LETTE E...RIVISTE - le riviste di cinema da tutto il mondo (luglio-agosto 2005)
Questa estate sguardo su: "Filmaker", "Studio", "Film Comment", "If", "Première", "Scr(i)pt", "American Cinematographer" e "Indipendent Film and Video Monthly".
La scena rap di Memphis e il suo spirito creativo sono protagonisti di Hustle and flow, vincitore dell'Audience Award all'ultimo Sundence. Al suo sceneggiatore e regista, Craig Brewer, dedica la copertina estiva Filmmaker, che resta in ambito Sundance anche con Forty Shades of Blue (premio della giuria) di Ira Sachs e Murderball della coppia Henry Alex Rubin and Dana Adam Shapiro, viaggio nel cuore violento del quad rugby (i cui giocatori sono costretti a stare su sedia a rotelle), dalle lotte delle Paraolimpiadi alla vita fuori dal campo. Dopo l'annuale elenco dei 25 volti nuovi dell'independent cinema, il quadrimestrale si sofferma sui lavori usciti dalle celebri lezioni di cinema di Manny Farber.
Più di un decennio è passato, ma resta pruriginoso l'interesse intorno a Basic instinct, alla cui protagonista Sharon Stone Studio dedica la copertina di luglio, dove promette "istanti d'eternità" grazie alle "rivelazioni" della bionda interprete di Catherine Tramell. Senza abbandonare il fronte hollywoodiano, il mensile francese si butta poi sulla "guerra dei nervi" che l'ufologo La guerra dei mondi e il presunto galeotto Mr. & Mrs. Smith avrebbero scatenato contro lo spettatore estivo. Sempre USA, ma meno Hollywood, per l'intervista condotta da Isabelle Huppert a Michael Cimino, celebrato anche da una retrospettiva al Paris Cinéma. Ancora Isabelle Huppert, questa volta nei suoi panni d'attrice, nell'articolo su Le retour, adattamento di una novella di Conrad operato da Patrice Chéreau.
"Long ago tomorrow!" strilla la copertina di Film Comment luglio-agosto, un omaggio alla nostalgia: da 2046 (Zhang Ziyi in copertina) alle interpretazioni di Françoise Dorléac (La calda amante, L'uomo di Rio); dai Broken flowers di Jim Jarmush agli Happy endings di Don Roos ai Last days di Gus Van Sant. I festival coperti sono Cannes e Tribeca. E ancora una volta si torna, con l'articolo "Olaf's world", sul cinema della Nigeria, nazione più popolosa dell'Africa e fucina - la chiamano Nollywood - di una più che mai prolifica industria di video-cinema, tanto amatoriale quanto esuberante. Per la sezione "Film Comment selects" - film selezionati, proiettati presso il Lincoln Center ma ancora affamati di distributore- si parla di Police beat, viaggio caotico, ipnotico e onirico a bordo della bicicletta di un poliziotto musulmano e african-american lungo le strade di Seattle e della musica di Satie e Aphex Twin.
http://www.filmlinc.com/fcm/fcm.htm
A scuotere le pubblicazioni sul perché delle sue (vere o presunte) "crisi" non è solo il cinema italiano, consoliamoci: anche il professionalissimo e impegnatissimo If, nel numero di agosto, interroga se stesso e una serie di pezzi grossi australiani sulle defaillances dell'industria locale. La copertina ospita invece il regista Rowan Woods, alla seconda prova con Little fish, che vede nel cast anche la conterranea Cate Blanchett. Tra i professionisti intervistati, il direttore della fotografia Rob Cohen, di ritorno in Australia per la prima volta dopo la collaborazione con Phillip Noyce per Ore dieci, calma piatta, Mark Wexler, figlio del premio oscar alla fotografia Haskell Wexler e autore del documentario Tell me who you are e con la coppia Sarah Watt Justine Clarke, rispettivamente autrice e attore del film d'animazione Look both ways.
