"Big Girls Don't Cry" di Maria Von Heland
Film sui sentimenti che esigono limiti e chiarimenti, ha il pregio di non sostenere una tesi esclusiva, che rischierebbe di affondarlo nel moralismo. Tuttavia, le vicende che "Big Girls Don't Cry" descrive hanno qualcosa di eccessivamente aneddotico ed esemplare, mentre la messinscena pur controllata non attenua i toni estremizzati
Questa pellicola tedesca sui teen ager prende spunto da un progetto di interviste a venticinque ragazze di Berlino per poi diventare qualcosa di completamente altro, un film di finzione calato nei sentimenti e nelle preoccupazioni di due ragazze, Kate e Steffi, amiche da quando avevano sei anni, abituate a due famiglie con educazioni diametralmente opposte, che restano vicine e vivono le turbative del loro mondo a confronto con quello dei più grandi. La regia di Maria von Heland si concentra in una sorta di esplorazione della psiche giovanile in cui le protagoniste vivono i travagli di un'intera generazione. I genitori di Kate, che discutono sempre con la figlia, sono conservatori e sognano che diventi una specie di santa; quelli di Steffi, invece, sperimentano una grande armonia familiare e lasciano che la figlia sia libera di fare le sue scelte. Mentre la vita di Steffi sembra così dorata, sarà proprio lei a soffrire di più: quando scoprirà che il padre ha un'amante, si sentirà tradita in tutti i suoi principi e il mondo sembrerà crollarle sotto i piedi. Steffi sarà accecata dalla vendetta e deciderà di coinvolgere nei suoi piani di giustizia non soltanto suo padre e la sua amante, ma anche la giovane figlia Tessa. Ma l'ira di Steffi farà presto uscire allo scoperto il tradimento del padre, e il matrimonio dei suoi genitori entrerà in una crisi senza ritorno. Film sui sentimenti che esigono limiti e chiarimenti, ha il pregio di non sostenere una tesi esclusiva, che rischierebbe di affondarlo nel moralismo. Tuttavia, le vicende che Big Girls don't cry descrive hanno qualcosa di eccessivamente aneddotico ed esemplare, mentre la messinscena pur controllata non attenua i toni estremizzati. Ad ogni modo, le psicologie emergono con una certa chiarezza, e il disegno d'insieme conferma l'autenticità delle intenzioni. L'ambizione, nondimeno, è di farsi carico del travaglio delle giovani tedesche alludendo ad una condizione intesa come universale. Il sospetto di una certa genericità d'impostazione non ci sottrae dall'augurarci altri film tedeschi attenti al mondo dei giovani, che sappiano approfondire uno sguardo sempre più necessario sul presente.
Titolo originale: Grosse Madchen Weinen Nicht
Regia: Maria Von Heland
Sceneggiatura: Maria Von Heland
Fotografia: Roman Osin
Montaggio: Jessica Congdon
Musica: Niclas Frisk, Andreas Mattsson
Scenografia: Ulrika Anderson
Costumi: Andreas Janczyk
Interpreti: Anna Maria Muhe (Kati), Karoline Herfurth (Steffi), Josefine Domes (Tessa), David Winter (Carlos), Matthias Brandt (Jost), Teresa Harder (Jeanette), Ingo Hasselbach (barista), Stefan Kurt (Hans)
Produzione: Deutsche Columbia Tristar Filmproduktion/Egoli Tossell Film AG
Distribuzione: Columbia Tristar Films Italia
Durata: 87'
Origine: Germania, 2002
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