"Zoolander" di Ben Stiller

Film molto più sofisticato di ciò che appare a prima vista, "Zoolander" irride il mondo dello spettacolo divertendo e consacrando la coppia Stiller/Wilson come uno dei centri attivi della produzione di un nuovo modo di intendere la comicità

Derek Zoolander nasce (artisticamente) nel 1996. Il primo avvistamento risale alla messa in onda dell'omonimo show televisivo su VH1, in cui Ben Stiller (alter-ego/padre putativo) ha dato libero sfogo alle idee fulminanti e alle espressioni magnetiche del modello più famoso del globo. Simbolo della società dell'apparire, Zoolander è il corpo di cui Stiller si è impossessato per irriderla, dopo averla a lungo osservata con occhio consapevole e divertito.
"Zoolander" non vuole essere la caricatura di icone dello star-system statunitense (il Bruce Springsteen o il Tom Cruise imitati da Stiller con precisione maniacale su MTV) ma vuole agevolare la sistematica demolizione dei personaggi e dei riti su cui esso si fonda. Partendo dalle letali pose di Derek (la Blue Steel e la 'rivoluzionaria' Magnum), Stiller sbeffeggia ogni cosa: l'ovvietà dei discorsi pubblici e la fittizia rivalità tra divi, i party pre/post-qualsiasi cosa (anche post-funerali), l'iconografia del mondo della pubblicità (rappresentata con folle inventiva nel 'suicidio' da western metropolitano degli amici di Derek), il ricorso strumentale alla beneficenza e mille altre cose. Coerente con i suoi precedenti film da regista ("Giovani, carini e disoccupati" e "Il rompiscatole"), Stiller prosegue con "Zoolander" la riflessione sulla spersonalizzazione dell'individuo nell'attuale società globalizzata: nel primo assistiamo all'impossibilità della giovane filmaker di portare avanti il proprio progetto artistico, nel secondo allo schizofrenico comportamento del 'cable guy' Jim Carrey e in quest'ultimo alla condizione di prigioniero mediatico in cui vive Derek.
In "Zoolander" l'idea acquisisce consistenza nell'interpretazione dello Stiller attore, capace di dare corpo alla lievità dei vuoti dello Zoolander pensiero con una fisicità da passerella ben assecondata da quella new age del vanesio partner/rivale Hansel/Owen Wilson, complemento necessario del mosaico preparato dallo Stiller/regista. La veridicità del progetto è inoltre garantita dalla presenza fisica di gran parte della comunità newyorchese dello spettacolo, chiamata a raccolta in una serie ininterrotta di 'camei'. Quello più divertente è certamente quello in cui Stiller (re)inventa il camaleontico David Bowie nelle vesti di 'fashion-master' nel delirante duello a colpi di pose tra Derek e Hansel nello scantinato di un edifico della Lower Manhattan.
Film molto più sofisticato di ciò che appare a prima vista, "Zoolander" irride il mondo dello spettacolo divertendo e consacrando la coppia Stiller/Wilson come uno dei centri attivi della produzione di un nuovo modo di intendere la comicità, sempre sospesa tra demenzialità politically incorrect e riflessione meditata. Da vedere più volte (magari in DVD) la scena della 'ribellione kubrickiana' dei due 'primati' al computer, elemento a loro alieno e ostile.Titolo originale: Zoolander
Regia: Ben Stiller
Sceneggiatura: Ben Stiller, Drake Sather, John Hamburg
Fotografia: Barry Peterson
Montaggio: Greg Hayden
Musiche: David Arnold
Scenografia: Robin Standefer
Costumi: David C. Robinson
Interpreti: Ben Stiller (Derek Zoolander), Owen Wilson (Hansel McDonald), Christine Taylor (Matilda Jeffries), Will Ferrell (Mugatu), Milla Jovovich (Katinka), Jerry Stiller (Maury Ballstein), David Duchovny (J.P. Prewitt), Jon Voight (Larry Zoolander)
Produzione: Scott Rudin, Ben Stiller and Stuart Cornfeld per Red House Production
Distribuzione: U.I.P.
Durata: 89'
Origine: Usa, 2001
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