"Una hostess tra le nuvole", di Bruno Barreto
Dolce e innocente il film di Barreto mostra l'America, con i suoi stereotipi e le sue contraddizioni, i suoi paesaggi e i suoi luoghi, tra iperrealismo e citazionsimo, dove le tematiche, i personaggi, le ambientazioni, le psicologie umane sono abilmente collocati in un territorio che si adatta perfettamente alle scelte e alle azioni dei personaggi.

Bruno Barreto e il cinema, una lunga storia d'amore e di impegno, di dolci follie e di sottili tradimenti. Il suo cinema si colora nella sua ultima fatica, di insospettabili tinte e di altrettanto variopinte tonalità. alternando con destrezza la profonda esistenza superficiale dell'"american way of life", quel desiderio che popola l'animo irrequieto e aperto della spirito oltroceano. Partendo dallo sfruttato tema della giovane ragazza di provincia alla ricerca della propria emancipazione e della propria libertà, Barretto ripercorre le strade dell'immaginario collettivo americano. Sembra una realtà già vista, in tanti altri film americani, e invece si ripresenta in questa commedia in modo attuale e sincero. Una hostess tra le nuvole (dal solito titolo italiano che poco si adatta a quello originale, brutta consuetudine italiana), è una storia che si colloca in uno spazio, conosciuto ma non banale.
Dolce e innocente il film di Barreto mostra l'America, con i suoi stereotipi e le sue contraddizioni, i suoi paesaggi e i suoi luoghi, tra iperrealismo e citazionsimo, dove le tematiche, i personaggi, le ambientazioni, le psicologie umane sono abilmente collocati in un territorio che si adatta perfettamente alle scelte e alle azioni dei personaggi. Donna, la esile e determinata protagonista, interpretata da Gwyneth Paltrow, è l'immagine di un puzzle composto e polivalente, dove la sua voglia di emancipazione non si scontra con il tradizionale desiderio di una famiglia, di un amore eterno. E' un mondo dove tutto è possibile, secondo la affermata formula, secondo la quale esiste sempre una soluzione agli ostacoli che si frappongono al raggiungimento dell'ambita felicità garantita dalla volontà dei padri fondatori. Un mondo dove esiste una rinnovata fiducia in se stessi e dove è possibile coinciliare i propri sogni con la propria autonomia e volontà di affermazione. Un universo quello creato da Barreto, popolato da personaggi che riflettono gli stilemi di modelli che sembrano usciti da un classico degli anni del cinema d'oro: dalla donna di successo (Candice Bergen), all'amica invidiosa e traditrice (Christina Applegate), all'istruttore duro ma dal cuoro d'oro (e dall'occhio strabico, interpretato da Mike Myers). Pedine fondamentali che contribuiscono all'educazione (personale, sentimentale) della protagonista.
Il mondo di Barreto si illumina non solo di sgargianti uniforme (dove l'uniforme si carica di profonde connotozioni simboliche, quelle iperrealiste uscite fuori da riviste patinate della Sierra Airlines, a quelle classiche, formali della Royalty Airlines) ma anche di malsane competizioni professionali. Manicheismo che non scade e che si ripropone con una formula, che nonostante tutto, continua a illuminare il sentiero del cinema hollywoodiano.
Commedia sulla vita e sulle sue ambiguità, sui sentimenti e sulla auto-determinazione, Una hostess tra le nuvole, non rinuncia ad uno sguardo critico e talvolta impietoso verso quel mondo dello spettacolo, squallido e triste, da cui Donna-Gwyneth proviene e da cui ha il bisogno di staccarsi. Ma dalla desolazione del Nevada al fascino di Parigi, il passo non è poi così lungo, perchè il segreto della vita e del modello di un certo cinema americano finisce sempre con il coronamento di un sogno d'amore.
Titolo originale: A View from the Top
Regia: Bruno Barreto
Sceneggiatura: Eric Wald
Fotografia: Alfonso Beato
Montaggio: Christopher Greenbury, Ray Hubley, Charles Ireland
Musica. Theodore Shapiro
Scenografia: Dan Davis
Costumi: Mary Zophres
Interpreti: Gwyneth Paltrow (Donna Jensen), Christina Applegate (Christine Montgomery), Mark Ruffalo (Tim Stewart), Candice Bergen (Sally Weston), Kelly Preston (Sherry), Mike Myers (John Whitney), Marc Blucas (Tommy Bulay), Chelsey Cole (Donna bambina), John Francis Daley (Rodney)
Produtzione: Matthew Baer per Brad Grey Pictures/Cohen Productions/Miramax Films
Distribuzione: Buena Vista International Italia
Durata: 87'
Origine: USA, 2003
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