www.if.com.au
Vent'anni di Johnny Depp (e venti ragioni per amarlo, elencate dalla fortunata compagna Vanessa Paradis): il francese Première festeggia quattro fortunati lustri sullo schermo del piratesco ed eclettico attore americano con residenza nel Sud della Francia. A margine, anche una noticina sulla Fabbrica di cioccolato di Tim Burton, che ancora una volta ha scelto Depp come protagonista. Si parla ancora di numeri e anni con i 12 mesi nella vita di Emmanuel Carrère, come promette l'articolo dedicato al regista di La moustache. Si passa poi al "jackpot" delle attrici che fanno impennare le vendite al botteghino francese: Audrey Tautou, Mathiled Seigner e Catherine Frot. Un tuffo nello star system che precede quello nella fantascienza, o meglio dell'ufologia: preso lo spunto da La guerra dei mondi, è il momento della top 20 dei migliori film di tutti i tempi sulle invasioni extraterrestri.
Finita l'epoca dei (e delle) wedding planner, Scr(i)pt celebra in copertina i wedding crashers Owen Wilson and Vince Vaughn, e intervista Steve Faber e Bob Fisher, gli sceneggiatori di questa commedia sfondo romantico. Molto meno romantico, invece, lo scenario di Pretty persuasion, storia di una quindicenne brillante ma alle prese con madre assente, padre mostruoso e una brusca irruzione del sesso nella sua vita: l'autore Skander Halim spiega come ha cercato di aggirare gli ostacoli nello scrivere le scene più risqué.
La rubrica ad alto tasso di pragmatismo "who you know" incontra Eric Robinson, direttore di produzione e sviluppo della Miramax, e non sono da meno "sette step per trovarsi un manager" e "è possibile comprare l'accesso all'industria?". Mentre questo mese i consigli di artigianato sono dedicati alle "cose da ragazzi": come scrivere sceneggiature per il mercato familiare.
Johnny Depp in versione cioccolataio continua ad occupare parecchie copertine. Tra queste, quella di American Cinematographer, pubblicazione dell'American Society of Cinematographers (ASC) prodiga anche nella versione sul web di foto sgargianti e talvolta inquietanti, nello stile di Burton. Uno sguardo al blockbuster non lo si nega mai ed ecco quindi La guerra dei mondi e Mr. and Mrs. Smith, mentre alcuni dei dvd recensiti vengono decisamente dal passato e non cavalcano onde di botteghino: White Heat (La furia umana, 1949), con un James Cagney che sigla il ciclo, ormai retaggio del decennio precedente, del gangster movie e Laura (Vertigine, 1944) di Otto Preminger, il cui fascino feticista è esaltato, secondo la rivista, dall'eleganza della versione per il mercato dell'home video. Come nel programma del mensile, non manca nemmeno uno sguardo al digitale, in agosto focalizzato sul digital intermidiate (DI). Sempre nella versione online, disponibile anche l'intervista a Don McCuaig, per la serie "brevi incontri con i membri di ASC.
www.theasc.com/magazine/index.htm
Il cinema indiano, quello "nuovo nuovo", cioè quello che sta "dietro Bollywood" come promette il titolo del pezzo, apre la serie d'articoli che Independent Film and Video Monthly dedica questo mese al cinema dal mondo. Segue un incontro con il "padrino" dei documentari BBC, Nick Fraser: 57 anni, la possibilità di finanziare dozzine di lavori l'anno, l'ambizione di mettere in scena lavori visti come "estremi" purché validi, è famoso per le serie Storyville. Il botta-e-risposta del mese è con l'attrice Bia Ling, che dopo un debutto a fianco di Richard Gere e piccole parti in She hate me e Sky captain and the world of tomorrow è protagonista di un film "piccolo e gentile", The beautiful country. Intensivo e intenso: Michele Stephenson racconta l'esperienza del workshop in cui ha riunito cinque attivisti dei diritti civili da diversi angoli del mondo. Ognuno è stato equipaggiato di telecamera e, soprattutto, coinvolto nell'insegnamento di filmmaking sociale a cui la Stephenson, haitiana, ex avvocato nel campo dei diritti civili e neo-fondatrice di una sua casa di produzione (www.radafilm.com), si dedica da anni.
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