Box Office USA
La great rush natalizia è alle porte e il calendario americano si è concesso una tregua per prepararsi ai blockbuster in uscita. La pausa ha fatto il gioco di Breaking Dawn Part I, che ha conservato il primato per la terza volta consecutiva e ha avvicinato i duecentocinquanta milioni di dollari totali. Nessun altro titolo ha retto il suo passo: The Muppets ha vinto la gara tra i grandi delusi e ha battuto di nuovo Hugo e Arthur Christmas: il personaggi di Jim Henson hanno trovato una nuova dimensione commerciale.
La great rush natalizia è alle porte e il calendario americano si è concesso la tradizionale tregua per preparare il terreno ai blockbuster in uscita. La pausa è servita soprattutto a Breaking Dawn Part I, che ha conservato la vetta per la terza volta consecutiva e ha incrementato il proprio bottino: il nuovo capitolo della sagadi Twilight è arrivato a duecentocinquanta milioni di dollari e ha onorato le attese del mercato. Le sue entrate sono in leggera flessione rispetto ai precedenti episodi ma le perdite sono state contenute rispetto al flop di altri sequel estivi come Cars 2 e Kung Fu Panda 2. I personaggi di Stephanie Meyer viaggiano verso un bottino internazionale superiore ai seicento milioni ed è un peccato che Hollywood debba piangerne la fine. L'intervallo non ha permesso alcun riscatto ai grandi delusi del week-end precedente: The Muppets ha recuperato in fretta le spese ma si è fermato intorno ai sessanta milioni e non riuscirà ad agguantare quella dei cento milioni. La Disney ha comunque surclassato i suoi rivali del momento e le marionette di Jim Henson hanno trovato una nuova dimensione commerciale: al contrario, il bilancio di Hugo e di Arthur Christmas è quello di un fallimento. Il team-up tra Sacha Baron Cohen e Martin Scorsese è ancora impantanato sotto i trenta milioni e la stessa sorte è toccata al kolossal d'animazione della Sony. Dopo le stentate avventure della Pixar e della Dreamworks, il genere dimostra delle evidenti difficoltà: anche la Warner Bros. è incappata nella disavventura di Happy Feet Two. Le cose non sono andate bene nemmeno per Adam Sandler, che ha perso la metà dei suo valore commerciale con Jack and Jill: dopo una serie ininterrotta di successi, la maledizione di Katie Holmes si è abbattuta anche su di lui. J. Edgar è uscito dalla classifica ma Clint Eastwood ha uguagliato i suoi standard e ha pareggiato le cifre di Hereafter ed Invictus: il clamoroso successo di Gran Torino è rimasto un caso isolato, ma il cineasta ha rafforzato la fedeltà minima del suo pubblico. The Descendants di Alexander Payne è ancora in crescita, ma non saprà trasformarsi in un outsider di lusso come era capitato l'anno scorso: la marcia di True Grit dei Coen e di The King's Speech con Colin Firth è un modello inaccessibile al suo passo.

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