Lette e...riviste - "Ho sempre creduto ciecamente nella fortuna": intervista esclusiva a Woody Allen

Making "Match Point": il regista racconta a "Total Film" i segreti della sua ultima, atipica pellicola. Tra sceneggiature occultate, casting istantanei e anticipazioni sul suo prossimo film

Non tutto è sotto controllo, dice l'ultimo Woody Allen. Così il regista descrive Match Point, la sua ultima fatica in uscita in questi giorni in Italia: la scelta della location londinese e i rapporti con le produzioni americane, il suo giudizio sugli attori protagonisti, la fortuna...e Scoop, il nuovo film in arrivo nel 2007

Total Film: Le tue sceneggiature non vedono molto la luce prima dell'inizio delle riprese...
Woody Allen: E' vero, evito di farle leggere. E' questo uno dei motivi per cui ho girato Match Point in Inghilterra: negli Stati Uniti gli studios sono felici di produrre i miei film, ma vogliono leggere prima tutta la sceneggiatura, sapere di che si tratta...vogliono entrarci, dare input, e io non lavoro così. Non è una questione di ego o di nevrosi...è proprio che non ci riesco. Ho realizzato Match Point in Inghilterra proprio perché potevo ottenere i finanziamenti per la produzione senza che nessuno mi facesse domande.  

TF: E' vero che gli attori hanno a disposizione la sceneggiatura per non più di due ore?
Allen: Non mi piace che gli studios o i produttori leggano le mie sceneggiature perché non lo fanno per loro interesse, ma perché vogliono darti consigli. E come loro non mi chiederebbero certo di negoziare i loro contratti o i loro affari, io non posso fidarmi della loro competenza nel giudicare la struttura di una sceneggiatura, o i dialoghi, o i personaggi. Per quanto riguarda invece il cast, se l'attore ha un ruolo di primo piano - come Scarlett o Jonathan - legge l'intera sceneggiatura. Ma se un attore deve lavorare per pochi giorni, se appare in tre pagine, non ha bisogno di leggersene 120 di copione...in questo non ho mai avuto problemi con nessuno dei miei attori. 

TF: Perché hai scelto Scarlett Johannson e cosa pensi di lei come attrice?
Allen: Domanda interessante. Il fatto è che, all'inizio, avevo l'impressione che avremmo dovuto usare un cast interamente britannico...di fatto, la scelta è caduta in gran parte su attori inglesi. Avevo scelto Kate Winslet come protagonista, ma poco prima dell'inizio delle riprese lei mi chiamò dicendo che aveva appena finito di girare un film: era esausta e aveva bisogno di stare con suo figlio, nato da poco. Ho compreso la situazione e ho ricominciato. Potevo scegliere un'attrice americana, e nella lista c'era il nome di Scarlett. L'avevo vista in Lost in traslation e Ghost World e pensavo che fosse - oltre che bellissima e sexy - un'attrice fantastica, davvero interessante sullo schermo. Ho sentito, come molte altre persone, che lei era una nuova, autentica star del cinema: buca lo schermo e non lo fa in modo superficiale, ha una grande profondità. Le ho mandato la sceneggiatura il venerdi sera, e la domenica era già dentro Match Point.

TF: E' arrivata direttamente sul set?
Allen: Sì. La prima scena che ho girato con lei era di mattina presto. Aveva volato tutta la notte dagli Stati Uniti, non avevamo avuto modo di parlare: è arrivata e ha girato la scena nel pub con Jonathan Rhys Meyers. E' una scena molto difficile e lei ha lavorato al meglio, con una grazia e una bellezza straordinarie: lì ho capito che la mia fiducia era ben riposta...volevo qualcuno che fosse davvero sexy, perché il pubblico capisse la passione immediata e totale che Jonathan prova da subito per lei. Dovevano essere una coppia bollente.

 

TF: Il personaggio di J.R. Meyers ha dell'immorale, ma sembra che il pubblico sia spinto a fare il tifo per lui...
Allen: Questo dipende strettamente dalla scelta dell'attore. Jonathan Rhys Meyers ha un fascino naturale, magnetico, è dolce, tormentato: è facile provare empatia nei suoi confronti. Ha una personalità carismatica, ti tira dentro la sua storia. Non riesci a detestarlo come se fosse, mettiamo, Robert De Niro o Jack Nicholson - che sono attori dalla personalità molto più "dura". Così in qualche modo lo spettatore simpatizza con Jonathan, comprende la sua sofferenza anche se la situazione rappresentata è abbastanza terribile.

