Box Office ITALIA
La musica non cambia nemmeno a febbraio. Ancora una volta, un magnifico terzetto di produzioni italiane ha occupato tutto il podio. Checco Zalone ha abbattuto il muro dei quaranta milioni di euro, Qualunquemente ha vinto un’appassionante sfida per la vetta contro Immaturi, che ha addirittura migliorato il suo risultato d’esordio. The Green Hornet è franato all’ottavo posto, il vento degli Oscar ha fruttato un milione a Il discorso del re.
Sulla nostra scena, la musica non cambia nemmeno a febbraio. Ancora una volta, il podio della classifica è stato occupato da un fantastico terzetto di produzioni italiane, che hanno confermato le loro posizioni con invidiabile autorità. Mentre Checco Zalone ha abbattuto la soglia dei quaranta milioni di euro, Qualunquemente e Immaturi si sono contesi il primo posto in una battaglia agguerrita. Alla fine di una sfida che si è giocata sul filo dei tre milioni e mezzo, la commedia con Antonio Albanese è riuscita a conservare la vetta e ha distrutto il muro dei dieci milioni di euro: già alla seconda settimana, il suo popolare personaggio si è guadagnato un posto tra i titoli più ricchi della stagione. Immaturi ha addirittura migliorato il risultato del suo esordio: un’impresa che di solito riesce solo a quei film che hanno ottenuto una grande simpatia tra il pubblico. Dopo aver interrotto il regno del cinepanettone con La Banda dei Babbi Natale, il nome di Paolo Genovese si è legato ad un altro hit: è una delle tante sorprese di questo momento d’oro del cinema tricolore, che finalmente presenta firme nuove. Ormai, è probabile che il regno tutto italiano possa prolungarsi ulteriormente: a breve termine, il calendario annuncia un altro prevedibile avvicendamento. Infatti, in rampa di lancio c’è Femmine contro maschi di Fausto Brizzi: il regista romano parte da una base di tredici milioni di euro, quelli che in autunno si è messo in tasca Maschi contro femmine. Proprio per non farsi mancare nulla, nell’ultimo week-end di febbraio è programmato persino l’arrivo di Manuale d’amore 3 di Giovanni Veronesi, che avrà tutto il tempo per completare l’opera ed assicurare all’industria italiana un finale d’inverno trionfale. I blockbuster hollywoodiani continuano a fare la parte dei comprimari: da noi, The Green Hornet non è riuscito a sfuggire a quello che negli Stati Uniti sembrava il suo destino. Il bizzarro superhero-movie di Michel Gondry ha salvato i conti in patria, ma da noi è franato all’ottavo posto: il traino del 3D gli ha reso solo mezzo milione. In mezzo alla tempesta, il milione e mezzo di Parto col folle è un risultato eccellente, specie se si considera il tradizionale ostracismo della nostra platea verso le commedie americane, di cui sono rimasti vittime anche Ben Stiller e il suo Vi presento i nostri. Inoltre, il vento degli Oscar non ha portato molti vantaggi a Il discorso del re, che si è aggrappato ad un milioncino.

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