LETTE E...RIVISTE - Le riviste di cinema da tutto il mondo (aprile 2007)
Questo mese sguardo su FilmKrant, Creative Screenwriting, Vertigo Magazine, Cineaste, Studio Magazine, Scr(i)pt

L'onda lunga di Inland Empire: il mensile olandese FilmKrant dedica la copertina del numero di aprile alla magnifica coppia Lynch/Dern, mentre all'interno trovano spazio 'The air is on fire' (la mostra di Lynch alla Fondazione Cartier di Parigi), un'intervista al regista americano e 'Catching the big fish - Meditation, consciousness and creativity', il nuovo libro di Lynch edito da Penguin Books - dedicati ai benefici che la meditazione regala alla creatività, gli scritti del regista offrono una inedita vista sul suo 'metodo'. Interviste a due giovani: il francese Joachim Lafosse, regista di Nue Propriété, e lo spagnolo Rafa Cortés, che racconta la sua opera prima - il thriller psicologico Yo, e a seguire uno sguardo ai 'nuovi messicani' (Iñarritu, Del Toro e Cuarón), per chiudere poi con un approfondimento sull'ultimo Tsai Ming-liang, I don't want to sleep alone. Aprile è anche un mese ricco di Festival per l'Olanda: dai Filmmuseum Biennale, Fantastic Film Festival, Netherlands Transgender Film Festival (Amsterdam) al Latin American Film Festival (Utrecht), all'Arab Film Festival (Rotterdam).

Dritti dentro Grindhouse! Su Creative Screenwriting, il bimestrale di Los Angeles dedicato alla sceneggiatura, Quentin Tarantino ci guida alla scoperta del crimine anni Settanta. Il regista racconta Death Proof, il 'car-chase movie' con cui spiega ai lettori come e perché amare i film di serie B e le gioie della scrittura veloce. Come sempre, non mancano i consigli agli scrittori, e questo numero è di particolare interesse - con interventi di esperti e una panoramica su workshop, master, corsi e scuole - per gli sceneggiatori che intendono fare il salto dalla tastiera alla macchina da presa. Nello spazio 'Why I write' stavolta prende la parola Douglas Copland, sceneggiatore per il cinema (con la commedia Everything's gone green, diretta da Paul Fox) e per la Tv, con la imminente serie fantascientifica 'Extinction Event'. E su Zodiac interviene James Vanderbilt (Darkness Falls, The Rundown), raccontando come ha trasformato il caso insoluto di un serial killer nel prossimo thriller diretto da David Fincher e interpretato da Jake Gyllenhaal e Robert Downey Jr., in uscita in Italia a maggio.

Pictures from the floating world: Moving Image Japan è il tema del nuovo numero di Vertigo Magazine, dedicato al cinema indipendente giapponese. Il semestrale inglese apre con i registi Kiyoshi Kurosawa e Tetsuaki Matsue e regala 'Cinemanga', un libro di Takeshi Kitano. Per questo mese è prevista inoltre l'uscita di 'Tokio Slaughterhouse', il secondo romanzo della trilogia di Stephen Barber, attivista contro-culturale e storico dell'underground; altro protagonista della issue è un regista poco noto al di fuori del circuito dei festival, Ryuichi Hiroki - alcuni dei suoi film, come Vibrator e Tokyo Trash Baby, sono finalmente disponibili in DVD con sottotitoli in inglese (la rivista segnala www.yesasia.com e www.kino.com). E ancora, il 'veterano della regia' Koji Wakamatsu racconta in un diario il suo ritorno al furore degli anni Sessanta e Settanta, direttamente dal set del suo prossimo film, The Red Army, dedicato ai fatti di Asama Lodge e in uscita quest'anno in Giappone.

Molti i grandi nomi per le interviste di questa primavera: Cineaste incontra Cate Blanchett, che racconta le sue più recenti caratterizzazioni - la donna misteriosa di The good German e la distruttiva insegnante di Notes on a scandal, e difende il film di Richard Eyre dalle accuse di misoginia. Intervengono poi Ken Loach e Paul Laverty (alla loro quinta collaborazione), sulla 'correzione dei falsi storici' (e le puntuali reazioni della stampa britannica) in The wind that shakes the barley. 'One country, two systems': Hong Kong vista con gli occhi di Johnnie To, che si sofferma sull'uso della violenza nella trilogia di Election e in Exiled. Al centro degli approfondimenti della rivista americana ci sono inoltre il cinema di Michael Haneke, soprattutto quello degli inizi - studi su normalità, alienazione e follia come The Seventh Continent, Benny's Video, Funny games - e il provocatorio gioco tra vero e falso di Peter Watkins (The war game, Punishment Park, Privilege).

Il mensile francese Studio Magazine festeggia i suoi primi vent'anni. Al portfolio e al fotoalbum che raccontano la sua storia, per questo anniversario la rivista ha un testimonial d'eccezione: Steven Spielberg, che a sua volta riflette sugli ultimi due decenni della sua carriera. Tra gli incontri, si segnalano l'intervista-verità all'attore francese Richard Anconina, che dopo film come Una vita non basta, Une pierre dans la bouche e Gangsters torna al cinema con la commedia Dans les cordes, opera prima di Magaly Richard-Serrano; i commenti di Emanuele Crialese alle foto di scena di Nuovomondo; e il cinema di Claude Berri (Ensemble, c'est tout) raccontato attraverso i suoi dieci film più importanti. Il magazine si sposta poi con un dossier sull'immagine cinematografica del killer, mentre la pellicola di questo mese è Whatever Lola wants di Nabil Ayouch - da New York all'Egitto, l'incontro tra culture sospinto dalla danza.

Il maestro Craven sorride dalla copertina del californiano Scr(i)pt, e promette divertimenti per mezzanotte...Ai lettori che hanno amato la sintesi di horror/commedia di Shaun of the dead, il bimestrale propone dieci domande al regista e sceneggiatore Edgar Wright (realizzatore del fake trailer di Grindhouse), che è tornato al cinema con la action comedy Hot Fuzz. A proposito di opere prime d'eccezione, Fernley Philips racconta come la sua primissima sceneggiatura si sia trasformata in un film diretto da Joel Schumacher e interpretato da Jim Carrey - The number 23, mentre lo spazio 'leggende' questa volta è dedicato a Robert Towne, che con i suoi lavori ha dato non poco lustro al mestiere di sceneggiatore dalle parti di Hollywood. Quattro scrittori intervengono poi sui vantaggi della blogosphere - come sfruttare al meglio i blog per le proprie sceneggiature; Stephanie Allain, produttrice di Hustle&Flow, discute la sua prossima collaborazione con il regista e sceneggiatore Craig Brewer: Black Snake Moan, una storia di redenzione, blues e Sud interpretata da Samuel L. Jackson e Christina Ricci.
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