al suo interno. Capita spesso, quindi, nel corso degli anni, che l’Uomo Ragno incontri Devil o la Torcia Umana dei Fantastici Quattro sui grattacieli newyorkesi; oppure che unisca le proprie forze a quelle di altri eroi, per combattere minacce troppo grandi per uno solo: queste avventure si chiamano “Crossover” e continuano da una testata all’altra, come se fossero narrate nella stessa serie (la più celebre è “Guerre segrete”, nel corso della quale – ambientata su un misterioso pianeta alieno – l’Uomo Ragno trova il costume nero che indosserà per qualche anno e che, in seguito, si rivelerà il simbionte alieno dal quale nasceranno i terribili “arcinemici” Venom e Carnage).
GLI ANTAGONISTIA proposito di supercriminali, sono tanti quelli che attraversano la strada dell’arrampicamuri nel corso della sua carriera ultradecennale: dal sadico folletto verde Goblin – quasi la nemesi di Spider-Man, come il Joker per Batman, Lex Luthor per Superman e il Dottor Destino per Reed Richards dei Fantastici Quattro – presente anche nel film di Sam Raimi e responsabile della morte di Gwen agli shakespeariani Dottor Octopus e Kraven il cacciatore, dagli improbabili Electro e Mysterio all’Avvoltoio e Lizard, dall’Uomo Sabbia al Camaleonte, dallo Scorpione a Rhino, da Hobgoblin ai vari cloni, fino al gigantesco boss della malavita newyorkese Kingpin (a sua volta, però, soprattutto nemesi del Devil rivitalizzato dal geniale Frank Miller a partire dalla metà degli anni Ottanta). E parte dell’enorme successo del personaggio, naturalmente, deriva proprio dal notevole impatto, visivo e caratteriale, dei suoi antagonisti.
GLI ILLUSTRATORI
Dopo la fine del lungo “regno” di Stan Lee e John Romita senior, sulle pagine di “The Amazing Spider-Man” – e su quelle delle altre nuove testate aperte nel corso degli anni – sfilano i migliori talenti della scena fumettistica statunitense, sia per quel che riguarda i testi che i disegni: sceneggiatori come Roy Thomas, Gerry Conway, Len Wein, Roger Stern, Bill Mantlo, David Michelinie, Tom De Falco, Jean-Marc DeMatteis, Howard Mackie, Paul Jenkins, Joe Michael Straczynski, Brian Michael Bendis; e illustratori del calibro di Gil Kane, Ross Andru, Sal Buscema, Ron Frenz, Al Milgrom, Ron Lim, Mike Zeck, Todd McFarlane, Erik Larsen, Mark Bagley, John Romita junior, Mark Buckingham.
All’inizio del terzo millennio, col film già in lavorazione, i vertici della Marvel Comics decidono di rinnovare il loro personaggio di punta, per meglio adattarlo ai gusti dei nuovi teenagers. Nasce, così, la linea editoriale “Ultimate” che rimoderna l’Uomo Ragno – ma, in altre testate, anche gli X-Men e i Vendicatori – secondo una sensibilità grafica e narrativa di “nuova generazione”: in “Ultimate Spider-Man”, dunque, Peter Parker è nuovamente un quindicenne che acquista i suoi superpoteri per la prima volta; il contesto, però, è diversissimo da quello degli anni Sessanta, tra nuove tecnologie e società globalizzata. Il successo della linea “Ultimate” – che viaggia parallela alle testate “ragnesche” tradizionali, come se narrasse eventi ambientati in un universo parallelo – è clamoroso e fa da degno preludio all’arrivo del tessiragnatele sul grande schermo cinematografico.
IN LIBRERIAMi sembra giusto concludere con alcuni suggerimenti bibliografici per chi volesse approfondire la conoscenza dello Spider-Man a fumetti. Anzitutto, è indispensabile la lettura del volumone cartonato “L’Uomo Ragno” (170 pagine, 25 euro) edito da Fabbri e scritto da Tom De Falco, che – con l’ausilio di tantissime straordinarie illustrazioni originali – ricostruisce l’intera carriera fumettistica del personaggio: il volume, infatti, è l’edizione italiana dell’americana “Spider-Man: The Ultimate Guide”, che contiene tutto ciò che si può desiderare sulla più famosa creatura di Stan Lee. Molto utile, poi, è anche il recente Oscar Mondadori “L’Uomo Ragno contro Goblin” che, per la modica cifra di 10 euro, offre ben 344 pagine con le dodici storie più famose che contrappongono i due “arcinemici”. Naturalmente, però, per assaporare lo spirito della serie sarebbe opportuna la regolare frequentazione della testata quindicinale “L’Uomo Ragno” (72 pagine, 2.25 euro) edita da Marvel Italia, casa editrice alla quale possono essere inoltrate anche le richieste per i numeri arretrati e i volumetti speciali che raccolgono le grandi storie del periodo classico. E pure la nuova serie “Ultimate Spider-Man” è tradotta in italiano da Marvel Italia, in albi spillati da 48 pagine e 2.50 euro. Chi volesse saperne di più sull’affascinante universo del fumetto supereroistico statunitense, infine, può procurarsi il bel saggio di Alessandro Di Nocera intitolato “Supereroi e superpoteri” (256 pagine, 17.34 euro), pubblicato due anni fa da Castelvecchi.
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