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Harry Potter
non molla la presa, ma ormai è possibile prevedere quello che sarà il suo incasso finale. I doni della morte non riuscirà a battere il record de La pietra filosofale, che nel 2001 si fermò a ventisei milioni. Il suo bottino parziale è di diciassette milioni: una cifra straordinaria per le medie estive, che resta assai lontana dai trionfi di Benvenuti al Sud e di Che bella giornata. Il cinema italiano ha saputo difendere i propri exploit invernali dall'attacco dei blockbuster estivi.

Harry Potter non ha mollato la presa sul mercato italiano. Il suo arrivo è una delle poche emozioni che è sempre riuscita a scuotere il tradizionale torpore estivo. La creatura letteraria di J. K. Rowling ha rallentato, ma il ciclone del suo esordio ha lasciato degli effetti duraturi: con l'eccezionale spinta del primo week-end, la seconda parte de I doni della morte ha superato Shrek e Ai confini del mare ed è diventato il film hollywoodiano più visto della stagione. Il sussulto balneare lo ha spinto fino a distruggere il muro dei diciassette milioni di euro, con la concreta possibilità di abbattere presto anche la soglia dei venti milioni. Tuttavia, qualsiasi cifra non sarà sufficiente per migliorare il record de La pietra filosofale, che nel 2001 si fermò solo dopo essersi messo in tasca ventisei milioni di euro: da noi, I doni della morte non diventerà il film più visto di Harry Potter. Il suo exploit ha rinforzato le quote americane, ma solo una brillante volata permetterà all'allievo di Hogwarts di conquistare un posto sul podio dei migliori successi di questa stagione: per raggiungere La banda dei Babbi Natale servono ventuno milioni e i trionfi di Benvenuti al Sud e di Che bella giornata sono fuori dalla sua portata. Il cinema italiano ha difeso il suo straordinario rendimento invernale dall'attacco dei blockbuster estivi, che in realtà avevano affidato ad Harry Potter tutte le loro speranze. Per quanto la tentazione dell'ombrellone abbia prodotto danni maggiori e vittime più eccellenti, i nove milioni di Cars 2 sono un risultato stentato, che rispecchia la crisi di un genere storicamente affidabile come l'animazione. Transformers 3 ha consolidato il proprio pubblico ed ha ribadito il suo valore commerciale: nonostante il tradizionale ostracismo degli spettatori italiani verso la fantascienza, ha un numero di fan sufficiente a raggiungere i nove milioni. Una cifra simile è solo un miraggio per un titolo come Captain America: il supersoldato della Marvel ha debuttato con meno di due milioni e non ha conquistato la simpatia della platea.

 

 

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