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Nonostante tutti stessero con la penna in mano pronti ad aggiornare il libro dei primati, Breaking Dawn Part I ha avuto numeri da record ma non ne ha battuto nessuno, nemmeno quelli interni al franchise. Tuttavia, la saga di Twilight si è dimostrata di nuovo come l'unica erede di Harry Potter: i suoi fan valgono la mostruosa cifra worldwide di settecento milioni. Il suo arrivo ha distrutto le potenzialità di Happy Feet Two, che ha confermato le difficoltà della Warner nel mondo dell'animazione.

L’arrivo di Breaking Dawn Part I era uno di quegli eventi che spingono i cacciatori di primati a prendere la penna in mano con la speranza di qualche nuovo aggiornamento. A conti fatti, il nuovo episodio della saga di Twilight ha avuto numeri da record ma non ne ha battuto nessuno, neppure quelli limitati al suo franchise. Il primo giorno di distribuzione si è fermato a settantuno milioni di dollari e si è stabilizzato come il terzo di sempre dopo The Deathly Hallows ed Eclipse; il primo week-end ha fatto toccare i centoquaranta milioni, che hanno portato Breaking Dawn tra i cinque migliori esordi di tutti i tempi, ma pur sempre dietro a quello del terzo capitolo. I numeri hanno dato un verdetto chiaro: il marchio è stato in ascesa per tre anni e adesso ha trovato una sua collocazione finale. I fan di Twilight si sono finalmente raccolti tutti insieme e al momento della conta hanno fatto risuonare la cifra di settecento milioni di dollari worldwide. Dopo essersi imposti quasi a sorpresa nel 2008, i personaggi creati da Stephanie Meyer sono diventati i più affidabili eredi di Harry Potter e la Summit Entertainment è riuscita a trovare la chiave giusta per entrare nel mercato. Robert Pattinson e Kristen Stewart non hanno lasciato nessuno spazio all’avversario e hanno suonato la carica per il tentativo di rimonta del 2011: il distacco con l’anno precedente resta ancora ampio, ma il crollo degli incassi dello scorso Natale lascia la speranza per un riscatto in extremis. Finora, Breaking Dawn Part I è stata l’unica promessa mantenuta: la classifica ha ribadito la condanna sia verso la Dreamworks che verso Adam Sandler: Puss in Boots è precipitato e ha interrotto una lenta risalita nei confronti dei peggiori risultati della major; il popolare attore è incappato in un passo falso con Jack and Jill, che è molto al di sotto dei suoi standard abituali. Allo stesso modo, il ritorno dei pinguini di Happy Feet Two non ha ripetuto l’exploit del primo capitolo e ha confermato le difficoltà della Warner nel mondo dell’animazione. Clint Eastwood e il suo J. Edgar si stanno avvicinando alla quota prevista dei trenta milioni, che rappresenta lo zoccolo duro dei suoi affezionati spettatori. The Descendant è stato la rivelazione del week-end: si è presentato su trenta schermi e ha fatto segnare la media per sala più alta. La collaborazione con Alexander Payne ha fatto risollevare le quotazioni di George Clooney, che pochi mesi fa non aveva sfondato con The Ides of March.

 

 

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