Il mondo in un bacio: ritorno su “Spider-man”
Come si “afferra la totalità del mondo”? oppure: come si guarda, e cosa si vede, attraverso l’”occhio di Dio”? L’intensità di “Spider-man” appare raccolta nell’inconfessabile desiderio di una visione olistica, nella tentazione proibita di abbracciare tutto il reale con un semplice battito d’occhi, universale e totalizzante
Non c’è dubbio: tutta la forza visiva di Spider-man si distende lungo i fili di una ragnatela, corre a velocità impazzita fra i “mille piani” di una New York vitrea e periferica, in uno spazio che si apre continuamente allo sguardo e non smette mai di ridefinirsi attraverso la sua verticalità. Una tensione verso l’alto che a tratti è pura vertigine, un salto nel vuoto alla ricerca dell’unico punto dove convergono tutte le linee della ragnatela, quell’aleph dell’occhio che attende solo di essere scoperto o percepito. Fra un lancio di ragnatela e un balzo spettacolare, l’intensità di Spider-man appare raccolta nell’inconfessabile desiderio di una visione olistica, nella tentazione proibita di abbracciare tutto il reale con un semplice battito d’occhi, universale e totalizzante. La macchina da presa di Raimi esplora e sperimenta, si sporge per poi subito ritrarsi da sprofondi e alture urbane, schizza via seguendo il passo e la figura volanti del suo protagonista, in un vortice di inquadrature sottese da un’unica, wittgensteiniana, domanda: come si “afferra la totalità del mondo”? oppure: come si guarda, e cosa si vede, attraverso l’”occhio di Dio”? Un interrogativo che non è solo cinematografico ma anche, e soprattutto, etico e politico: rispondere a questa domanda significa porsi un problema di “prospettiva” cercando di comprendere quali lenti d’ingrandimento inforcare per catturare e indagare le immagini del nostro presente. Ma, forse, più che di abusati occhiali e improbabili gradazioni ottiche, Raimi sembra suggerirci l’utilizzo di uno strumento diverso ed originale, di un autentico “oggetto cinematografico” in grado di spostare continuamente in avanti le soglie della nostra percezione visiva, verso un immaginario orizzonte della possibilità e dell’a-venire: quella ragnatela che si tende senza mai spezzarsi e si appiccica alle cose del mondo permettendo al corpo di compiere movimenti e rotazioni impossibili, “divagazioni” fisiche che rischiarano ombre e angoli bui.
Così, uno sguardo si apre e si rivela ma, nonostante il brivido e l’altezza, non si tratta dell’atteso “occhio di Dio”, né di dickiane e celestiali palpebre pronte a controllare e ordinare la società. La tela del ragno scopre un universo frammentato e parcellizzato innamorato del disordine e del movimento, mentre il digitale ridisegna coordinate e confini di un paesaggio che sembra trasformarsi e illuminarsi ad ogni balzo vitale del protagonista. Scenari di mattoni e cemento e architetture dell’anima si compenetrano, assumono la fisionomia di un organismo mutante, animati da un unico impulso, un’oscillazione osmotica fra dentro e fuori, interno ed esterno, mente e corpi.
Tutte metafore e inquadrature della stessa visione: quella di Peter Parker e Mary Jane, un adolescente che desidera una ragazza e–freme -e–pulsa-e-si-batte per il sogno di un amore irrealizzabile. “Spider-man” è semplicemente la cronistoria di questo desiderio – etico e politico in quanto mosso da irrefrenabile passione “civile” -, è il battito scomposto del cuore di un “super” eroe che nasce da una umana, troppo umana “pulsazione di vita”. Nessuna vendetta da compiere (come “Barman” o quel “Devi”l che sta per approdare anche lui su grande schermo), nessun brama di poteri sovrumani (vedi “Superman” o i nietscheiani “X-Men”, non per niente filmati dall’eccentrico e solipsista Bryan Singer), nessuna tentazione salvifica: qui l’assoluto – il temibile “occhio di Dio” – è un contatto, un filo di ragnatela che scende dall’alto verso il basso, si immerge fra i suoni e i colori di una periferia urbana e piovosa regalando uno dei baci più miracolosi della storia del cinema. Estetica del miracolo e prodigio del desiderio: la “totalità del mondo”, lo sguardo Assoluto di “Spider-man” riposa in un dolce sfiorarsi di labbra bagnate.
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- venezia 67
- cinema giapponese
- michael fassbender
- animazione
- cannes 2011
- matt damon
- trailer
- cinema UK
- cinema indipendente
- steven spielberg
- Festival di Roma
- david fincher
- torino film festival 28
- clint eastwood
- documentario
- jessica chastain
- woody allen
- cinema americano
- serie tv
- Cannes 65
- cannes 64
- james franco
- george clooney
- marion cotillard
- cinema spagnolo
- hbo
- venezia 68
- Martin Scorsese
- joaquin phoenix
- cinema italiano
- horror
- 3D
- ben affleck
- Corso Salani
- leonardo di caprio
- brad pitt
- Johnny Depp
- Isabelle Huppert
- DVD
- Sean Penn
- cinema francese
- film tratti da libri
- robert de niro
- Kate Winslet
- nanni moretti
- cinema orientale
- david cronenberg
- oscar
- torino 29
- Jafar Panahi
News
- Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
- Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence






.jpg)