Box Office USA

Harry Potter ha ancora numeri fenomenali, ma ha dovuto cedere la vetta della classifica a Captain America. L'allievo di Hogwarts viaggia spedito verso i trecento milioni di dollari ed è vicino ad abbattere la soglia del miliardo worldwide, ma i volumi delle sue entrate sono precipitati rispetto all'esordio da record. Il supersoldato di Stan Lee ne ha approfittato e ha ripetuto le orme di Thor: nonostante il passo falso di First Class, i film della Marvel si dimostrano invidiabilmente affidabili.

La lunga serie di record collezionata da The Deathly Hallows aveva fatto pensare che l’ultimo capitolo di Harry Potter fosse destinato a condizionare tutto quello che restava dell’estate americana. In effetti, i suoi numeri continuano ad essere sbalorditivi: la creatura letteraria di J. K. Rowling ha incassato duecentosettantacinque milioni di dollari negli Stati Uniti ed ha sfondato il muro degli ottocento milioni worldwide. Con queste cifre, nessuno potrebbe pensare di insidiare il suo ruolo di film più visto del 2011: tuttavia, l’allievo di Hogwarts ha rallentato sensibilmente ed ha ceduto la vetta dopo appena una settimana. The Deathly Hallows ha perso il settanta per cento degli incassi: come spesso accade, l’impazienza dei fan ha gonfiato il dato dell’esordio, che è immediatamente diventato il miglior debutto della storia del cinema ed ha rischiato di depredare cento milioni in appena un giorno. Ora che i fedeli e numerosi appassionati della sua saga si sono esauriti, The Deathly Hallows si gode il suo bottino con il ritorno alla normalità: di certo, la sua ultima avventura ha lasciato il segno e si attesterà vicino ai quattrocento milioni finali. A livello internazionale, le sue entrate andranno ben oltre il miliardo e sbaraglieranno il primato di Jack Sparrow e di On Stranger Tides. Alla fine, il primo posto è finito nelle mani di Captain America: il terzo marvel-movie dell’estate ha ribadito il valore commerciale delle operazioni della factory di Stan Lee. Il primo week-end del supersoldato ha copiato la stessa andatura di Thor: un ouverture da sessantacinque milioni e la mira di raggiungere i duecento milioni. L’affidabilità di questi personaggi minori può essere intaccata da passi falsi come X-Men: First Class ma permette una pianificazione invidiabile di costi e di profitti. I marvel-movie non fanno piazza pulita del mercato, ma hanno un rendimento costante e non rischiano mai di essere dei flop rumorosi ed irrimediabili come Green Lantern: il kolossal di Martin Campbell si è fermato a centodieci milioni ed è sparito dalla classifica dopo meno di un mese. Il discreto successo di Captain America ha permesso alla Paramount di rintuzzare l’attacco della Warner, che aveva ripreso coraggio dietro la spinta di Harry Potter. In un’estate di sequel dall’esito incerto, Dark of the Moon si è difeso egregiamente: il terzo capitolo dei Transformers non è inciampato come è capitato alla Dreamworks e alla Pixar. A conti fatti, Kung Fu Panda 2 ha proseguito una preoccupante parabola discendente iniziata con il tonfo natalizio di Megamind; allo stesso modo, Cars 2 mancherà i duecento milioni e diventerà il primo insuccesso della compagnia di John Lasseter. Se Bridesmaids ha guidato la riscossa della commedia, l’animazione è stata senza dubbio la grande assente di quest’anno.

 

 

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