TF: Il messaggio del film sembra essere: non importa quanto ti impegni in qualcosa, c'è sempre un elemento che sfugge al tuo controllo. E' così?
Allen: Esatto, è proprio la mia filosofia. Ho sempre creduto ciecamente nella fortuna. Penso che dovremmo ammettere il ruolo enorme che la fortuna - o il caso - gioca nella nostra vita: perché significa che la maggior parte della nostra esistenza non è sotto il nostro controllo. Senti continuamente gente dire: "Sono io l'artefice del mio destino" e lavorare duro - è ovvio - è molto importante. Ma alla fine devi avere un sacco di fortuna: nelle relazioni, nella carriera, con la salute...e ci sono milioni di modi e di motivi per cui tutto quello che fai - impegnarti, sgobbare, migliorare, pregare - può all'improvviso perdere di senso, non portare da nessuna parte. [...]

TF: E tu ti senti fortunato?
Allen: Sono stato molto fortunato, non c'è dubbio. Prima di tutto, sono nato con un certo talento: ed è stata una salvezza, perché ero uno studente senza un soldo e, senza il talento, non so cosa avrei combinato nella mia vita. I miei genitori hanno vissuto a lungo e in salute. Quando ho iniziato, la critica ha deciso di sorvolare sui miei molti errori e di enfatizzare ciò che facevo di buono. Davvero, nient'altro che fortuna. Penso che potrei uscire da questa stanza e cadere a terra stecchito...ma mi sento bene - faccio sport tutti i giorni, mangio in modo intelligente, vado a letto presto, sto attento alla mia salute. Così potrò fare film finchè la gente avrà voglia di vederli...

TF: Gli attori dicono che i tuoi casting sono brevissimi e superficiali. Ti fidi della prima impressione?
Allen: Il fatto è che non sono una persona socievole, non mi piace molto incontrare la gente...e con gli attori è ancora più complicato. Arrivano, vogliono piacerti e ottenere la parte; ne incontro sei e solo uno sarà scelto. Per questo in genere seleziono il cast basandomi molto su film e video, e quando trovo qualcuno che mi interessa, lo incontro dal vivo...ma giusto per essere certo che quell'attore è davvero come io penso che sia. Dico sempre loro che mi limiterò a salutarli, e di non pensare che la brevità del provino significhi qualcosa o abbia del personale...

TF: E limitarsi a salutarli è sufficiente?
Allen: Sì, perché li ho già studiati sullo schermo. Funziona quasi sempre. Prima o poi prenderò una cantonata...sceglierò qualcuno che non funzionerà nella parte. Allora dovrò lavorare con l'attore oppure - Dio mi perdoni - sostituirlo. Speri sempre che niente di tutto questo succeda!

TF: Parlaci di Scoop, il tuo nuovo film...
Allen: E' ambientato a Londra. E' un film "giornalistico", anche se la storia non è strettamente legata a questo. Scarlett Johansson interpreta una reporter in vacanza a Londra, in estate. Io sono il prestigiatore di un piccolo vaudeville, uno spettacolo di varietà da quatto soldi. Hugh Jackman è un aristocratico che si innamora di Scarlett, Ian McShane è un giornalista. E' una storia che combina amore e mistero - e la voglio divertente, e Scarlett lo è. Se non funziona, me lo direte l'anno prossimo...

"Exclusive interview with Woody Allen" di Jenny Cooney - da Total Film, gennaio 2006
www.totalfilm.com/features/exclusive_interview_with_woody_allen

traduzione di Annarita Guidi

Total Film si presenta come una delle riviste di cinema britanniche più informative: vuole divertire e intrattenere (e non mancano quiz e concorsi per i lettori), ma soprattutto fornire al suo pubblico dati, news e informazioni sicure, complete e aggiornate per guidarlo nel mondo del cinema, tra le uscite nelle sale e quelle in DVD. Il mensile spazia dai blockbuster hollywoodiani al cinema indipendente, puntando soprattutto alle esclusive e alle anticipazioni, alle curiosità, alle pellicole più attese - uno spazio ampio è dedicato ai Future Films - e ai personaggi più difficilmente raggiungibili. Oltre ad una sezione Home Entertainment, Total Film segue con molta attenzione festival e manifestazioni, così come le uscite di libri, album e videogiochi legati all'universo cinema. Sul sito della rivista, sempre aggiornato, è possibile abbonarsi e consultare l'archivio on-line. (a.g.)

 

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