"National Security", di Dennis Dugan
Il regista non riesce mai a catturare l'esplosione fisica del set, la frizione dei corpi dei due protagonisti, ma prosegue lungo traiettorie quasi virtuali.
Non fa altro che tornare nei luoghi di tanto cinema americano anni '80 questo National Security, con citazioni ad oltranza dei vari Arma Letale, e con un uso assolutamente programmatico di quelle formule. Che molto action movie d'oltroceano si stia arenando in una sorta di chiusura a tempo di ogni spinta un po' diversa? E' un dubbio più che lecito, una domanda a cui però non sappiamo rispondere. Certo è che si tratta di un cinema (quello visto nell'opera in questione) che non riesce mai a liberarsi del peso di uno script fastidioso (ingombro di formule che rimasticano un intero genere senza però averlo capito), calibrato al millesimo, incline ad una sorta di ripresa continua di situazioni ormai quasi parodiche, annacquate però per l'occasione all'insegna di un omaggio ripetuto e stancante. Il regista non riesce mai a catturare l'esplosione fisica del set (né sotto forma di azione, nè sotto forma di risata liberatoria), la frizione dei corpi dei due protagonisti, ma prosegue lungo traiettorie quasi virtuali, con un ambiente metropolitano che a differenza di altre opere dell'ultimo anno (basti pensare al capolavoro di Shelton, Indagini sporche) non si impone mai davvero a livello visivo, ma staziona in un lungo oblio percettico (banale come le riprese dall'abitacolo delle macchine, dove pare quasi non esserci più posto per un esterno) da cui è esclusa ogni forma di partecipazione. E' il grande sonno dell'azione frastornante e violente respirata negli Ottanta (basti pensare a che ha fatto Hill con 48 ore e specialmente col seguito), una prolissa tirata sull'aria di un cinema che oggi non si fa quasi più (anche se barlumi di speranza li abbiamo riavuti col geniale Rat Race di qualche tempo fa), e quel che è peggio una mancanza preoccupante di attenzione alla componente materica/umana del set (i corpi dei protagonisti sembrano muoversi per inerzia, in preda a ritmi eccessivamente meccanici/automatici), freddo e scostante, davvero senza luce.
Titolo originale: National Security
Regia: Dennis Dugan
Soggetto: David Ronn, Jay Scherick
Sceneggiatura: David Ronn, Jay Scherick
Fotografia: Oliver Wood
Musiche: Randy Edelman
Montaggio: Debra Neil-Fischer
Scenografia: Larry Fulton
Costumi: April Ferry
Intepreti: Martin Lawrence ( Earl Montgomery), Steve Zahn (Hank Rafferty), Colm Feore (Detective Frank Mc Duff), Bill Duke (Tenente Washington), Eric Roberts (Nash), Timothi Busfield (Charlie Reed), Robinne Lee (Denise), Matt McCoy (Robert Banton)
Produzione: INTERMEDIA FILM EQUITIES LTD., OUTLAW PRODUCTIONS, COLUMBIA PICTURES CORPORATION, THE FIRM FILMS
Distribuzione: Columbia Tristar Italia
Durata: 89'
Origine: USA, 2003
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