Lette e...riviste - Le riviste di cinema da tutto il mondo (maggio 2007)
Questo mese sguardo su "Total Film", "Film", "FilmEcho/Filmwoche", "Asian Cult Cinema", "FilmMaker", "Asian Cult Cinema"

'I peccati di SpiderMan' titola il prossimo TotalFilm: e la copertina del mensile inglese non poteva che essere dedicata al protagonista del terzo appuntamento, diretto da Sam Raimi, con il supereroe disegnato da Stan Lee e Steve Ditko per Marvel. Greg McLean, il regista australiano di Wolf Creek, annuncia Rogue, in uscita ad ottobre negli Stati Uniti: ancora thriller/horror, questa volta a base di coccodrilli affamati...Gli altri protagonisti di questo numero sono Edward Norton, Christina Ricci e Warren Beatty, che dopo svariate nomination all'Oscar si ritrova in lizza per il ruolo di Nixon nel prossimo progetto di Ron Howard. E ancora, Gillian Anderson parla di Straightheads, la pellicola che la vede protagonista accanto a Danny Dyer (Severance) di uno scontro tra middle-class e gang diretto da Dan Reed (Shooters); e Shane Meadows (Once Upon a time in the Midlands, Dead Man's shoes), che con This is England racconta la storia - in buona parte autobiografica - di formazione di un ragazzo dell'Inghilterra anni Ottanta, tra il fascino delle gangs, le risse e gli incontri con gli skinheads. La risposta britannica a Martin Scorsese?

Film, il mensile tedesco distribuito dalla Epd, riesce ad essere informativo e critico allo stesso tempo. A fianco delle rubriche già rodate, che offrono ai più curiosi una panoramica sulle nuove uscite in sala e in dvd, si fanno strada una seria di approfondimenti dedicati ad argomenti diversi. Il numero di maggio esplora l'Oriente e fa visita ad eroi ed eroine protagoniste di un cinema che da sempre si distingue per eleganza e coreografica ricerca della perfezione formale: dalla 'ribelle' Gong Li che campeggia in copertina tra gli addobbi dorati di La città proibita, ultimo film di Zhang Yimou previsto in uscita in Italia per la fine di maggio, al 'maestro di arti marziali' Jet Li, passando attraverso il poliedrico Chow Yun Fat - a volte gangster, a volte re, fino a Zhang Ziyi, considerata dalla rivista germanica come la Audrey Hepburn d'Asia. Dalle superstar dagli occhi a mandorla ai supereroi di matrice hollywoodiana: non solo Spiderman, ma anche Batman e gli X-Men, tra i superdotati padroni della collina più famosa del mondo. Uno sguardo lanciato all'indietro, alle lezioni danesi del Dogma, per poi sorvolare l'Africa e la sua - per molti sconosciuta - industria cinematografica. Un'occhiata al festival di Tromsø e poi via, alla volta di Berlino. (g.c.)

Il settimanale Filmecho/Filmwoche si rivolge ad un pubblico prevalentemente costituito da tecnici di settore, siano essi produttori o distributori, agenzie pubblicitarie o investitori. Tra i lettori, anche una cospicua fetta di giornalisti e redattori televisivi.
Questa settimana la rivista si interroga sul futuro del cinema tedesco, tirando le fila della situazione corrente alla chiusura del 37esimo Congresso del cinema di Baden-Baden e salutando con ottimismo il ritorno dei 'tedeschi' a Cannes, ben rappresentati dalla corsa alla Palma d'Oro di Fatih Akin. Il digitale al servizio del grande schermo, ma chi finanzierà i nuovi progetti orfani della pellicola? Si analizzano al contempo dati, fatti e misure di sicurezza utili ad arginare il sempre più preoccupante fenomeno delle copie pirata a spasso nella rete, mentre il presidente di MTV Films Aversano mette in cantiere nuovi progetti Avatar per la sua casa di produzione. Chiudono le proposte di questo numero un articolo dedicato alla collaborazione tra Germania e Ungheria e l'intervista-chiacchierata a Doris J. Heinze, 'superdonna' dell'emittente televisiva NDR che riflette sulle nuove proposte per piccolo e grande schermo. (g.c.)

