"Tentazione mortale", di Bill Bennett
Si assiste in "Tentazione mortale" al trionfo dei luoghi comuni: la femme fatale bellissima e malvagia (ma inconsistente), la voice over suadente, ruffiana e ipernarrativa che fa da cornice alla storia, la città americana (nella fattispecie New Orleans) malata e corrotta, regno della depravazione.
Un ricco industriale, prossimo a morire di cancro e desideroso di mettere alla prova la fedeltà della giovane e bellissima moglie, paga un suo dipendente perché provi a sedurla. Ma la situazione sfugge ben presto di mano a entrambi, provocando una serie di eventi tragici.
Tentazione mortale non ha, né potrebbe avere, alcuna pretesa di essere un noir indimenticabile. L'idea di partenza, già di per sé improbabile, si scioglie progressivamente in un intreccio tanto aggrovigliato quanto prevedibile, i cui colpi di scena, nelle intenzioni destinati a imprimere una svolta nella storia, conducendola verso linee narrative più dinamiche e inattese, sono invece piatti e scontati, del tutto incapaci di sollevare il film da una sconcertante banalità. Si assiste invece al trionfo dei luoghi comuni: la femme fatale bellissima e malvagia (ma inconsistente), la voice over suadente, ruffiana e ipernarrativa che fa da cornice alla storia, la città americana (nella fattispecie New Orleans) malata e corrotta, regno della depravazione.
Ciò che manca, a questo film mediocre e raffazzonato, è una sceneggiatura degna di questo nome (e anche la capacità di saper gestire i subplot, che spesso determinano l'interesse maggiore di una storia), il senso del ritmo e la gestione del tempo, elementi cardine del genere, e una convincente idea di regia. La fotografia, fin troppo "calda" nelle sequenze iniziali, diventa progressivamente impalpabile e non lascia più tracce di sé. Anche gli attori, tranne il navigato Burt Reynolds, tentano invano di trovare una dimensione e di dare uno spessore drammatico a personaggi già logori e risaputi.
Il risultato è un film confuso, incerto negli intenti e nella propria collocazione in un genere specifico (un noir, abbiamo detto, ma l'amico del protagonista ricorda, in alcune scene, addirittura certi personaggi della commedia demenziale americana), spiazzante per lo spettatore e, di fatto, fallimentare.
Titolo originale: Tempted
Regia: Bill Bennett
Sceneggiatura: Bill Bennett
Fotografia: Tony Clark
Montaggio: Henry Dangar
Musiche: David Bridie
Scenografia: Kelly Kurley
Costumi: Edie Kurzer
Interpreti: Burt Reynolds (Charlie Le Blanc), Saffron Burrows (Lilly Le Blanc), Peter Facinelli (Jimmy Mulate), Mike Starr (Dot Collins), George DiCenzo (Byron Blades), Eric Mabius (Ted), Michael Arata (Crabbe)
Produzione: Bill Bennet, Jennifer Cluff, Larry Katz, David Kronemeyer
Distribuzione: BIM
Durata: 95'
Origine: Australia/Francia/USA, 2001
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