Lette e...riviste - Le riviste di cinema da tutto il mondo (estate 2007)
Questo mese sguardo su “Creative Screenwriting”, “Total Film”, “CinemaScope”, “FilmKrant”, “Cinefex”, “Cineaste”
L’estate di Creative Screenwriting si apre con il bacio più atteso della stagione: quello tra i protagonisti di Harry Potter e l’ordine della Fenice, in uscita l’11 luglio in Italia. Lo sceneggiatore Michael Goldenberg discute il suo approccio intuitivo alla scrittura per il cinema, e in questo numero si parla di script anche con Ted Elliott e Terry Rossio, che raccontano la loro ultima fatica (Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo) con uno sguardo nostalgico a Sergio Leone; Judd Apatow, l’autore di 40 anni vergine, parla invece alla rivista americana dei segreti della sua ultima commedia – Knocked Up, in uscita ad ottobre nelle sale italiane – che lo ha visto per la prima volta da solo al comando della sceneggiatura. Infine, tra i tanti titoli blockbuster estivi (da Shrek III a Ocean’s Thirteen passando per i Transformers), il magazine intervista Nicholas Meyer sulla sua esperienza con Star Trek e l’adattamento del romanzo di Philip Roth da cui è tratto Elegy, interpretato da Ben Kingsley e Penelope Cruz e diretto da Isabel Coixet (The secret life of words).
internazionale: così Terry Rossio e Johnny Depp, rispettivamente sceneggiatore e protagonista del three-quel di Pirati dei Caraibi, raccontano le chiavi del loro successo a Total Film. Per Transformers la rivista inglese intervista le star ‘in carne ed ossa’ Megan Fox e Shia LaBeouf, mentre le altre due dive protagoniste di questo numero sono Natalie Portman (che discute di tortura: non vorrà entrare nel cast di Hostel III?) e Cameron Diaz, voce della Principessa Fiona nel prossimo Shrek. Al centro della rivista, ma al maschile, non poteva mancare la ‘leggenda’ Tarantino con il suo Death Proof, mentre curiosa è l’incursione nel passato di Michael J. Fox: tutti amano Ritorno al futuro, pochi conoscono l’altro film interpretato dall’attore canadese nel 1985 - Teen Wolf. Restando sempre in zona ‘miti’, la sezione archivio propone questo mese Hitchcock, Wayne, Raimi, Hawks; tra le ultime uscite in sala, attenzione soprattutto a Bruce Willis in Live free or die hard.
CinemaScope sceglie la forza del colore per la copertina dedicata al protagonista dell’ultimo numero: Abel Ferrara, che dopo aver presentato a Cannes Go go tales si racconta in un’intervista dal significativo titolo ‘The show must go on’! Il coreano Lee Chan-dong parla invece del ‘making of’ di Secret Sunshine, mentre Mahamat-Saleh Haroun (Daratt) è al centro di un dialogo sulle strategie di rafforzamento del cinema africano. In questa issue le pellicole protagoniste sono anche quelle dell’ultima edizione del Festival di Cannes, da Paranoid Park di Gus Van Sant a My blueberry nights di Wong Kar Wai, fino al vincitore della manifestazione – 4 months, 3 weeks, 2 days di Cristian Mungiu; tra le uscite imminenti, CinemaScope punta i riflettori su Knocked Up di Judd Apatow e Rescue Dawn di Werner Herzog, storia della cattura e della fuga del pilota tedesco/americano Dieter Dengler, fatto prigioniero in Laos durante la guerra del Viet Nam. Il protagonista è Christian Bale, e il film dovrebbe uscire nelle sale italiane alla fine di questo mese.
www.cinema-scope.com
Kar-Wai. All’interno, spazio a Death Proof e Planet Terror, i Grindhouse movies che la rivista inserisce nella cornice del fenomeno B-Movie, onda che senza soluzione di continuità dagli anni Settanta continua a lambire gli schermi, visione privilegiata di Tarantino e Rodriguez. Altro protagonista è Jia Zhang-Ke, con l’unicità delle sue immagini dalla Cina di Still Life – decretato vincitore a Venezia dalla giuria così come dalla redazione di ‘Sentieri Selvaggi’; al centro di questo numero anche Joachim Trier, alla sua terza opera (Reprise) dopo Still e Procter. Come di consueto, la rivista dedica ampio spazio ai festival: in Olanda sono presenti a luglio il CineDans (Amsterdam), a settembre l’Africa in the Picture Festival e il Film by the Sea (Vlissingen). Tra i film recensiti, Le mele di Adamo di Anders Thomas Jensen, Fur di Diane Arbus, Cashback di Sean Ellis.
SpiderMan vestito di nuovo si lancia in spettacolari sequenze d’azione nel terzo capitolo della saga diretta da Sam Raimi: Cinefex, rivista australiana dedicata ai segreti degli effetti visivi, incontra i supervisor John Frazier (Armageddon, La tempesta perfetta) e Scott Stockdyk, che dopo aver lavorato a tutte e tre le pellicole dedicate all’Uomo Ragno, racconta le sfide di questa ultima impresa. La Pirati-Mania continua con l’episodio più recente di Pirates of Caribbean, conclusione spettacolare della trilogia diretta da Gore Verbinski che coniuga battaglie su larga scala a visioni spettrali e location immaginarie grazie al lavoro di un team coordinato dal supervisor Charles Gibson. Un approfondimento è dedicato anche a I figli degli uomini di Alfonso Cuarón, in cui le visioni di un’Inghilterra vicina nel futuro sono rese stranianti e livide grazie alla costruzione di ambienti alterati digitalmente, soprattutto nelle scene d’azione e in quella della nascita. Chiude questa issue l’intervento di John Sullivan (Last action hero), che ha coordinato gli effetti speciali per Next: basato sul racconto di Philip K. Dick ‘The golden man’, il film racconta la storia di un uomo capace di vedere nel futuro, che viene coinvolto dall’FBI nel tentativo di sventare un attacco terroristico nucleare. Interpretato da Nicolas Cage e Julianne Moore e diretto da Lee Tamahori, il film arriverà nelle sale italiane a ottobre.
(pane per i suoi detrattori, strumento per la sua sovversione visiva dell’establishment) di un regista che continua a confrontarsi con temi che scottano, in particolare riguardo alla situazione politica in Malaysia – dai media al potere politico, da The year of living vicariously a The last communist. Si prosegue con un supplemento speciale interamente dedicato al cinema dei Balcani, dai film più fortunati a livello distributivo (The death of Mr. Lazarescu, No Man’s land) a tutta quella produzione che ancora rappresenta un ‘mistero’ per il resto del mondo e che si confronta tanto con gli aspetti tormentati della storia, quanto con i tentativi di ri-definizione di individui e terre, esplorando la dialettica tra peso della tradizione e fermenti dell’innovazione, soprattutto, ultimamente, attraverso lo strumento del documentario. Infine, Cineaste incontra Eric Roth per discutere la lunga gestazione di The good shepherd e il viaggio alle origini della CIA compiuto dallo sceneggiatore della pellicola diretta da De Niro.
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