VENEZIA 59 - "Un viaggio chiamato amore", di Michele Placido (Concorso)

Il cinema di Placido resta sempre ingaggiato in se stesso, nel furente gioco di chi cerca di capire il mondo attraverso un'idea di passione e di impegno che non appartiene al suo tempo. "Un viaggio chiamato amore" e' insieme lieve di passioni allo stato puro e pesante di sensibilissima gravità emotiva; fragile di ingenuità e forte di certezze.

Dall'amore perduto nella confusione degli anni '50 nella meridionale culla, a quello trovato nel vento della poesia e della follia sull'onda del passionale carteggio che, nella seconda metà degli Anni '10, unì la scrittrice femminista Sibilla Aleramo e il poeta Dino Campana. Dalla febbre di una passione ideologica che si legava ai motivi della povera gente, alla febbre di una passione esclusivamente sentimentale che si fa soffocare dall'impossibilità di stare nel mondo (chiamatela pure follia) di un poeta che non accettava il gioco.

Le coordinate cambiano, ma il cinema di Michele Placido resta sempre quello, ingaggiato soprattutto in se stesso, nel furente gioco di un autore che cerca di capire il mondo attraverso un'idea di passione e di impegno che non appartiene al suo tempo.

Un viaggio chiamato amore"- offerto al Concorso Ufficiale di questa 59.ma Mostra del Cinema di Venezia - viaggia sull'onda di un carteggio e si scontra con la realtà di una realzione tanto profonda quanto impossibile da vivere; nasce dalle parole scritte sulla carta da lettera che circolò abbondante tra Sibilla Aleramo e Dino Campana nel biennio '16-'18 e muore nel fragore della follia del poeta, che duplica la sofferenza già esperita privatamente dalla scrittrice e brucia ogni possibilità per quella ideale felicità che chiamiamo innamoramento.

Il tema resta sempre l'inanità dello sforzo di affidare al mondo la passione di una idealità da trasformare in atti reali, e trova nella figura di Sibilla Aleramo una sacerdotessa dei sentimenti che credono di poter cambiare la realtà, e in quella di Dino Campana un vate del delirio che esplode di fronte all'inanità di tale sforzo...

Un viaggio chiamato amore giunge come ogni lavoro di Michele Placido: allo stesso tempo lieve di passioni allo stato puro e pesante di sensibilissima gravità emotiva; fragile di ingenuità (la più imperdonabile delle quali è l'essersi affidato a Stefano Accorsi per il difficilissimo ruolo di Dino Campana...) e forte di certezze (prima fra tutte la qualità altamente cinematografica di un regista che fa "film" e non "prodotti cinematografici"...).

In definitiva, un film potente nella sua capacità di incedere simbioticamente, di pari passo con la forza di una storia d'amore radicale e impossibile. E fragile nella sua necessaria dispersione, tra accensioni orfiche e vie di fuga letterarie...

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

BERLINALE 62: La neve apre il Festival
Come 2 anni fa
Luck di Michael Mann, al via la seconda stagione
10 nuovi episodi, in prima visione da gennaio 2013
A Simple Life in sala l'8 marzo
Il film di Ann Hui in concorso a Venezia 68 finalmente in sala
Tom Hanks e Catherine Keener per Paul Greengrass
Nel nuovo thriller Captain Phillips
Debutto USA per Joachim Trier
Il regista scandinavo prepara Louder Than Bombs
Isabelle Huppert e Hong Sang-Soo: In Another Country
La prima foto, il film forse a Cannes
John Lee Hancock adatta Grisham
Ennesima trasposizione di un legal thriller dello scrittore
In partenza il FilmForum Festival
Tra gli ospiti Dominic Gagnon
BERLINALE 62: "Les adieux à la reine" per la serata d'apertura
Domani alle 19.30 al Berlinale Palast
'Corpo celeste' vince l'Ingmar Bergman International Debut Award
La principale rassegna cinematografica dei paesi scandinavi a Goteborg
Oscar: dal 2013 addio Kodak Theatre
 La Kodak ha dichiarato bancarotta.
Cruise presentatore degli Academy Awards
Al Kodak Theatre il 26 febbraio
Presentazione del Box Cassavetes
Martedì 7 Febbraio alla Casa del Cinema
E' morto Bill Hinzman, il primo morto-vivente del cinema
Lo ''zombie del cimitero'' nella sequenza iniziale del film di Romero
Corso Salani racconta Nichi Vendola
mercoledì 8 febbraio proiezione di C'è un posto in Italia
Sentieri Selvaggi presenta i suoi corsi primaverili
Venerdì 10 febbraio, ore 19,30 in Via Carlo Botta 19
No Google per i Brangelina
I figli non posso "googlare" i genitori
I 60 anni di Vasco su "Film Tv"
Alexander Payne, Glenn Close e Berlinale
La neve blocca Muller
Rimandato il cda del Festival di Roma per decidere la nomina
Molte novità Minerva-Rarovideo in DVD
Scorsese, Cassavetes, Ferrara, Loach
Omaggio a Ben Gazzara
Il Salento Finibus Terrae omaggia l'attore scomparso
Operazione Paura a Serravezza
Dal 24 al 27 maggio, il primo festival finanziato con il crowdfunding
Doodle Truffaut
 Per gli 80 anni della nascita del cineasta
MacLaine in "Downton Abbey"
L'attrice sarà Martha Levinson
Tributo a Dario Argento
Hollywood omaggia il regista con una retrospettiva