Box Office USA
Il week-end americano è stato condizionato dal tracollo di Mars Needs Moms della Disney, che è diventato uno dei peggiori esordi di tutti i tempi. Il difficile inizio del 2011 è stato traumatico e ha messo in luce la possibilità che l'effetto 3D si sia già esaurito. I film che non hanno il peso di un budget faraonico si muovono molto più facilmente tra le volubili simpatie del pubblico: Battle: Los Angeles è balzato in vetta senza l'angoscia del pareggio del bilancio.
Il 2011 non cambia la sua linea di condotta ed inizia a far preoccupare l'industria hollywoodiana, che sta facendo i preparativi per la grande ouverture pasquale. Dopo un paio di mesi di letargo, il calendario aveva previsto la distribuzione di uno dei primi blockbuster dell'anno. Mars Needs Moms si è presentato nelle sale con il marchio della Walt Disney ed un budget di centoquaranta milioni di dollari. Il suo primo week-end è entrato nella storia e ha trovato un posto tra i peggiori esordi di ogni tempo: i suoi sei milioni di dollari hanno annunciato una sanguinosa disgrazia commerciale e hanno confermato le difficoltà delle grandi produzioni, che dopo l'estate non sono mai riuscite a trovare un trionfo convincente. Gli indizi lasciano pensare che non ci sia nessuna certezza su una rapida inversione di tendenza. Finora, nessun film è riuscito a superare la soglia dei cento milioni complessivi: con le ultime forze che gli sono rimaste, Just Go With It potrebbe essere il primo a toccare il traguardo. L'impressione è che i titoli con un conto spese meno ingombrante si muovano molto più agilmente tra le indecifrabili simpatie del pubblico: il primo posto è stato occupato da Battle: Los Angeles, il catastrofico sci-fi di Jonathan Liebesman che ha approfittato di una brillante campagna pubblicitaria. Il suo successo non è paragonabile a quello di Cloverfield di J. J. Abrams, ma ha riportato una cifra capace di mascherare i limiti di un preventivo pre-tridimensionale. La stereoscopia sembra proprio l'ingrediente che manca al 2011: dopo l'euforia che aveva accompagnato Avatar e Alice in Wonderland, il 3D ha rapidamente smesso di essere un traino fondamentale per il pubblico. The Green Hornet è andato poco oltre i novanta milioni, Rango ha superato i settanta milioni ma non ha incantato e si è dovuto accontentare di una sfida al ribasso con Gnomeo and Juliet: con i costi che hanno dovuto sostenere, l'obbiettivo del pareggio del bilancio suona come una consolazione deludente.
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