"Swimfan-La piscina della paura", di John Polson
Polson complica troppo le cose, si avventura sin da subito in un'architettura macchinosa e claudicante, in cui i personaggi appaiono più come pretesti drammaturgici che come carne, sangue, passione.

Nell'opera di Polson si continua a rievocare un set ormai sempre più claustrofobico ed asfittico (quello dei teen-movie di questi ultimi anni), con aperture minime, sempre in qualche modo subordinate allo srotolamento convenzionale del racconto. Swimfan si presterebbe pure ad essere visto/interpretato come genere allo stato puro, ma Polson complica troppo le cose, si avventura sin da subito in un'architettura macchinosa e claudicante, in cui i personaggi appaiono più come pretesti drammaturgici che come carne, sangue, passione. Sin dalle prime sequenze, si avverte un'aria pressochè irrespirabile, fatta di inserti dichiaratamente inerti, freddi, distanti (tutto l'inizio, con la preparazione dell'intrigo subito successivo, ma anche il ritratto sdoppiato della vita del protagonista Ben, divisa tra la piscina e le corsie dell'ospedale in cui lavora), iscritti sul corpo di spazi volutamente raffreddati, immersi in un grigiore postmoderno che annacqua lo sguardo, producendo una vero e proprio letargo del senso. In questo frangente è davvero imbarazzante l'ingresso in campo di quello che dovrebbe essere il corpo destabilizzante dell'opera (quello della seduttrice diabolica Madison), sempre sottolineato con curvature della messinscena affidate a segni troppo chiari, evidenti, calati in una visibilità piena, davvero incapace di contemplare qualsivoglia zona d'ombra. E poi si continua ad evocare lo spettro del corpo (sotto forma di una compassatissima storia d'amore tra Ben e Amy, ma anche nelle spire di una provocazione fisica che culmina presto in un triangolo mancato) senza che però si osi mai nulla in fatto di fisicità (l'ultima sequenza dello scontro in piscina tra Ben e Madison richiama pure l'elemento acquatico presente poi in tutta l'opera, ma soltanto al livello più epidermico ed immediato), persa tra i detriti di un cinema seriale.
Titolo originale: Swimfan
Regia: John Polson
Sceneggiatura: Charles F. Bohl, Philipp Schneider
Fotografia: Giles Nuttgens
Montaggio: Sarah Flack
Musiche: John Debney, Louis Febre
Scenografia: Kalina Ivanov
Costumi: Arjun Bhasin
Interpreti: Jesse Bradford (Ben Cronin), Erika Christiensen (Madison Belle), Shiri Appleby (Amy Miller), Kate Burton (Carla), Clayne Crawford (Josh), Jason Ritter (Randy), Kia Goodwin (Rene), Dan Hedaya (Coach Simkins), Micheal Higgins (Sig. Tillman), Nick Sandow (Detective John Zabel), Pamela Isaacs (Signora Egan), James Debello (Christopher Dante)
Produzione: Cobalt Media Group/Forrest Films/Further Films/Greenestreet Films
Distribuzione: Twentieth Century Fox
Durata: 85'
Origine: USA, 2003
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