"28 giorni dopo", di Danny Boyle
Paradossalmente "28 giorni dopo" trova la sua massima riuscita proprio nei giorni precedenti il ventottesimo, per meglio dire, nel suo fuoricampo, in quello spazio, in quel tempo lasciati immaginare, respirare nei primissimi minuti.

28 giorni dopo parte da dove normalmente un film si chiuderebbe. L'antefatto, ossia tutto ciò che si è dispiegato nelle quattro settimane precedenti, Boyle non vuole e non ha bisogno di mostrarcelo. Ci hanno già fantasticato Steve Sekely, Boris Sagal, sino ad arrivare a Romero e Hill. Boyle decide di non mostrarci nulla, perché i giorni che hanno preceduto il ventottesimo sono stati già ampiamente raccontati. Un paese intero, sotto la morsa di un terribile virus, è in 28 giorni arso vivo assieme ai suoi abitanti. Gli infetti rimasti si smembrano vicendevolmente, i superstiti-guerrieri scappano nella/dalla notte dei morti viventi. L'evocatività di questo tema prende forma soprattutto là dove la retorica della messinscena (o se vogliamo del flashback) non si affaccia a scrutare un immaginifico già assimilato. Il riverbero della memoria, piuttosto, risuona nelle mille albe post-apocalittiche già raccontate, negli anni in cui il brivido collettivo del catastrofismo era più sentito. Paradossalmente 28 giorni dopo trova il suo massimo esito proprio nei giorni precedenti il ventottesimo, per meglio dire, nel suo fuoricampo, in quello spazio, in quel tempo lasciati immaginare, respirare nei primissimi minuti. In questo lasso mai troppo lungo, lo spettatore solitario di una Londra crepuscolare che non pulsa più, ha l'occasione (forse irripetibile) di mettere in scena un film sulle stigmati di un racconto non raccontato, di un'immagine non immaginata. Pochi, esigui minuti in cui il cinema tremendamente solipsistico di Boyle che bene conosciamo e rifuggiamo, per una volta si fa da parte e lascia intravedere un lampo. Un lampo, appunto, che dopo il suo accecamento iniziale torna a restituirci e a rammentarci i fasti di un autore che gira (nel senso di riprendere) troppo su se stesso. Dal momento in cui il protagonista solitario incontra la ragazza di colore, l'istantanea quasi illusionistica che Boyle ci aveva offerto si dissolve nel lutto di un film gia defunto prima di nascere.
Titolo originale: 28 Days Later
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: Alex Garland
Fotografia: Anthony Dod Mantle
Montaggio: Chris Gill
Musiche: John Murphy
Scenografia: Mark Tildesley
Costumi: Rachael Flaming
Interpreti: Cillian Murphy (Jim), Naomie Herris (Serena), Megan Burns (Hannan), Brendan Gleeson (Frank), Christopher Eccleston (Henry West), David Schneider (scienziato), Noah Huntley (Mark), Christopher Dunne (padre di Jim), Emma Hitching (madre di Jim)
Produzione:, Andrew Macdonald per British Film Council/Canal+/DNA Films/Figment Films/Fox Searchlight Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 112'
Origine: Gran Bretagna/Stati Uniti/Olanda, 2002
Cerca nel sito

- Kate Winslet
- cinema italiano
- cinema spagnolo
- michael fassbender
- Sean Penn
- brad pitt
- animazione
- marion cotillard
- cinema americano
- david fincher
- serie tv
- Jafar Panahi
- clint eastwood
- Corso Salani
- Festival di Roma
- trailer
- cannes 64
- cannes 2011
- Johnny Depp
- hbo
- oscar
- Martin Scorsese
- horror
- cinema francese
- torino film festival 28
- Isabelle Huppert
- film tratti da libri
- james franco
- cinema indipendente
- woody allen
- venezia 68
- 3D
- cinema orientale
- george clooney
- venezia 67
- cinema UK
- joaquin phoenix
- matt damon
- leonardo di caprio
- ben affleck
- david cronenberg
- torino 29
- Cannes 65
- documentario
- robert de niro
- cinema giapponese
- steven spielberg
- jessica chastain
- nanni moretti
- DVD
News
- Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
- Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence






.jpg)