VENEZIA 59 - Vite ricostruite: "Nacht" di Doris Dörrie e "B comme Béjart" di Marcel Schüpbach

L'opera della regista tedesca unisce quel presuntuoso intellettualismo europeo con la formula della commedia statunitense. Nel documentario sul coreografo, Béjart è presente ma non si rivela mai.

Il cinema europeo che guarda gli Stati Uniti. Nacht di Doris Dörrie (Concorso) e B comme Béjart di Marcel Schüpbach (Eventi speciali) sembrano riflettere rispettivamente le formule della commedia sentimentale e del documentario biografico.

Nacht ha come protagonisti tre coppie di amici: Emilia e Felix che al momento si sono separati perché il loro rapporto è in crisi da tempo. Dylan e Charlotte sono riusciti a far carriera ma non sono più felici come prima. Annette e Boris, pur sembrando la coppia più felice tra le tre, sembrano comunque inquieti. Il film della regista tedesca - che nel 1985 con Uomini ottenne uno dei più consistenti successi al box-office in Germania dal dopoguerra - unisce quel presuntuoso intellettualismo sociologico tipicamente europeo, con la struttura della commedia statunitense che si rifà alla formula Woody Allen filtrata attraverso il deprecabile Neil Labute di Amici & vicini. Didascalico nel presentare singolarmente la temperatura delle tre coppie, sovrabbondante nei dialoghi che portano la macchina da presa a insistere su volti che non rivelano la minima emozione del personaggio e soprattutto irritante nel mostrare le nevrosi collettive con quello sguardo fintamente ironico ma sempre così distaccato. Del resto, già le esperienze hollywoodiane della cineasta tedesca (tra cui una riduzione di un romanzo di Moravia intitolato Io & lui) hanno ulteriormente inquinato un cinema già piuttosto compiaciuto negli esordi, che si conquistava il pubblico facendogli credere di essere intelligente cogliendo l'ironia e la profondità della situazione della coppia moderna nella società di oggi. Nacht in effetti non è che la riproposizione stanca di quell'esibizione formale e narrativa delle sue opere più fortunate. Già il titolo, Nacht è ingannevole. Il "nudo" che propone la Dörrie avviene in un giochino dove gli uomini e le mogli si devono riconoscere toccandosi al buio. Strano erotismo, mai epidermico, mai erotico ma soltanto il segno di una voyer che guarda con intellettualismo snobistico i suoi personaggi, quasi divertendosi alle loro spalle.

B comme Béjart di Marcel Schüpbach è invece un documentario sul celebre coreografo Maurice Béjart. Sulle note iniziali del Bolero di Ravel vengono presentati frammenti del suo metodo, le prove e le esibizioni durante gli spettacoli, il lavoro sul movimento e sulla ricerca della luce. Dal film emergono però solo parti scomposte dell'attività coreografica di Béjart. Ciò che resta assente è soprattutto il processo di creazione e l'uomo Béjart, che sembra piuttosto riluttante a "spogliarsi" davanti alla macchina da presa (chissà come la Kopple avrebbe potuto "rivelare" Béjart) e si vede "veramente" e, solo parzialmente, durante i titoi di coda, dove si vedono immagini di Béjart giovanissimo che balla.

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