Box Office ITALIA


Questa volta, la staffetta italiana in testa alla classifica non è stata completata. Paola Cortellesi non è riuscita a sostituire se stessa al primo posto: Nessuno mi può giudicare sta per chiudere la sua avventura commerciale su una cifra intorno ai sette milioni e mezzo di euro, mentre C'è chi dice no si è dovuto accontentare della seconda posizione. The Three Next Days è riuscito ad inserirsi in questo vuoto e ha preso il comando con meno di un milione di euro.

Il mercato italiano rallenta ancora, nella speranza di un improvviso risveglio pasquale. Ancora una volta, le speranze di riscossa sono affidate ad un blockbuster d'animazione: Rio della Dreamworks sbarcherà nelle sale con ottimi propositi, ma anche con la paura di affondare nello stesso modo che è capitato a Rango, che non è arrivato nemmeno a cinque milioni di euro. Con queste motivate angosce, la scena italiana si è concessa un altro week-end di riposo: per una volta, la staffetta italiana in testa alla classifica non è stata completata e la vetta è stata occupata da un film americano. Nel caso di The Three Next Days, il nome di Russell Crowe è stato sufficiente a vincere la concorrenza di C'è chi dice no. L'esordio del nuovo film di Paul Haggis ha sfiorato il milione e non ha affatto invertito la tendenza al ribasso che ha influenzato gli ultimi mesi hollywoodiani: ha pure sempre sconfitto l'ennesima commedia nazionale, che ha dominato la scena sin dall'autunno. Tuttavia, non lascerà segni significativi nella storia di questa stagione. Il film di Giambattista Avellino (fidato collaboratore di Ficarra & Picone) non è riuscito a sostituire Nessuno mi può giudicare e Paola Cortellesi non ha potuto tenere la vetta per il terzo fine settimana consecutivo: è comunque in classifica con due titoli e si sta imponendo come un nome assai affidabile per il mercato. La sua esperienza con Massimiliano Bruno sta per chiudere la sua avventura commerciale con una cifra vicina ai sette milioni e mezzo di euro: una cifra importante, soprattutto in un momento di fisiologica stanchezza come questo. A sorpresa, Hop è stato il titolo che ha accusato l'apatia in modo più pesante: negli Stati Uniti ha evitato l'inevitabile destino toccato a quasi tutti i grandi kolossal del 2011 ed è volato rapidamente verso i settanta milioni di dollari; da noi si è scontrato frontalmente con l'indifferenza del pubblico e non ha toccato nemmeno il milione di euro. Dopo Sucker Punch di Zack Snyder, è il secondo disastro italiano della primavera: un'altro motivo di preoccupazione per Rio...

 

 

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