Asian Cult Cinema apre con la forza il secondo quadrimestre del 2007: in copertina ci sono le crudeltà di Ichi the killer, creatura di Takashi Miike, e l'ultraviolenza di Shark-Skin man and Peach-Hip girl, road/trip movie diretto da Katsuhito Ishii. Si commentano gli Academy Awards, ma l'unica e inarrivabile stella di questa issue è lei, Gong Li: intervistata a proposito dei suoi ultimi film (Eros, 2046, Miami Vice, Curse of the golden flower di Zhang Yimou), alla domanda: 'Tu e altre attrici cinesi avete interpretato donne giapponesi in Memorie di una geisha. Cosa pensi delle critiche su questo?' ha risposto semplicemente: 'E' davvero una domanda stupida'. Non a caso si torna su Exiled di Johnnie To, considerato dalla rivista 'il miglior film asiatico del 2006'; e c'è ancora spazio per l'horror vampiresco made in Filippine, con Gerardo de Leon e suoi Blood Drinkers (1966) e Curse of the vampires (1970). Nella sezione 'Foreign crimes' si consuma il confronto tra Infernal Affairs e The departed: 'Chi non sarebbe felice dell'Oscar a Scorsese - commenta Max Alan Collins - ma probabilmente lui stesso sa che questo non è il suo film migliore...'

'Mumblecore', what is it? FilmMaker apre la nuova stagione con l'ascesa di un movimento del cinema indipendente: a base di ritratti 'naturalistici' di vite e amori tra i venti e i trent'anni, di stile volutamente approssimativo, i film di registi come Joe Swanberg (Kissing on the mouth, Hanna takes the stairs) e Aaron Katz (Dance Party Usa, Quiet city) risultano chiaramente ispirati tanto ai TV reality quanto ai blog-confessionals di YouTube, ma anche all'alba del cinema indipendente americano. La performance di Marion Cotillard, nei panni di Edith Piaf in La vie en rose di Olivier Dahan, è definita dalla rivista americana 'un accecante ritratto di eccessi e ispirazione artistica'; nuove vittime e più gore, invece, si annunciano per il sequel di Hostel, che sarà ancora diretto dall'americano Eli Roth (Cabin Fever), tra l'altro interprete di Grindhouse. Altro approfondimento è dedicato alla media convergence, tra i temi sempre più al centro della scena: questa volta sei registi raccontano la loro esperienza nel girare cortometraggi pensati appositamente per i cellulari, e tra i nomi spiccano quelli di Jonathan Dayton e Valerie Faris (Little Miss Sunshine) e Justin Lin (Finishing the game).

Il mensile canadese CinemaScope cala i suoi quattro assi di maggio: l'eclettico Paul Verhoeven (che ha presentato Black Book all'ultima mostra di Venezia), l'estremo Robinson Devor (al suo terzo lungometraggio con Zoo, storia di un uomo di Seattle che muore in seguito ad un inusuale incontro con un cavallo), il terrificante John-hoo Bong (The Host, con al centro un mostro mutante che emerge dal fiume Han a Seoul, è giudicato da più parti l'horror del 2006) e il brillante Jason Khon, che in Manda Bala - Send a bullet (il documentario sua opera prima) descrive la corruzione e il conflitto di classe nel Brasile contemporaneo. Oltre le interviste e i resoconti dei Festival (Sundance, Berlino e Rotterdam), i principali film recensiti questo mese sono Le vite degli altri, Belle toujours, Flags of our fathers, Lettere da Iwo Jima e l'imminente Zodiac, il thriller di David Fincher - interpretato da Jake Gyllenhaal e Robert Downey Jr. - che sarà presentato tra pochi giorni al Festival di Cannes ed uscirà in Italia a metà maggio.
Le schede di TotalFilm, Asian Cult Cinema, FilmMaker e CinemaScope sono a cura di Annarita Guidi. Le schede di Film e FilmEcho/Filmwoche sono a cura di Giovanna Canta
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