"Black knight" di Gil Junger

I movimenti di Lawrence appaiono come forzati, ingabbiati in strutture costruite quel che basta per dare l'impressione di un'artificialità davvero posticcia, e il ritmo è come bloccato in un vicolo chiuso

Ancora Martin Lawrence, in un ritorno al futuro preceduto dall'immersione nel lontano Medioevo. Pare che l'attore americano stia diventando una sorta di vero e proprio personaggio del cinema americano attuale, localizzato di volta in volta in territori di genere (sempre di quest'anno è National Security, in cui viene riproposta l'ormai inossidabile accoppiata di sbirri bianco/nero), sfruttati come semplice suolo per le sue acrobazie verbali e fisiche (comunque non irresistibili). Anche stavolta non fa eccezione questo Black Knight, in cui il regista inglese Gil Junger sfrutta il doppio corpo di Lawrence: da un lato lavorante all'interno di un parco giochi, dall'altro cavaliere medioevale (è stato infatti catapultato improvvisamente nel 300') pronto a sfidarsi all'arma bianca con i malvagi di turno. E' uno schema ormai solito questo (peraltro vera e propria punta tematica degli anni 80', impressa nel ricordo di tutti dagli scivolamenti temporali di Zemeckis di Ritorno al futuro e dall'irresistibile duetto Troisi/Benigni di Non ci resta che piangere), che Junger non riesce a rivitalizzare nemmeno un istante. Il set ospita nella prima parte una localizzazione anche divertente (Lawrence alle prese con i ritmi isterici del parco giochi ci ricorda anche se molto lontanamente il Murphy del terzo capitolo del Poliziotto a Beverly Hills del grande Landis), per poi perdersi proprio quando il protagonista deve far fronte all'improvvisa incursione in un'epoca storica non sua. I suoi movimenti appaiono come forzati, ingabbiati in strutture costruite quel che basta per dare l'impressione di un'artificialità davvero posticcia, e il ritmo è come bloccato in un vicolo chiuso (la coazione a ripetere tra Lawrence e il di-adattamento perpetuo allo spazio che lo contiene), ben lontano all'energia in fondo contagiosa, anche se un pò stancante, del Poirè de I visitatori, in cui però si presentava la situazione inversa. Un nuovo incrocio tra stagioni temporali inconciliabili dunque, ma accompagnato stavolta da una comicità che non ha mai la forza di trasformarsi in cinema.

 

Titolo originale: Black Knight
Regia: Gil Junger
Sceneggiatura: Peter Gaulke, Darryl J. Quarles, Gerry Swallow
Fotografia: Ueli Steiger
Montaggio: Micheal R.Miller
Musiche: Randy Edelman
Scenografia: Leslie Dilley
Costumi: Marie France
Interpreti: Martin Lawrence (Jamal Walker), Tom Wilkinson (Sir Knolte), Marsha Thomason (Victoria), Vincent Regan (Percival), Kevin Conway (Re Leone), Erik Jensen (Derek), Greg Cooper (Capo dei ribelli), Micheal Countryman (Philipp), Dikran Tulaine (Dennis), Daniella Alonso (June), Tammy Arnold (Paesana), Charles e. Bailey (Padre Chuck), Micheal Burgess (Ernie), Jeff Chase (il gigante), Leslie Dilley (uomo), Joe Inscoe (guardia), Mark Joy (guardia)
Produzione: 20th Century Fox, New Regency Pictures, Regency Enterprises, Runtel Entendalt Entertainment, The Firm
Distribuzione: Medusa
Durata: 95'
Origine: USA, 2001

 

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