Lette e...riviste - Le riviste di cinema da tutto il mondo (ottobre 2007)
Questo mese sguardo sulla rivista australiana Inside Film, l'inglese Impact, la francese Studio Magazine, la tedesca Film Demnächst, l'irlandese Film Ireland, l'americana Film Comment
Due quindicenni – uno bianco e uno nero – che tentano di salvare la loro amicizia sullo sfondo di un clima sociale e politico rovente e complesso, quello del finire degli anni Sessanta: questo il soggetto di September, e la storia di copertina di Inside, che intervista il regista Peter Carstairs, al suo primo lungometraggio dopo i corti Pacific e Gate. La batmania imperante (The dark knight uscirà nel 2008) dà alla rivista australiana l’occasione per soffermarsi sulle infinite potenzialità del marketing cinematografico on line, mentre l’industry focus questo mese è dedicato alla sceneggiatura: "Inside" intervista Andrea Arnold, regista e screenwriter per Red Road, e Sue Smith, sceneggiatrice di Bastard Boys, dedicato ai temi della lotta sindacale, degli scioperi e della corruzione in Australia. E ancora, le recensioni di Control, December Boys, Un chien andalou, e l’auto-censura televisiva…(a.g.)Davvero “d’impatto” il numero di ottobre della rivista inglese Impact, mensile edito dalla Mai Publications,
che spazia dall’action cinema alla televisione cult, con una predilezione per le arti marziali. Si parte con le Asian-influenced War Stories di Rogue, il personaggio che Lee Anthony Smith e Gregory J. Bradley hanno cucito a misura di un’entusiasta Jet Li. E poi le tensioni di una Cina anarchica per la terza collaborazione tra Donnie Yen e Wilson Yip, nel thriller poliziesco Flash Point. Ma non troviamo solo Yakuza e Triade in prima linea. C'è anche il nuovo progetto americano di Jean-Claude Van Damme, protagonista di plastiche coreografie corpo a corpo, orchestrate dal regista Isaac Fiorentine in The Shepherd. Segue il dietro le quinte del primo horror-KungFu action movie nordirlandese diretto da Gorge Clarke, che sfida con Battle of the Bone la Film Commission d’Irlanda. Atmosfere in rapido cambiamento invece per l’intervista a Timur Bekmambetov, in occasione della recente uscita “occidentale” di Day Watch, secondo capitolo della saga campione d’incassi in Russia. E infine la nuova virata verso il genere fumettistico, con il Wanted di Mark Millar, sullo schermo con Angelina Jolie e Morgan Freeman, e verso quello sci-fi, con la presentazione dei “webisodes” di Sanctuary, primo drama in alta definizione creato appositamente per la rete. (g.c.)
che spazia dall’action cinema alla televisione cult, con una predilezione per le arti marziali. Si parte con le Asian-influenced War Stories di Rogue, il personaggio che Lee Anthony Smith e Gregory J. Bradley hanno cucito a misura di un’entusiasta Jet Li. E poi le tensioni di una Cina anarchica per la terza collaborazione tra Donnie Yen e Wilson Yip, nel thriller poliziesco Flash Point. Ma non troviamo solo Yakuza e Triade in prima linea. C'è anche il nuovo progetto americano di Jean-Claude Van Damme, protagonista di plastiche coreografie corpo a corpo, orchestrate dal regista Isaac Fiorentine in The Shepherd. Segue il dietro le quinte del primo horror-KungFu action movie nordirlandese diretto da Gorge Clarke, che sfida con Battle of the Bone la Film Commission d’Irlanda. Atmosfere in rapido cambiamento invece per l’intervista a Timur Bekmambetov, in occasione della recente uscita “occidentale” di Day Watch, secondo capitolo della saga campione d’incassi in Russia. E infine la nuova virata verso il genere fumettistico, con il Wanted di Mark Millar, sullo schermo con Angelina Jolie e Morgan Freeman, e verso quello sci-fi, con la presentazione dei “webisodes” di Sanctuary, primo drama in alta definizione creato appositamente per la rete. (g.c.)
Isabelle Adjani apre il nuovo numero del francese Studio Magazine: l’interprete di La regina Margot e Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano parla della sua concezione di cinema in un’intervista esclusiva. Molti sono i grandi numeri di questa issue, da Gus Van Sant – un approfondimento dedicato ai segni che rendono così inconfondibile il suo stile – a George Clooney, che parla dei punti di contatto tra se stesso e il personaggio interpretato in Michael Clayton. Gérard Darmon torna a interpretare il personaggio di Jeff nel sequel della commedia romantica e parigina Il cuore degli uomini, mentre Colin Farrell e Ewan McGregor discutono la loro partecipazione a Cassandra’s Dream di Woody Allen, in Italia a gennaio. In questo numero, un dossier significativamente intitolato ‘Hollywood contre Bush’, dedicato al rapporto tra cinema e guerra in Iraq; e ancora, Judd Apatow si pronuncia sul ‘nuovo comico all’americana’ e Anne Hathaway racconta la sua metamorfosi da aspirante giornalista (Il diavolo veste Prada) a scrittrice di fama mondiale (Becoming Jane Austen). (a.g.)Dopo i giocattoli di Toy Story e gli insetti di A Bug’s Life, i mostri di Monsters & Co. e i pesci di Nemo, i
supereroi de Gli incredibili e le auto di Cars, scocca l’ora per i topi di diventare protagonisti delle animazioni della Pixar. A Ratatouille è infatti dedicata la copertina del numero di ottobre di Film Demnächst, la rivista cinematografica tedesca che, oltre ad essere in vendita in edicola, è anche distribuita gratuitamente nelle sale della Germania. Abbandonata per un po’ la cucina estrosa del roditore aspirante chef, nuovi colpi di scena sono in arrivo da Sandra Bullock e dalle sue “premonizioni” soprannaturali, non tanto diverse dalle “visioni” documentaristiche di Michael Moore e del suo Sicko, o da quelle di John Cusack-Mike Enslin in 1048, la pellicola di prossima uscita basata sulla short story del maestro della suspance Stephen King. Si torna con i piedi per terra con l’intervista a Mike Eschmann, alla scoperta del mondo di Tell, e con quella ad Eric Emmanuel Schmitt, romanziere autore del famoso ‘Ibrahim e i fiori del corano’, calatosi nel ruolo di regista e sceneggiatore per la pellicola Odette toute le monde. (g.c.)
