LETTE E... RIVISTE - Le riviste di cinema da tutto il mondo (novembre 2006)
Questo mese sguardo su "Premiere", "FilmMaker", "El Amante", "Cinefex", "Sight and sound", "Film Journal"

La rivista francese Premiere festeggia trent'anni con un rinnovato sito web e una copertina che vede l'attore Alain Chabat (che vedremo in L'arte del sogno di Gondry) cimentarsi nella parodia di Uma Thurman in Pulp Fiction. All'interno, tra i protagonisti troviamo Frédéric Schoendoerffer che in un'intervista parla della sua passione per i B-movie e del suo prossimo film, Truands: il regista di Scènes de crimes e Agents secrets promette sangue, azione e gangsters in una sintesi di realismo e violenza che la rivista annuncia come l'evento del 2007. E' invece imminente (22 novembre) l'uscita in Francia di Casino Royale: Premiere conta alla rovescia dedicando uno spazio speciale ad ogni puntata della saga del 'mitico' 007. Altra pellicola d'azione - centrata su omicidi e 'resurrezioni' - su cui si punta questo mese è il 'pop corn movie à la française' Ne le dis à personne, secondo lungometraggio del regista e attore Guillaume Canet (Mon idol) a cui è dedicato un vero e proprio dossier, con interviste all'autore e agli interpreti, tra cui Gilles Lellouche (Amami se hai coraggio), Françoise Cluzet (French kiss, Chocolat) e Kristin Scott Thomas (Luna di fiele, Gosford Park).

L'istinto materno ha un che di inquietante nell'interpretazione di Kate Winslet in Little Children, il film di Todd Field che dopo In the bedroom torna a scandagliare la paranoia della vita contemporanea e i risvolti inattesi e pericolosi della superficie quotidiana e familiare. E' invece l'autocoscienza, il viaggio interiore il tema centrale dell'intervista di FilmMaker a Kelly Reichardt per la sua nuova pellicola, Old Joy: due amici d'infanzia (Will Oldham e il Daniel London di Minority Report), paesaggi dell'Oregon, battaglie dello spirito in una storia minimale sull'alienazione e l'atomizzazione dell'uomo nell'era di Bush. Altro tema protagonista di questa issue è il sesso, al centro di un'opera prima - Wild tigers I have known di Cam Archer, adolescenti, esplorazioni e ricerca dell'approvazione sociale - e di una seconda - Shortbus di John Cameron Mitchell, che sceglie di rappresentare i luoghi in cui le tensioni personali e interpersonali evaporano o esplodono attraverso nuove esperienze e nuove condivisioni...

Il nuovo numero del magazine argentino El Amante è ricco di interviste: si inizia con Lisandro Alonso (La libertad, Los Muertos, Fantasma) e si prosegue con Juan Villegas (Sábado, Los suicidas) e con Mariano Cohn e Gastón Duprat, sceneggiatori e registi di Yo Presidente, pellicola che fondendo documentario e commedia racconta la successione dei presidenti argentini dal 1983 a oggi. Un film che forse farà discutere, così come due pellicole per le quali El Amante approfondisce il dibattito e i punti di vista discordanti: da una parte Mientras Tanto di Diego Lerman (presentato alle Giornate degli Autori dell'ultima edizione del Festival di Venezia), dall'altra Transamerica di Duncan Tucker, in mezzo l'incontro tra sguardo ironico/leggero e disagi esistenziali multipli. Tra i film in primo piano il dramma del regista messicano Emilio Maillé, Rosario Tijeraz, interpretato magistralmente da Flora Martínez; la commedia Una pareja perfecta dello spagnolo Francisco Betriú; Carlos Sorin (Piccole storie, Bonbón - El perro) e la sua ultima fatica, El camino de San Diego (storia di un giovane fan di Maradona e del suo viaggio a piedi, con una scultura sulle spalle, iniziato per incontrare l'idolo e che si rivelerà costellato di sorprese), presentata di recente al Festival di San Sebastian.

Lost in tentacles! E' un mostro marino/mutante l'ultima frontiera di motion capture e animazione CG i cui segreti sono svelati nel nuovo Cinefex da John Knoll, supervisore degli effetti speciali per Pirati dei caraibi - La maledizione del forziere fantasma, che dopo essere stato nominato all'Oscar per la prima puntata della saga, torna a lavorare con il regista Gore Verbinski affiancato dall'artista concettuale Mark 'Crash' McCreery, ideatore delle creature di Van Helsing e The Village. Un realismo fotografico impuro, granuloso, è invece il segno dominante dell'ultimo film di Clint Eastwood, Flags of our fathers (girato per la maggior parte in Islanda), sul quale interviene Michael Owens per raccontare la sfida di ricostruire la battaglia di Iwo Jima e la New York degli anni Quaranta. Non possono poi mancare le ricostruzioni/simulazioni di Oliver Stone in World Trade Center, le evocazioni di mitiche creature per Lady in the water di Shyamalan, lo sguardo inedito e unico - fusione di realismo e animazione - di Richard Linklater in A scanner darkly e gli attraversamenti temporali di Darren Aronofsky e del suo The Fountain.

Un Martin Scorsese assorto apre l'ultima issue del mensile britannico Sight and Sound. In primo piano The departed e l'intervista esclusiva con il regista newyorkese, che parla della sua ossessione diadica - underworld, religione - e del suo prossimo film: dopo il (quasi) remake di Infernal affairs, Scorsese si cimenterà infatti - insieme allo sceneggiatore Jay Cocks (L'età dell'innocenza, Gangs of New York, Strange days) e all'attore Javier Bardem (Prosciutto prosciutto, Carne tremula, Collateral, Mare dentro) - con l'adattamento del romanzo giapponese 'Silence' (di Shusako Endu), la storia di due preti gesuiti che, viaggiando attraverso il Giappone del diciassettesimo secolo, assistono alla persecuzione dei cristiani operata dal governo per eliminare dall'Impero ogni possibile influenza occidentale. Spazio poi ai film del The Times BFI 50 London Film Festival e a Sofia Coppola, che la rivista immortala in un ritratto parallelo a quello realizzato dalla stessa regista con la sua ultima pellicola: Marie Antoinette.

Denzel Washington guadagna la copertina di Film Journal dopo la sua interpretazione in Deja Vu, il 'thriller romantico' che Tony Scott (Domino, Spy game, Nemico pubblico) ha appena finito di girare: la storia di un agente che torna indietro nel tempo per impedire l'omicidio di una donna, ma che nel frattempo si innamora di lei... Dalla fantascienza alla realtà, da una star all'altra: il regista Richard LaGravenese (sceneggiatore de I ponti di Madison County e La leggenda del re pescatore) dirige Hillary Swank in Freedom writers, fotografando un'insegnante che lotta contro il nichilismo dei suoi giovani studenti 'a rischio'. E dalla realtà all'animazione: George Miller ancora canticchia la colonna sonora mentre racconta il suo Happy Feet, musical ambientato al Polo e animato da uno stuolo di pazzi pinguini... e per finire 'in bellezza' ecco l'horror americano che per incassi è secondo solo a Scream: tornano l'enigmista Tobin Bell e le sue varie atrocità con Saw III, diretto (come il primo sequel) da Darren Lynn Bousman.
www.filmjournal.com/filmjournal/index.jsp
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