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La corsa di The Help è finita dopo un mese e centoquaranta milioni di dollari. Il film di Tate Taylor è stato il vero protagonista di fine estate e ha lasciato il passo a Contagion di Steven Soderbergh. Il reduce veneziano ha debuttato con ventitre milioni di dollari e ha fatto da collegamento tra operazioni mainstream come la saga di Ocean e i tentativi più autoriali del regista. Tuttavia, nemmeno il cast sontuoso gli ha dato la certezza dei cento milioni finali

Il regno di The Help è finito dopo un mese e centoquaranta milioni di dollari. Il film di Tate Taylor è stato il vero protagonista della fine dell’estate ed è riuscito ad imporsi soprattutto per merito di un ottimo passaparola, che ha alimentato la sua corsa entusiasmante. L'adattamento del romanzo di Kathryn Stockett ha dovuto cedere il passo a Contagion di Steven Soderbergh, che ha esordito con più di venti milioni di dollari. Il risultato è di quelli difficili da decifrare: non è stato né un successo né un disastro e solo il secondo week-end potrà dire se il titolo sarà in grado di avvicinare i cento milioni di dollari finali. Per il regista, il film è un ideale collegamento tra operazioni mainstream come la saga di Ocean e le sue prove più autoriali: Contagion ha goduto di una larga distribuzione e sarebbe generoso prevedere una vita commerciale come quella di Erin Brockovich o un exploit sorprendente come quello di Traffic. Allo stesso tempo, i nomi del suo ricco cast hanno garantito una prestazione superiore a quella precedente The Informant! e a quella di un altro reduce veneziano come The American di Anton Corbijn, che l’anno scorso fece il suo debutto nello stesso momento e non andò oltre i tredici milioni. Se si fa l’eccezione di un altro boom di fine stagione come Rise of the Planet of the Apes, la classifica americana è piena di outsider che hanno cercato fortuna invano. Il basso budget ha permesso a rilasci della Weinstein come Apollo 18 e Our Idiot Brother di abbandonare la scena con un bottino soddisfacente, ma nessuno ha saputo mettersi al centro dell’attenzione per più di pochi giorni. Altre operazioni come Colombiana e Don’t Be Afraid of the Dark sono ancora alla ricerca del pareggio del bilancio: la produzione della FilmDistrict segna un passo indietro sia per Katie Holmes, che ha di nuovo mancato l’appuntamento con il pubblico, sia per l’emergente FilmDistrict, che non è riuscita a ripetersi sui livelli di Insidious. Alla fine, la vera rivelazione è fuori dalla classifica: il comico afroamericano Kevin Hart ha esordito al cinema con Laugh at My Pain e ha fatto registrare una media per sala altissima. Quest’anno mancherà il rituale appuntamento autunnale con Tyler Perry: il suo pubblico di riferimento si è dovuto accontentare in qualche modo…

 

 

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