supereroi de Gli incredibili e le auto di Cars, scocca l’ora per i topi di diventare protagonisti delle animazioni della Pixar. A Ratatouille è infatti dedicata la copertina del numero di ottobre di Film Demnächst, la rivista cinematografica tedesca che, oltre ad essere in vendita in edicola, è anche distribuita gratuitamente nelle sale della Germania. Abbandonata per un po’ la cucina estrosa del roditore aspirante chef, nuovi colpi di scena sono in arrivo da Sandra Bullock e dalle sue “premonizioni” soprannaturali, non tanto diverse dalle “visioni” documentaristiche di Michael Moore e del suo Sicko, o da quelle di John Cusack-Mike Enslin in 1048, la pellicola di prossima uscita basata sulla short story del maestro della suspance Stephen King. Si torna con i piedi per terra con l’intervista a Mike Eschmann, alla scoperta del mondo di Tell, e con quella ad Eric Emmanuel Schmitt, romanziere autore del famoso ‘Ibrahim e i fiori del corano’, calatosi nel ruolo di regista e sceneggiatore per la pellicola Odette toute le monde. (g.c.)Sguardo sul cinema irlandese con Film Ireland, rivista bimestrale ricca di interviste e recensioni, che si
offre come spazio di discussione aperto e pluralista, crocevia di scambio per una realtà cinematografica in comunicazione diretta con il panorama internazionale. Internazionale come il Midnight Sun Festival di Finlandia del giugno scorso, al quale hanno partecipato registi provenienti da ogni parte del mondo. La trasferta scandinava di Abbas Kiarostami è l’occasione, invece, per ripercorrere le tappe della carriera esplosiva del regista iraniano. Ritorno in patria con il Galway Film Fleah, la sei giorni di festival svoltasi in luglio, per la prima volta impegnata a dare voce a valorosi cineasti indipendenti innamorati del grande schermo. In attesa di vederne i futuri sviluppi, Film Ireland si interessa al fenomeno delle produzioni cinematografiche in lingua gaelica, cresciute esponenzialmente negli ultimi 18 mesi, per poi avvicinarsi con una lunga intervista al regista Lenny Abrahamson e al suo Garage. Sempre molto attuale la riflessione sullo stato della critica, spaccata in due per l’occasione, tra chi la vorrebbe morta e chi ancora le affida un posto d’imprescindibile importanza: la battaglia è ancora aperta. (g.c.)
offre come spazio di discussione aperto e pluralista, crocevia di scambio per una realtà cinematografica in comunicazione diretta con il panorama internazionale. Internazionale come il Midnight Sun Festival di Finlandia del giugno scorso, al quale hanno partecipato registi provenienti da ogni parte del mondo. La trasferta scandinava di Abbas Kiarostami è l’occasione, invece, per ripercorrere le tappe della carriera esplosiva del regista iraniano. Ritorno in patria con il Galway Film Fleah, la sei giorni di festival svoltasi in luglio, per la prima volta impegnata a dare voce a valorosi cineasti indipendenti innamorati del grande schermo. In attesa di vederne i futuri sviluppi, Film Ireland si interessa al fenomeno delle produzioni cinematografiche in lingua gaelica, cresciute esponenzialmente negli ultimi 18 mesi, per poi avvicinarsi con una lunga intervista al regista Lenny Abrahamson e al suo Garage. Sempre molto attuale la riflessione sullo stato della critica, spaccata in due per l’occasione, tra chi la vorrebbe morta e chi ancora le affida un posto d’imprescindibile importanza: la battaglia è ancora aperta. (g.c.)
Sono davvero tanti e importanti i protagonisti dell’ultimo numero dell’americano Film Comment: David Cronenberg presenta Eastern Promises; il New York Film Festival (che si sta svolgendo in questi giorni, ed è giunto alla 45a edizione) ospita il Brasile e il Cinema Novo di Joaquim Pedro de Andrade (Garrincha - alegria do povo, Macunaíma, Guerra coniugal); Larry Gross interviene sull’anti-biopic I’m not there di Todd Haynes; altri film al centro di questa issue sono The darjeering limited di Wes Anderson e Before the Devil Knows you’re Dead del ‘veterano’ Sidney Lumet, a quanto pare già al lavoro su un nuovo progetto dal titolo Duets. Guardando invece al passato, la rivista si interroga sulla presunta omofobia di Cruising - il film di Friedkin che descrive l’underworld gay nella New York dei primi anni Ottanta, visto con gli occhi del detective Steve Burns (Al Pacino) - e pubblica la dichiarazione resa dai collaboratori di Fassbinder in merito al lavoro della Fondazione omonima sulle opere del regista. (a.g.)Le schede di Impact, Film Demnächst e Film Ireland sono a cura di Giovanna Canta
Le schede di Inside, Studio Magazine e Film Comment sono a cura di Annarita Guidi
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